Welfare Trentino: un modello innovativo ed esportabile

0
893

di MARTINA CECCO

E’ un messaggio incoraggiante quello lanciato durante la riunione degli Stati generali del Welfare trentino, il 12 marzo scorso, che emerge da una lettura trasversale dei dati relativi alla attuale posizione economica/sistemica in tema di servizi alla persona e società fatta attraverso le voci della politica, delle amministrazioni locali, degli attori sociali del territorio e dell’Università di Trento. Questo periodo di restrizione delle risorse finanziarie pone davanti scelte obbligate e improrogabili, per cui tutti sono chiamati alla responsabilità sociale nella gestione della cosa pubblica in riferimento alla sostenibilità economica per gli individui e le famiglie.

“Il Trentino si distingue per 240 misure specifiche in tema di Welfare di cui in 3 campi alcune sono particolarmente evidenti: nel settore delle politiche dell’istruzione, nella sfera lavorativa e nell’assistenza a soggetti poveri. – La sintesi dell’intervento di Antonio Schizzerotto, prorettore alla ricerca per la Università di Sociologia di Trento, intervenuto in sede di riunione sul tema “Il quadro locale: il welfare trentino, potenzialità e criticità” – Lo Stato è un Unicum, le misure che il Welfare Trentino ha messo in atto sono articolate alle linee politiche. Vi sono una serie di interventi che il sistema ha messo in atto che vanno dal sostegno economico, al sostegno materiale, al sostegno psicologico: per le politiche della istruzione si distiguono misure come la assegnazione delle borse di studio, le agevolazioni per i trasporti scolastici, l’orientamento scolastico, le offerte di stage e il comodato gratuito per i libri di testo, misure che sono state efficaci per diminuire il gap tra studenti abbienti e meno abbienti, creando una situazione di alto livello di coesione e fornendo una dotazione di capitale sociale che non ha precedenti in Italia.”

Ma non solo la scuola, altre misure prese in Trentino si distinguono dal resto del paese, si pensi alla formazione lavoro, per la quale attualmente la Agenzia del Lavoro si fa carico di indirizzare e guidare alla formazione il lavoratore in mobilità, corsi di aggiornamento, integrazione delle politiche del lavoro attive e passive, secondo il principio di non cadere nel mero assistenzialismo, infine il Reddito di garanzia, una iniziativa innovativa trentina che ha come scopo quello di parificare il sostegno tra soggetti, interlacciata ai bisogni e ai servizi, senza avantaggiare l’uno piuttosto che non l’altro soggetto destinatario. Un esempio che sarebbe applicabile al resto del paese, consiglia Schizzerotto, che necessita di modelli funzionanti per il sostegno e l’assistenza dei soggetti deboli.

Il sistema del Welfare in Trentino ha un carattere fortemente equitativo e inclusivo, rappresenta un esempio sperimentale, praticabile nel resto d’Italia, a maggior ragione per la uscita dalla crisi attuale. Nel 2011 in Trentino la povertà ha toccato il 4,6% delle persone contro il 9,6% nazionale.

Il sistema regge fin tanto che non cambiano i parametri, che attualmente sono minacciati dalla prospettiva di ulteriore diminuzione delle risorse economiche e dal rischio di immigrazione opportunistica in Trentino. Punti sui quali gli attori sociali e la politica sono chiamati al dovere per analizzare, valutare e rettificare le condizioni di elargibilità dei servizi, insieme a ulteriormente performare l’assistenza, ad esempio con la delocalizzazione mirata, che crea delle vantaggiosità fittizie, ovvero atte alla parificazione, per la ottimizzazione delle risorse post-investimento.

Un modello innovativo come quello Trentino, ha concluso il dott. Schizzerotto sarebbe da promuovere anche nelle altre Regioni, informando e mutuando un sistema che ha funzionato in una realtà relativamente piccola da poterne valutare l’impatto totale su numeri più sostanziosi. Uno dei limiti del sistema locale è la poca capacità di promuoversi e di dare impulsi continui al rinnovo di se stesso e alla mutuazione nelle realtà vicine, che sono così attratte da un benessere in realtà commisurato al bisogno, che non potrebbe accollarsi altre finalità se non quelle che già attualmente persegue.

SHARE
precedenteFiaccolata per il Tibet
successivoL’Enciclopedia Britannica solo su digitale
Giornalista e blogger. Collaboro con il web in rosa di Donnissima. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Studio Filosofia indirizzo Storico presso l'Università degli Studi di Trento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome