Liberalismo: un tentativo di definizione

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di GIUSEPPE NUCCETELLI

Il concetto di liberalismo da sempre è oggetto di grandi dibattiti dottrinari. Fiumi di parole e chissà quanti libri ed interventi hanno cercato di darne una definizione.\r\nNel tentativo di limitarne l’ampiezza (o l’abuso), si rischia di fornirne un’interpretazione troppo restrittiva; con l’intento di renderlo meno esclusivo ed elitario, si rischia di dilatarlo facendolo diventare patrimonio di tutti e di nessuno. Non potendone riportare il testo, in questo mio intervento cercherò di presentare le linee fondamentali che ho colto nell’intervento del Prof. Barberis all’interno delle Lezioni Norberto Bobbio organizzate da Critica Liberale. Nella sua lezione (la prima del ciclo di incontri), il Professore ha cercato di delimitare il concetto di liberalismo attraverso la definizione anche di altri due concetti limitrofi: quello di costituzionalismo e quello di pluralismo. Creando un sistema di significati collegati tra di loro, il Prof. Barberis ha indicato come, a suo avviso, esista un liberalismo in senso strettissimo, un liberalismo in senso stretto ed un liberalismo in senso ampio.

Esisterebbero, cioè, varie ampiezze di liberalismo, via via più vaghe e comprensive che egli ha raffigurato attraverso un sistema di cerchi concentrici: il cerchio più grande contiene quello intermedio che, a sua volta, contiene quello più piccolo. Il valore fondamentale che egli individua nel liberalismo è quello di libertà. Un concetto anch’esso molto ampio e utilizzato da altre teorie politiche e che, pertanto, coglie nel suo significato liberale. Il valore fondamentale del liberalismo, quindi, non sarebbe un vago concetto di libertà, ma sarebbe la libertà liberale. Evitando di avvitare il ragionamento su se stesso, il Professore ha dato una definizione di libertà liberale: essa sarebbe quella sfera di diritti individuali da tutelare sia attraverso le leggi e lo Stato, sia contro i possibili restringimenti che ad essa potrebbero derivare proprio dalle leggi e dallo Stato. Il liberalismo in senso strettissimo sarebbe, dunque, quella teoria politica che si incentra sul concetto di libertà liberale, che ha come fine la libertà liberale. Ma come realizzare questa libertà liberale? Con quali mezzi? \r\nCon una dottrina dei limiti giuridici del potere statale. Anche se di costituzionalismi ce ne sono molti, uno solo mirerebbe efficacemente ed esclusivamente alla tutela della libertà liberale: il costituzionalismo liberale. Per difendere la libertà liberale dallo Stato e dalle leggi attraverso essi stessi, il costituzionalismo liberale utilizzerebbe due istituti giuridici: la rigidità della costituzione ed il controllo di legittimità costituzionale. Questo costituzionalismo sarebbe il liberalismo in senso stretto, una sorta di mezzo per raggiungere il liberalismo in senso strettissimo.

Quanto al terzo concetto limitrofo a quello di liberalismo, esso sarebbe quello di pluralismo, inteso come arricchimento derivante dalla difesa delle differenze e delle divisioni. \r\nDistinguendo tra pluralismo sociale, culturale ed etico e nonostante che alcuni liberali (Tocqueville e Bobbio, ad es.) abbiano fatto riferimento agli altri due, il Prof. Barberis ritiene che solo il secondo (che pertanto chiama liberalismo in senso ampio) abbia a che fare con il liberalismo. Perché? Perché solo il pluralismo culturale (inteso come tolleranza, dibattito, pluralità delle opinioni) può essere la spiegazione/giustificazione del perché si voglia raggiungere quel fine (la libertà liberale) con quei mezzi (costituzionalismo liberale). Il liberalismo in senso ampio, in senso stretto ed in senso strettissimo sarebbero, così, in un rapporto di spiegazione-giustificazione/mezzo/fine ed il liberalismo sarebbe quella teoria politica che cerca di individuare una sfera incomprimibile di diritti da difendere attraverso le leggi e lo Stato ma anche contro di essi per il tramite di alcuni istituti giuridici e che ha la sua spiegazione/giustificazione nell’arricchimento derivante dalla tolleranza e dalla pluralità delle opinioni.

pubblicato il 20 dicembre 2004 in occasioni delle lezioni su Norberto Bobbio, organizzate da Critica Liberale a Roma.

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