Riforme e nuovo governo: badiamo alla sostanza

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di Coalizione Generazionale

Le nostre proposte guardavano e guardano lontano e fino in fondo al nocciolo dei problemi, per cercare di ridare un futuro al paese.

L'Italia è tuttora in declino strutturale e le difficoltà sono serissime: una rondine non poteva fare primavera in aprile, e ancora oggi – essendo passato comunque troppo poco tempo per dare giudizi credibili – si devono attendere e apprezzare provvedimenti autenticamente riformatori da parte di Governo e Parlamento.

Coalizione Generazionale, che raccoglie il sostegno trasversale di giovani cittadini e politici italiani, non deve fare altro che ribadire quanto scritto nell'Appello 2007-2011 e nelle sue 11 idee per una svolta.

Le nostre proposte guardavano e guardano lontano e fino in fondo al nocciolo dei problemi, per cercare di ridare un futuro al paese. Questo obiettivo comporta: coraggio di innovare e snellire la Pubblica Amministrazione, di abolire gli enti inutili, di settorializzare la politica economica pubblica, di liberalizzare le professioni e di abbattere le alleanze anti-concorrenziali sul mercato; coraggio di riformare radicalmente il nostro sistema educativo, eliminando il valore legale del titolo di studio e introducendo criteri di merito e competitività nelle scuole e nelle università; coraggio di costruire partiti autenticamente democratici, selettivi e rappresentativi e di scegliere leggi elettorali (nazionali, europee) in grado di dare governabilità senza annientare le identità politiche di base; coraggio di parificare e innalzare l'età pensionistica; coraggio, in tempi di scetticismo sul destino della UE, di far virare il Trattato verso la ben più solida creazione degli Stati Uniti d'Europa.

Insomma, la sfida che abbiamo posto un anno fa alla politica italiana è la stessa di oggi, e non si potrà certo considerare soddisfatta la nostra aspettativa sulla base di meri annunci, speranze o provvedimenti marginali. Non è agli interventi spot che guardiamo con interesse, ma all'effettiva incisione nella sostanza e nella struttura del sistema-Paese. Se è vero che i risultati elettorali, dopotutto, hanno conferito maggiore governabilità all'Italia, bene, si dimostri che quanto elencato sopra – a parole sempre condiviso da (quasi) tutti – è anche voluto e realizzabile dalla classe dirigente: si approvino leggi (e non ddl di facciata) di riforma, si faccia uno sforzo di onestà e di dignità civile. Le dichiarazioni e gli intenti concreti del Ministro Renato Brunetta sull'efficienza nella P.A., per esempio, sono senza dubbio un buon segnale.

Chi ha sottoscritto Coalizione Generazionale non può tuttavia mai piegarsi a logiche da yes-man, da emissario del Nulla o da ingenuo fan dell'uno o dell'altro partito. A questo proposito, anzi, adotteremo d'ora in avanti una novità “procedurale”, un metodo fatto di trasparenza e coerenza: proporremo ai parlamentari e al Governo documenti e disegni di legge basati sui nostri 11 punti, e pubblicheremo sul sito sia i loro riscontri alle nostre proposte, sia le notizie di mancati riscontri, di silenzi e di risposte non date. Così potremo valutare meglio, di volta in volta e pubblicamente, l'affidabilità dei nostri rappresentanti.

Luca Bolognini – Portavoce nazionale di Coalizione Generazionale -35
luca@lucabolognini.it

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