Mes o non Mes? Sgombriamo il campo da false speranze e fake news. No Troika, no Money

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Spoiler. La Caporetto inferta al Governo Conte ha lasciato all’Italia le briciole di una linea detta Mes-Sanitario. Ma il Mes-Sanitario non consente a Bce di attivare lo OMT. Lo OMT non è illimitato. Il Mes-Sanitario non è “senza condizionalità”. Al Governo Conte non resta che imporre il controllo movimento dei capitali, o subirlo da una vera Troika

Ouverture. Due parole sulla Caporetto annunciata, inferta al governo Conte.

Due cose buone ma piccine. La Bei per finanziare non lo Stato ma le imprese, e non si sa quanto, dipendendo ciò dalla validità dei progetti presentati dalle singole aziende. L’abolizione dell’obbligo di cofinanziamento nazionale degli investimenti realizzati con i fondi strutturali europei.

Due palle in tribuna. Il Sure, un prestito modesto (un mese di Cig), da finanziare non si sa ancora come, soggetto ad una istruttoria destinata a durare mesi. Il Fondo per la Ripresa, a finanziare non la spesa ma “grandi investimenti a livello europeo”, dice il ministro lussemburghese, l’ambasciatore tedesco a Roma aggiunge che “sarebbe questione di anni”, Cottarelli commenta: “campa cavallo”.

Infine, il Mes-Sanitario, che tanti dicono “senza condizionalità” (Prodi, Confindustria, Sassoli…), altri aggiungono che consentirebbe a Bce di attivare il programma di acquisti OMT (Salvatore Merlo, UniCredit…), taluni addirittura che tale OMT sarebbe “illimitato” (Marattin, Repubblica, Fubini…). Quest’ultima affermazione essendo condivisa da talaltri che pure non negano le “condizionalità” del Mes (Altomonte e Pammolli, Carretta…).

Capita, che tali affermazioni siano errate: il Mes-Sanitario non consente a Bce di attivare lo OMT, lo OMT non è illimitato, Mes-Sanitario non è “senza condizionalità”.

Vediamo perché, punto per punto.

Atto Primo. Il Mes-Sanitario non consente a Bce di attivare lo OMT.

Il Mes (ESM) già conosce due linee di credito: la PCCL (Precautionary Conditioned Credit Line) e la ECCL (Enhanced Conditions Credit Line); entrambe possono essere concesse, non solo attraverso un prestito direttamente allo Stato, ma pure attraverso acquisti di titoli di Stato alla loro emissione.

Viene annunciata la creazione di un “Pandemic Crisis Support” (il Mes-Sanitario); è una “credit line”, una linea di credito; basata sulla esistente ECCL, ma “adjusted in light of this specific challenge”, cioè non è una ECCL (né potrebbe esserlo, visto che la ECCL prevede un aggiustamento macroeconomico che, qui, non è previsto); concessa “as a relevant safeguard for euro area Member States affected by this external shock”, nell’interesse dello Stato Membro; versata via un prestito direttamente allo Stato questuante.

Nessuna di queste caratteristiche corrisponde a quelle pretese dal Regolamento Bce sullo OMT. Esso conosce unicamente PCCL ed ECCL; nell’interesse dell’Eurozona, non del singolo Stato membro; unicamente se il programma include la possibilità di acquisti sul mercato primario. Per soprannumero, specifica che la condizionalità deve essere “strict and effective” ed il programma “appropriate”.

Insomma, il Mes-Sanitario non consente a Bce di attivare lo OMT. Chi lo ignora, parla a vanvera.

Atto Secondo. Lo OMT non è illimitato.

Lo OMT venne istituito da Bce, il 6 settembre 2012, con proprio Regolamento. Esso recita: “No ex ante quantitative limits are set on the size of Outright Monetary Transactions”.

Ma tale regolamento è stato superato da una sentenza della Corte costituzionale federale tedesca. Indicheremo la Corte col nome della cittadina a sud di Francoforte, dove ha sede: Karlsruhe.

Con riguardo ai Trattati Europei, sin dal lontano 30 giugno 2009, essa aveva riservato a se stessa ed al Parlamento tedesco l’ultima parola in materia fiscale, finanziaria e quant’altro.

Con lo OMT, Bce offriva di acquisire illimitatamente titoli degli Stati, ma unicamente se soggetti alla Troika. Restava un problema: la “illimitatezza” degli acquisti OMT. Berlino poteva sì, col proprio potere di veto, limitare l’importo del prestito Mes, ma, non disponendo di veto dentro Bce, non poteva limitare l’importo degli acquisti di accompagnamento.

Rimediò Karlsruhe. Il 7 febbraio 2014, emetteva un Pronunciamento, vero e proprio ultimatum alla CGUE-Corte di Giustizia Ue di Lussemburgo, in quattro termini: che un prestito Mes costituisse condizione necessaria ma non sufficiente al lancio dello OMT; che Bce fosse esclusa da ogni ristrutturazione del debito acquistato; che gli acquisti non fossero illimitati; che Bce non indicasse un limite di rendimento al mercato.

Tutto ciò, annichiliva lo OMT, per il mero fatto che il programma non fosse più “illimitato”: Hans Werner Sinn, con la consueta franchezza, “ciò annullerebbe gli effetti stabilizzatori dello OMT”; Kotz, “il successo del programma OMT dipende da una capacità illimitata di intervento – di fare ‘tutto il possibile’, secondo i termini in cui Draghi ha notoriamente posto la questione. Il vincolare legalmente questa capacità sarebbe autodistruttivo”.

L’ultimatum (paradossalmente ben accolto dalla claque eurofila, che lo scambiava per un rinvio per difetto di giurisdizione) invero conteneva la piena rivendicazione di Karlsruhe alla prevalenza della Legge Fondamentale tedesca e del Parlamento tedesco, rispetto ai Trattati.

Karlsruhe aveva già deciso che lo OMT era incompatibile con la Legge Fondamentale ed ordinava a Lussemburgo di conformarsi. Ricevuta la interpretazione di Lussemburgo, Karlsruhe avrebbe giudicato tale interpretazione, eventualmente decidendo che essa era incompatibile con la Legge Fondamentale: dunque, ordinando alla Bundesbank di non obbedire alla Bce, mentre Berlino rinegoziava il Trattato.

Rispose la CGUE, il 16 giugno 2015, con sentenza nella quale rilevava come la portata potenziale di tale programma incontrasse “svariati limiti”. A mero titolo di esempio, “si concentra sui titoli di Stato con scadenza inferiore a tre anni, tenendo presente che Bce si riserva la facoltà di rivendere in qualsiasi momento i titoli acquistati”. La CGUE, elencava le circostanze di fatto, che consentivano di considerare non violato il Trattato, intendendole come limiti descrittivi.

La scaltrezza di Karlsruhe fu di interpretare tali limiti descrittivi, come limiti normativi. Dato il 21 giugno 2016, esplicitamente: “La Corte di giustizia distingue tra la decisione politica del 6 settembre 2012 da un lato e l’attuazione del programma dall’altro. Quanto alla proporzionalità del programma OMT ed all’adempimento degli obblighi di motivazione, specifica ulteriori stringenti restrizioni, che si applicano a qualsiasi implementazione del programma OMT e superano le condizioni quadro indicate nella decisione politica. In questo contesto, si deve presumere che la Corte di giustizia consideri le condizioni da essa specificate legalmente vincolanti”.

Per ciò stesso: “La Bundesbank tedesca può partecipare all’attuazione del programma solo se e nella misura in cui sono soddisfatti i requisiti definiti dalla Corte di giustizia” europea. Definiti, ma non imposti: ad imporli ci pensava Karlsruhe. Ma tant’è.

In chiaro: “Cioè se: • gli acquisti non sono annunciati, • il volume degli acquisti è limitato dall’inizio, • esiste un periodo minimo tra l’emissione di titoli di Stato e il loro acquisto da parte di Bce che è definito dall’inizio e impedisce che le condizioni di emissione vengano distorte, • Bce acquista solo titoli di stato degli Stati membri che hanno un accesso al mercato obbligazionario che consenta il finanziamento di tali obbligazioni, • le obbligazioni acquistate sono detenute solo in casi eccezionali fino alla scadenza e • gli acquisti sono limitati o cessati e le obbligazioni acquistate sono cedute al mercati se continuare l’intervento dovesse diventare superfluo”.

Tutto ciò, annichiliva definitivamente lo OMT. Per il mero fatto che il programma non era più “illimitato”, come detto. Ma pure per ragioni tecniche: Bce non aveva abbastanza titoli con scadenza 1-3 anni da comprare, il periodo minimo fra asta ed acquisto lasciava spazio alle più ampie fluttuazioni.

CGUE è caduta in un tranello. Ma il risultato è che Bce potrebbe avviare un programma OMT illimitato, solo per registrare la diserzione della Bundesbank. Il che pare difficile da immaginare.

Chi lo ignora, parla a vanvera.

Atto Terzo. Il Mes Sanitario non è “senza condizionalità”.

Anzitutto, poiché è comunque previsto il rispetto delle regole di bilancio e delle raccomandazioni Ue: cioè nuove “riforme strutturali”, se non forse pure nuova austerità, rimesse al futuro gradimento di Bruxelles. Vero è che esiterebbe già un obbligo di obbedienza generico, ma diversa sarebbe l’obbedienza che si deve al creditore.

In secondo luogo, poiché è prerogativa del Mes stabilire, in corso d’opera, “se la linea di credito continua ad essere adeguata o se è necessaria un’altra forma di assistenza finanziaria”, dunque chiudere unilateralmente la linea in essere. E, in tal caso, lo Stato debitore deve “richiedere un programma di aggiustamento macroeconomico completo”. Il tutto, certo, a valere sulle due linee di credito esistenti (PCCL e ECCL), ma sulla ECCL la nuova linea di credito è “basata”, come abbiamo visto.

In terzo luogo e soprattutto: non è stata cancellata la iniziale analisi di sostenibilità del debito del Paese debitore, da rinnovarsi periodicamente. Circostanza capitale.

Gli osservatori più banali, la ignorano. I più volonterosi, immaginano la si possa ridurre alla sostenibilità del debito oggi. Ma hanno un problema: a fine anno, il debito pubblico italiano passerà il 150 per cento del Pil, dunque è già insostenibile. O, meglio, è sostenibile unicamente in grazia degli acquisti di Bce. Cottarelli, ad esempio: “A nessuno verrebbe mai in mente in questo momento di dire che il debito italiano non è sostenibile, quando la Bce ci sta finanziando alla grande”.

Dunque, lo dice Cottarelli: tutto dipende dalla continuazione degli acquisti (QE e PEPP) di Bce.

Capita, che la stessa Karlsruhe che già ha ferito a morte lo OMT, pretenda ora di applicare le stesse limitazioni pure al QE, nella sua parte determinante, l’acquisto di titoli pubblici o PSPP-Public Sector Purchase Programme.

In conformità al giudizio sullo OMT, ha prima emesso una ordinanza esplosiva: un nuovo ultimatum, col quale affermava di vedere “ragioni significative” per giudicare il QE in violazione del divieto di finanziamento monetario ed eccedente il mandato di politica monetaria della Bce. Ha poi rinviato alla CGUE, sollecitando una interpretazione alla luce dei Trattati.

Questa volta CGUE non è caduta nel tranello, ed ha respinto l’ultimatum, rispondendo con una interpretazione perfettamente incompatibile con l’ordinanza tedesca.

Karlsruhe già si era riservata il giudizio sulla compatibilità di tale interpretazione con la Legge Fondamentale tedesca; ed aveva specificato che, in caso di incompatibilità, “gli organi statali tedeschi non sarebbero stati autorizzati a partecipare allo sviluppo né all’attuazione di tali atti”. Si pronuncerà con sentenza il prossimo 5 maggio 2020. Fra meno di tre settimane. E non si vede come potrebbe smentire se stessa.

Il prevedibile risultato sarà che, di nuovo, Bce potrebbe proseguire il QE, solo per registrare la diserzione della Bundesbank. Il che pare difficile da immaginare.

A valere sul QE, automaticamente. Ma pure sul PEPP, che altro non è che il soprannome di un nuovo QE: avendo del QE tutte le caratteristiche. Chissà, la breve durata del PEEP potrà forse sottrarlo dalla istantaneità della mannaia, ma certo ne impedirebbe il prolungamento oltre il termine annunciato della fine dell’anno in corso.

L’ora d’aria, concessa da Bce all’Italia, sta per concludersi.

Insomma, il Mes-Sanitario è “senza condizionalità” solo se l’Italia può essere certa che il proprio debito sia sostenibile. Ma tale sostenibilità dipende univocamente dalla continuazione degli acquisti (QE e PEPP) di Bce. E tali acquisti sono sotto la mannaia di Karlsruhe.

Dunque, il Mes-Sanitario “senza condizionalità” non esiste. Chi lo ignora, parla a vanvera.

Sipario. In sintesi: il Mes-Sanitario non consente a Bce di attivare lo OMT, lo OMT non è illimitato, Mes-Sanitario non è “senza condizionalità”. Chiamare il Mes-Sanitario, non significa accedere ai soldi di Bce. Bensì compiere un gesto inutile.

Per accedere ai soldi di Bce, l’Italia dovrebbe chiamare la Troika, quella vera. Come già anticipano ambienti di corte: Bce con l’ex Victor Constancio, Bruegel con Veron.

Ma, siccome lo OMT non è più illimitato, i soldi di Bce non basterebbero. Il mestiere della Troika sarebbe trovarne altri, riconducendo al loro naturale rapporto il risparmio ed il debito italiano.

Il che ci riporta alle tre alternative, quelle vere, sempre le stesse, di cui abbiamo già parlato su Atlantico Quotidiano: la ristrutturazione del Btp con annesso bail-in di massa; una patrimoniale sui conti correnti, eventualmente attraverso un prestito forzoso; una segregazione dentro Target 2, vulgo controllo movimenti capitali. Sempre lì siamo.

Un governo appena decoroso eviterebbe di chiamare la Troika, imponendo autonomamente il controllo movimenti capitali. L’attuale sembra esserne incapace.

Ha detto Romano Prodi, il giorno di Pasquetta: “Tutti pongono il problema che l’Italia è un Paese a risparmio elevatissimo, a debito privato e pubblico fortissimo, però voglio vedere qual è il Governo che riesce a trovare un accordo generale, perché su questo ci vuole”.

Ecco a che servirebbe a Lorsignori, eventualmente, la Troika. Il Podestà Straniero.

Di Musso in ATLANTICO QUOTIDIANO QUI

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