L’analisi del giorno: Walter V e la Bamboccia in una New York che cade a pezzi

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New York e Wall Street – AIG
Chi ha quaranta miliardi di dollari da dare ad AIG ,la prima compagnia di assicurazioni al mondo, sull’orlo del baratro? Chi vuole fare una cordata? Forse in Italia il Governo potrebbe trovare “gli investitori”. Le domande sull’eventuale fallimento di AIG sono molteplici, a cominciare dalla fine che faranno gli assicurati, ancor prima degli investitori. Aspettiamo e vediamo cosa succede al Dow Jones, intanto il Sindaco Bloomberg comincia a prepararsi perché la crisi colpirà gravemente la città.
Partiamo proprio da New York. E’ da questa mattina che penso alla Grande Mela, sperando che l’iniezione di danaro della FED porti all’inversione di tendenza dei mercati. Ma fermiamoci a New York. E’ infatti notizia di ieri che la Signorina Veltroni ha trovato casa, naturalmente, nel migliore degli stili italiani, con i soldi di papà. Chissà cosa risponderà quando le chiederanno “what’s your father job?”.

Veltroni e Bamboccia
A volte è triste essere Liberali. Dobbiamo – dovere metodologico ma non spirituale – infatti riconoscere a Veltroni il merito di aver investito nel mattone nel momento migliore (“con l’esperienza che ha maturato su Roma a spese dei romani” maligneranno i soliti malfidenti). Ha fatto quello che noi tutti vorremmo fare: guadagnato vendendo un libro e investito. Poteva affittare casa, invece ha concesso questo privilegio alla figlia. Poteva lasciare la figlia in qualche scuola finanziata con risorse pubbliche. Invece no. Ha scelto il meglio, LA scuola Americana, a New York. Poteva fare la postina, la segretaria, l’esperta di borsa, la commerciante, l’imprenditrice, la traduttrice, l’assicuratrice. No, come il papà ha scelto il mondo del cinema, la cultura. Come commentare? Per noi Liberali è tutto bellissimo, quasi mi commuovo. Un Comunista che si è veramente convertito, al vile capitale, al mercato.
Intuiamo quest’oggi sentendo gli umori di strada, che i compagni del PD non sono felici. Ma come, i proventi del libro potevano essere interamente donati ai bambini dell’Africa, Walter sembrava tenerci tanto. Invece ha preso casa in America. Ha preso casa per la figlia. Bambocciona diranno i compagni, non poteva andare in ostello come tutti noi, in uno studentato con tutti i sui pari, a divertirsi, bere e fare feste dalla mattina alla sera. Poteva sforzarsi a cercare casa, per cambiarne 5, e finire sfinita con 4 studenti affamati di crescere, due indiani (amanti del piccante), una svedese (disinibita) e un algerino (arrapato). No, non sia mai, papino le ha preso casa, ha investito, vuole che studi tranquilla. Si chiederanno i compagni se già le ha messo il telefono, così la può chiamare alla sera per leggerle una delle sue poesie (per il prossimo libro, proventi in casa a Miami) e darle il buongiorno al risveglio (magari con l’editoriale della Concita sull’Unità). Che bravo papà, borbottano in piazza a Modena, due pensionati con pensione al minimo, è partito per accompagnarla. Chissà se le troverà un lavoro a Starbucks o in qualche store sulla quinta, giusto per farci vedere che non usa lo stipendio del papi per lo shopping. Mentre i nipotini dei due pensionati entrano in classe e si trovano un solo insegnante, per giunta con un fiocco nero di protesta, mentre sul Sole ci si interroga sul futuro della Scuola italiana, Walter invita la figlia ad andare all’estero. E’ quello che tutti i giovani dovrebbero fare, tuonerebbe Walter, e noi Liberali a dargli ragione. Peccato – ribatte tra se uno dei due pensionati cercando le parole giuste in italiano – le opportunità lo stato in cui crediamo insieme al Veltroni non le ha mai avute”. Un passante li guarda chiedendosi chi verrebbe mai a studiare in Italia in queste scuole fatiscenti.

Berlusconi a Porta Porta – Alitalia
E’ dura essere compagni con questo Walter Veltroni, così amico del mercato. Così attento a prendersi cura della sua bambocciona. In fondo è un padre italiano, come tanti, stipendio pubblico, privilegi da politico, poche responsabilità, ci ricorda tanto quelli di Alitalia. Si perché lui con Alitalia è coinvolto. Dalla Magliana nessuna novità, o meglio non si capisce cosa sta succedendo, sembra di essere entrati nella fase per cui è meglio non far trapelare gli accordi altrimenti il contribuente si infuria. Vedremo. Nel frattempo bene ha fatto Berlusconi nella prima di Porta a Porta (inizio con il botto) a richiamare alla responsabilità dei dipendenti Alitalia, cittadini privilegiati, oltre ogni limite. Forse in mente aveva se stesso da giovane, o i restanti italiani che la mattina prendono un treno, stanno in coda, si ammazzano dal lavoro per lo stipendio più basso d’Europa. Ma come ne fa una buona il Cavaliere ne riesce a combinare 100 pessime. Così si fa imbrogliare nel triste circolo mediatico e finisce per fare il teatrino. Un conto è scherzare, fare una battuta, un altro è finire nel boccaccesco televisivo, con una futura velina. Il Cavaliere continua a rendersi promotore dello stile sciatto, volgare, mercificato, antimeritocratico quando invece noi lo vorremmo paladino dell’imprenditoria, del merito e dell’innovazione.
Fascismo
Ma i problemi di questo Governo sono anche di struttura e credibilità. Pareva sopito lo spettro del fascismo e invece, abilmente provocati ci hanno pensato i giovani “fascisti” a rincarare la dose. Sarà la purezza giovanile, ma la sostanza non cambia. Sarà anche in buona fede, ma resta il fatto che dal fascismo fanno fatica a staccarsi. Vedremo nei prossimi giorni se Fini è un uomo solo.

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