Il liberalismo in un mondo in trasformazione Matteucci a Lodi Liberale

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Nella 356esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Nicola Matteucci “Il liberalismo in un mondo in trasformazione“, pubblicato da Edizioni Il Mulino, insieme a Angelo Panebianco (Professore Emerito di Scienza politica all’Università di Bologna), Angelo Maria Petroni (Professore di Logica e filosofia della scienza all’università La Sapienza di Roma) e Giovanni Giorgini (Professore di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna).

Nicola Matteucci, nel suo libro “Il liberalismo in un mondo in trasformazione” (Il Mulino, 1992), affronta la necessità di rivedere il liberalismo alla luce delle sfide poste dalla società post-industriale. Con l’uscita di scena dei grandi “idola” politici, diventa fondamentale ridefinire una concezione come quella liberalistica, che ha fondato molti dei cardini della democrazia moderna. Tra questi, Matteucci sottolinea le distinzioni istituzionali cruciali tra Stato e Chiesa, comunità politica e comunità civile, vita pubblica e privata. L’autore propone una nuova interpretazione del liberalismo che risponda ai problemi di libertà emergenti in un contesto sociale mutato. In questo scenario in trasformazione, i tradizionali equilibri si mostrano fragili, e la riflessione sul valore e i limiti della libertà diventa imprescindibile per comprendere e orientare le dinamiche politiche contemporanee. Il libro rappresenta così un contributo importante per chi vuole capire come il liberalismo possa evolversi e continuare a essere un punto di riferimento in un mondo segnato da profondi cambiamenti culturali, economici e sociali.

“Oggi è un giorno importante perché è l’Anniversario della morte di Giovanni Amendola, giornalista del Regno d’Italia, antifascista, Lodi Liberale lo ricorda.” “Il libro che viene presentato oggi è del 1972. Contiene però una prefazione della fine degli anni ’90.” Il presidente di Lodi Liberale ha introdotto la serata presentando gli ospiti e spiegando la storia del testo.

“Il libro deriva da un articolo scritto sulla Biblioteca delle Libertà, un periodico liberale diretto inizialmente da Ostellino e poi di cui è stato direttore Petroni, attualmente disponibile online. Matteucci è stato un punto di incontro importante tra Croce, che negava l’esistenza delle scienze sociali, e le stesse scienze sociali. Probabilmente una delle innovazioni di Matteucci. Quest’anno è l’anno dell’anniversario della morte di Matteucci, in liberale che è stato un gigante tra gli intellettuali liberali, ha cofondato la rivista Il Mulino e una serie di iniziative liberali fondamentali.”

“Ha cercato di valorizzare con Società libera molti liberali internazionali come Hayek e la Scuola austriaca, lo ha fatto in modo molto ordinato e lineare partendo dal Costituzionalismo Liberale ed è stato importante nel secondo novecento italiano, l’edizione originale aggiunge Prefazione e Conclusione. Un testo importante che abbiamo pensato di presentare con il professor Panebianco che torna a Lodi Liberale con la presentazione di questo importante testo.”

“Un testo in cui fa in punti con il positivismo giuridico, che è molto lontano dal punto di vista scientifico e culturale con Norberto Bobbio, ad ogni modo il costituzionalismo è il lascito più importante per la civiltà occidentale, il riferimento a Toqueville aiuta a capire che Matteucci è molto vicino non tanto alla scuola scozzese ma piuttosto alla scuola francese che parte da Montesqueu e valuta la libertà politica, positiva, oltre a quella negativa, che serve per incidere sulla società, due correnti rilevanti del liberalismo importanti.” Il professor Panebianco in questo libro prende le distanze in un certo senso da Croce, dove ne vede molti elementi validi ma anche molti grossi limiti. Specialmente dove svaluta il ruolo delle istituzioni.

“Matteucci sostiene una tesi che è piuttosto semplice, parla di filosofia della pratica, dove un liberalismo contemporaneo non può fare a meno di confrontarsi con le scienze sociali. C’è anche un’autrice che egli utilizza, Hannah Arendt.”

Il professor Petroni ha ricordato che su Rai Storia è in onda un documentario che parla di Matteucci, che è stato realizzato grazie alla presenza in Rai di Zappi, che ha realizzato una puntata su Nicola Matteucci, un intellettuale liberale. Proposta da lui, che è stato professore a Bologna in Filosofia della fisica.

“Nicola Matteucci era del 1936, un intellettuale conosciuto a Torino al Centro Einaudi, sede del partito liberale. Questo libro è stato pubblicato mentre l’autore era professore a sua volta: era un personaggio straordinario per mille ragioni, ha scritto una tesi su Gramsci, mettendosi contro parte della famiglia per questo motivo. Matteucci ha avuto una storia famigliare tragica, per l’omicidio del padre. Egli mette insieme liberalismo crociano e studi societari che un tempo non erano considerati in modo molto serio, in Italia.”

“L’uso della scienza sociale era separato dalla politica, Matteucci ha cercato di mettere in comunicazione questi due diversi mondi che poi si sono concretizzati nelle pubblicazioni della Casa editrice de Il Mulino.”

Giorgini ha cominciato a spiegare quali sono i suoi ricordi personali legati a Matteucci, che a Bologna insegnava ed era molto bravo e grazie a lui cambiò facoltà, facendo con lui il primo esame, la biennalizzazione, la tesi, il dottorato e succedendogli nella cattedra, con una visione liberale.

“Questo libro è il punto di arrivo di una riflessione che parte dagli anni ’50 e che ha a che fare con l’intera storia del liberalismo italiano, dove attualmente è rimasto parimenti difficile distinguere esattamente che cosa possa essere e che cosa non possa essere il liberalismo.”

Anche oggi il concetto del liberismo viene demonizzato quando ci sono situazioni economiche critiche, mescolandolo in modo improprio con il liberalismo e il libertarismo, creando un tessuto culturale confuso e poco chiaro.

“I problemi dell’epoca, del 1972, sono chiaramente trattati in questo libro, dove si parla dell’insorgenza del populismo nel 1968 e dei suoi moti e del rifiuto dell’expertise e della competenza, del merito, che ancora oggi è attuale e valido in Italia e dell’idea che il liberalismo è una sintassi che i pensatori liberali hanno utilizzato nelle diverse epoche storiche per affrontarle, per superarle, come metodo che come contenuto. In una società dove sono stati acquisiti molti compiti. Matteucci ha simpatia per Orkheimer e per alcuni sociologi e politici sociali che hanno carattere liberale, al contrario non era molto affiatato a Marcuse.”

Un pensatore importante che in un periodo cruciale per la cultura intellettuale, traccia una linea di demarcazione tra Stato liberale, potere politico e società. In una nazione che ha preso direttamente in mano un potere, negli anni ’70, dove i corpi intermedi erano nati come nuovi feudatari, dove molti forti poteri intermedi erano diventati problematici. esattamente come ora, dove diventa problematico distinguere tra i centri di potere e lo Stato, mentre il potere dovrebbe essere dinamico, non fossilizzato su pochi attori.

MC

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