L’economia ai tempi del Covid: una crisi senza precedenti, ma anche una grande opportunità

Il ministro Gualtieri: “Previsioni di ripresa positive per la seconda metà dell’anno”.

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“Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che nel contempo, però, ci offre un’opportunità unica e sono fiducioso che l’Italia potrà uscirne più forte e unita di prima”. Così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, intervenuto oggi in videoconferenza al Festival dell’Economia online di Trento, insieme al professor Guido Tabellini, economista della Bocconi. Incalzato dalle domande del direttore scientifico del Festival, Tito Boeri, il ministro ha evidenziato come il Paese si sia mosso in maniera rapida e imponente. “Non siamo più nella stretta emergenza, ma nella fase in cui occorre pianificare il rilancio e ripartire, anche attraverso una serie di riforme strutturali. Abbiamo dati non negativi sulla ripartenza dell’economia nelle seconda parte dell’anno – ha detto Gualtieri – che ci fanno sperare in una ripresa significativa. Dobbiamo fare di tutto per sostenerla, utilizzando ed implementando tutti gli strumenti a disposizione e predisponendo un piano ambizioso, che dovrà essere pronto a settembre, per l’utilizzo dei fondi europei previsti dal Recovery Fund”.

Il responsabile delle politiche economiche del Governo ha sottolineato che attualmente viviamo una fase di transizione molto complessa. “Dopo essere intervenuti per sostenere i redditi dei lavoratori e la capacità produttiva delle imprese, nella fase del lockdown, ora ci prepariamo ad una nuova fase, nella quale dovremo puntare a raddoppiare il tasso di crescita medio del Paese, attualmente allo 0,8% e aumentare i tassi di occupazione e i tassi degli investimenti lordi, di quelli pubblici, oltre alle risorse per ricerca e sviluppo. La crisi ci offre una duplice opportunità. Ovvero la possibilità di affrontare i grandi problemi strutturali dell’Italia, con un’agenda condivisa e l’opportunità di avere a disposizione risorse europee impensabili prima dell’emergenza Covid”. Concretamente il ministro ha poi evidenziato la necessità di una riforma fiscale, di sostenere l’industria 4.0, di potenziare la diffusione della banda larga e di puntare su innovazione e sostenibilità.

“Condivido l’impostazione del ministro, – ha detto Guido Tabellini – l’Europa ha fatto la sua parte questa volta. Le premesse sono buone, tocca a noi adesso fare la nostra parte. E’ chiaro che c’è ancora estrema incertezza sulla crisi, anche se sappiamo di certo che saliranno i debiti delle imprese, dello Stato e dell’Unione europea. Per rientrare occorrerà una crescita della produttività. Non è detto – ha aggiunto il professore della Bocconi – che tutto torni come prima. La sfida più importante sarà capire, mano a mano che ci allontaniamo dalla fine dell’emergenza, quando interrompere il sostegno al reddito ed incentivare il ricollocamento delle risorse.

“Nulla sarà come prima – ha precisato Gualtieri – il processo di trasformazione e di riallocazione del lavoro e del capitale potrebbe cambiare la struttura della nostra economia. Dobbiamo sostenere i settori che devono e possono ripartire ed accompagnare i settori che dovranno giocoforza andare incontro a forti cambiamenti. E’ chiaro – ha detto il ministro – che non possiamo limitarci a prorogare cassa integrazione e blocco dei licenziamenti senza individuare un punto di arrivo”.

Fra gli strumenti elencati da Gualtieri la possibilità di incentivare anche i contratti a termine e per quelli indeterminati sostenerne fiscalmente la parte contributiva. Altro aspetto importante per accompagnare l’inevitabile riallocazione della forza lavoro, secondo Gualtieri, è quello della formazione.

Sulla ristrutturazione del debito delle imprese, Tabellini ha ricordato una proposta dell’economista francese Olivier Blanchard, che la scorsa settimana ha partecipato al Festival dell’Economia, emersa durante gli Stati Generali e sulla quale il ministro si è detto possibilista. L’idea sarebbe che i crediti delle imprese nei confronti dello Stato potrebbero essere trasformati in equity che lo Stato poi riscuoterà attraverso future imposte maggiorate.

(fm)

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