Bill Gates: il capitalismo come soluzione delle scuole?

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di DOMENICO MACERI

“In un periodo di crisi e contrazione degli stipendi, bisogna premiare la produttività e quindi i risultati reali”. Parla Bill Gates, fondatore e presidente della Microsoft, in una conferenza ai presidi americani a Louisville, nello Stato del Kentucky.
Gates non si riferiva a un’azienda che premia i venditori di un nuovo prodotto redditizio. Parlava invece degli insegnanti. Secondo lui, gli insegnanti dovrebbero essere ricompensati quando i loro studenti dimostrano di avere imparato. Se invece i loro studenti sono bocciati, gli insegnanti dovrebbero pagarne le conseguenze.
Queste conseguenze per Gates sarebbero l’eliminazione dei modesti scatti automatici di anzianità che gli insegnanti ricevono annualmente. Inoltre verrebbero eliminati anche gli scatti automatici per lauree specialistiche che gli insegnanti ricevono. Per Gates queste lauree non producono risultati. Gates vede anche la riduzione del numero di studenti nelle classi come controproducente. Secondo lui, i quindici studenti in una classe, la media americana attuale, cifra irreale come sanno molti maestri, non ha ottenuto risultati migliori degli anni 1960 quando ogni classe aveva 26 studenti.
Le idee di Gates non sono nuove e potrebbero essere facilmente legate all’ex presidente George Bush che ha approvato la legge “No Child Left Behind”. Questa legge, in effetti, ricompensa le scuole dove gli allievi hanno successo e le punisce in caso contrario.
Come si determina il successo per Gates e Bush? Mediante dei test che misurano i conoscimenti degli studenti. Si tratta di test a risposte multiple che la maggioranza degli insegnanti considerano di poca validità essendo poco più di una “fotografia” superficiale di tutto ciò che gli studenti devono imparare a scuola.
I sindacati degli insegnanti sono ovviamente contrari a queste idee che vedono l’istruzione come un semplice prodotto quantificabile con dei numeri allo stesso modo di come si fa con le vendite di un qualsiasi prodotto.
Un sondaggio della American Federation of Teachers, uno dei sindacati più noti, rivela che l’ottantasette percento dei membri considera gli scatti per ulteriori lauree specialistiche completamente appropriato. L’idea è che più imparano gli insegnanti e più potranno trasmettere ai loro allievi. Inoltre, l’idea di un insegnante che continua a studiare lo mette nella stessa posisizone degli studenti. È facile dunque simpatizzare con studenti che non capiscono una lezione quando il maestro stesso deve affrontare simili problemi, anche se il livello sarà differente.
Per quanto riguarda gli scatti di anzianità l’idea è che ogni anno di esperienza aggiunge al bagaglio educativo dei maestri che eventualmente aiuterà i futuri studenti.
Il problema che Gates cerca di risolvere è dovuto alla crisi economica che naturalmente ha colpito le scuole del Paese. Le casse vuote del tesoro degli Stati hanno avuto un impatto negativo nei bilanci delle scuole. Gates vuole dunque cercare di trovare i quattrini eliminando gli sprechi. L’idea non è cattiva ma tutti sanno che in America le buone scuole dove gli studenti imparano si trovano sempre nei quartieri ricchi mentre le scuole “cattive” dove gli studenti hanno poco successo sono sempre nei quartieri poveri. La questione dei fondi è di vitale importanza in America perché le risorse economiche delle scuole vengono in generale dalle tasse locali e a volte c’è una grande differenza fra ciò che riceve una scuola in comparazione ad un’altra. C’è poi ovviamente il fatto che le situazioni delle famiglie influiscono notevolmente nei profitti educativi dei ragazzi. Più abbiente e stabile è la famiglia, più probabile è il successo dello studente.
Gates non ha dunque tutti i torti quando tocca il tasto finanziario come soluzione ai problemi delle scuole. La soluzione però non è come dice lui di incentivare gli insegnanti con stipendi extra basati su ciò che imparano i loro studenti.
Gli studenti universitari che intraprendono carriere nel mondo della pubblica istruzione sanno bene che non guadagneranno molti quattrini. L’insegnamento è una scelta che sa più di missione che di questione economica. Ciò che cercano gli insegnanti non è un aumento allo stipendio ma il rispetto della società per il prezioso lavoro che loro contribuiscono.
I fondi per le scuole sono però indispensabili. Gates, uno degli uomini più ricchi al mondo, ha già contribuito parte del suo patrimonio a buonissime cause di beneficenza. Potrebbe anche contribuire alle scuole e convincere i suoi amici ultraricchi a fare lo stesso e delegare agli insegnanti e i genitori il compito dell’istruzione.
Domenico Maceri (dmaceri@gmail.com), PhD della Università della California a
Santa Barbara, è docente di lingue a Allan Hancock College, Santa Maria,
California, USA. I suoi contributi sono stati pubblicati da molti giornali
ed alcuni hanno vinto premi dalla National Association of Hispanic
Publications.

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