Fornero a Trento: tante proteste e un intervento mogio

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MARTINA CECCO

E’ stato un pomeriggio politicamente caldo quello che ha preceduto l’intervento della Ministro Elsa Fornero al Festival dell’Economia di Trento, caratterizzato dalle cellulari della Polizia e dei Carabinieri che fin dal primo pomeriggio si sono posizionate in difesa delle entrate del teatro Santa Chiara, dove sarebbe arrivato il Ministro e alle 18.30 si sarebbe tenuto l’incontro “I confini sociali dell’insicurezza” con Elsa Fornero, Ilvo Diamanti e Pierluigi Stefanini, moderati dal giornalista Alberto Faustini. Ma a gettare la miccia non è stato certo l’intervento monco del Ministro.

Prevedibile il movimento di protesta sul tema del lavoro, che ha coinvolto direttamente i giovani anarchici del Centro Sociale impegnati nella campagna contro il precariato e dei COBAS che hanno manifestato contro il Ministro per fermare le modifiche ai contratti di lavoro che sono sempre al centro della preoccupazione di sindacato e lavoratori.

La voce di protesta si è ulteriormente agitata in presenza del Ministro, sfociando in uno scontro verbale e fisico tra Forze dell’Ordine e manifestanti, di fronte al teatro Santa Chiara, che ha causato il ferimento lieve di due persone e di una terza in maniera più evidente. Il presidio della protesta è poi proseguito con una sfilata fino alle 19.00, quando i manifestanti si sono portati attraverso il centro storico fino a Piazza Duomo, dove una folla di pubblico era riunita presso uno dei maxi schermo per la diretta con il teatro.

Metaforico e reale il titolo del Focus del Festival dell’Economia: “I confini sociali dell’insicurezza” dove il Nettuno e la sua fontana, lontani dalle cariche delle Forze dell’Ordine e lontani dal Ministro Fornero e dalla politica, hanno fatto da perno a una piazza politicamente presente, attenta e attiva nel seguire l’intervento del Ministro. La piazza fa pace da sé. Pochi applausi e qualche fischio per Elsa Fornero in piazza, più fortuna nel teatro.

Ci aspettavamo una contestazione a più voci, annunciata da oltre un mese, risoltasi dopo i primi minuti di agitazione intensa, con fischi e bandiere come auspicato dalla organizzazione del festival e dal Governatore Lorenzo Dellai. D’altra parte gli stessi interventi dei relatori sono stati molto essenziali.

Il Ministro ha shockato la piazza descrivendo la ineluttabilità delle scelte governative: in tema di pensioni ribadendo la impossibilità del Governo di intervenire sulle pensioni di lusso, mettendo in evidenza il lavoro fatto per arrivare a una equità di trattamento dei pensionati con contribuzione regolare e con contribuzione da carriera lavorativa “sfortunata” (definita esattamente così); bocciando in toto come “anacronistica” la possibilità di rientrare dall’euro alla moneta nazionale, auspicando al contrario che i giovani siano orgogliosi della moneta e del mercato unico; in tema di debito nazionale dichiarando che i propositi del Governo sarebbero stati quelli di ridurre l’erogazione nel settore dell’assistenza e della sanità, a cui i tecnici si sono opposti fermamente con un secco no; infine sdrammatizzando sulle proteste in atto, sottolineando invece la importanza dell’intervento delle parti sociali in tema di lavoro.

Per chi cercava delle risposte immediate per la situazione attuale dell’economia in Italia c’è stato un vuoto propositivo: è un Ministro mogio e pacato quello che è intervenuto al Festival dell’Economia, che si è limitato al ribadire che la libertà delle imprese e la riscossa economica sono una priorità del nostro sistema nazionale, che non può sopravvivere se si investirà solo sulle esportazioni.

Qualcosa di più in tema di Pari Opportunità: il Ministro ha ricordato che il suo incarico con delega alle Pari Opportunità è una occasione di crescita per il paese, che si trova a considerare non solo le donne, ma anche gli stranieri e la loro integrazione nel tessuto sociale come parte debole della popolazione lavorativa. Il suo doppio incarico le consente una visione di insieme che ha dei progetti molto forti da sviluppare.

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Giornalista e blogger. Collaboro con il web in rosa di Donnissima. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Studio Filosofia indirizzo Storico presso l'Università degli Studi di Trento.

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