Disoccupazione record, i dati Istat sul lavoro sono drammatici

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L’Istat ha comunicato i dati di novembre 2014 che hanno evidenziato un tasso di disoccupazione record, soprattutto quella giovanile.

Il 2015 inizia con una doccia gelata, all’insegna di un nuovo record negativo raggiunto nel mercato del lavoro. Una disoccupazione record senza precedenti, che conferma purtroppo che siamo ancora nel pieno della crisi.

I dati sono drammatici: il tasso dei disoccupati complessivi è arrivato al 13,4%, che rappresenta il dato più alto rilevato dal 2004 (inizio delle rilevazioni mensili) e dal 1977 (inizio delle rilevazioni trimestrali). Il numero dei senza lavoro è di circa 3,5 milioni.

Ma c’è purtroppo anche l’altro dato, quello che riguarda i giovani: il 43,9%, con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, sono in cerca di lavoro, e sono circa 730 mila. Anche questi dati rappresentano un record negativo.

Proprio nello stesso momento la Germania, attraverso l’Ufficio federale di statistica (Destatis), ha comunicato che il tasso di disoccupazione tedesco, a dicembre 2014, ha registrato il 6,5%, che rappresenta il minimo storico ed è la metà circa della disoccupazione record italiana.

Sembrerebbe una situazione quasi fuori controllo se pensiamo che altri Paesi che hanno fronteggiato la crisi cominciano a vedere dei risultati in termini di riduzione della disoccupazione, anche di quella giovanile. I dati Eurostat dicono che la media Eurozona si attesta all’11,5%, in calo dello 0,4% rispetto ad un anno fa. In Europa i disoccupati sono circa 24,5 milioni, di cui 18 milioni nei Paesi Euro.

E’ chiaro che le misure prese dal Governo Renzi ancora non sono in grado di ottenere degli effetti. Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti invita ad aspettare per vedere le conseguenze positive che porterà l’attuazione del Jobs Act, ma è evidente che un periodo così lungo senza lavoro porta alla riduzione delle risorse, delle vitalità ed alla perdita delle speranze, soprattutto tra i giovani.

Governo, Sindacati e Partiti di opposizione prendano atto che siamo in piena emergenza occupazione, molto c’è da fare, bisogna agire urgentemente, basta parole e litigi, servono fatti e, se occorrono, anche misure drastiche.

 

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