Le prospettive del Nepal socialista

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Il Primo Ministro del Nepal, nonché leader del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista), Pushpa Kamal Dahal Prachanda, ha visitato la Repubblica Popolare Cinese dal 23 al 30 settembre e ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Global Times”.

Nell’intervista ha dichiarato – fra le altre cose che – “Il Nepal ha urgentemente bisogno di creare più posti di lavoro per affrontare il problema della disoccupazione, aumentare la produttività, espandere la produzione di beni e servizi esportabili, esplorare nuovi mercati per l’esportazione, controllare l’inflazione e mantenere la bilancia commerciale. Questi obiettivi rappresentano le mie principali priorità”.

Relativamente alla Cina, con la quale il Nepal ha un ottimo rapporto, sin dagli Anni ’50, ha fatto presente che: “La Cina è diventata la seconda economia più grande del mondo, dimostrando notevoli risultati nella trasformazione socio-economica della sua società. In particolare, la Cina funge da pilastro significativo del sostegno economico per il Nepal. Dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Nepal e Cina nel 1955, la Cina ha svolto un ruolo importante nell’assistere le infrastrutture e gli sforzi di sviluppo del Nepal. Molti di questi progetti hanno un’enorme importanza per il progresso della nostra nazione. Mentre la Cina continua ad avanzare, il suo sostegno e i suoi investimenti in Nepal sono in continua crescita. Il Nepal vede la traiettoria di sviluppo della Cina come un’opportunità, con la BRI [Belt and Road Initiative] che funge da piattaforma adeguata per migliorare la connettività multidimensionale trans-himalayana”.

Relativamente al socialismo in Nepal, Prachanda ha dichiato che “La Costituzione del Nepal definisce il Nepal come uno stato orientato al socialismo. A mio avviso, il socialismo, le idee e gli insegnamenti del Presidente Mao rimangono rilevanti per trasformare il Nepal in un Paese socialista (…). Allo stesso modo, il Nepal determinerà il proprio percorso come Paese orientato al socialismo che si adatta al suo sviluppo politico storico e alle attuali realtà geopolitiche. Non si tratta del Nepal che imita il socialismo cinese e il presidente Mao Zedong. Il socialismo cinese e le idee di Mao ci offrono preziosi spunti per migliorare lo status socioeconomico delle classi di persone oppresse ed economicamente svantaggiate”.

E, relativamente alle conquiste ottenute dal Nepal negli ultimi decenni, il leader comunista e Primo Ministro Prachanda ha dichiarato che “Direi che i nostri sogni si sono parzialmente realizzati. Politicamente, il Paese ha rovesciato una monarchia secolare e si è trasformato in una repubblica. Ciò non sarebbe stato possibile senza la nostra “Guerra popolare”. Ora, agli occhi della Costituzione e delle leggi, tutti i cittadini sono uguali. Il Paese ha adottato politiche inclusive che tutelano i diritti fondamentali delle persone di ogni ceto sociale. Dal livello più alto come il Parlamento e altri organi costituzionali al livello più basso delle rappresentanze politiche, come i comitati di quartiere, dalle istituzioni governative alle cooperative, dalle assunzioni in posti di lavoro governativi all’ammissione degli studenti nelle università, sono state assicurate alcune riserve per le persone provenienti da gruppi emarginati come le donne, le persone economicamente povere e le classi svantaggiate”.

Nonostante tali conquiste il leader nepalese ammette che vi è ancora molto da fare nel suo Paese: “Devo ammettere che nel settore economico resta ancora molto da fare. I progressi economici, tecnici ed educativi richiedono più tempo per mostrare risultati visibili. Per ottenere progressi in questi settori, abbiamo bisogno di sforzi coerenti e a lungo termine e, soprattutto, di consenso nazionale”.

Il premier nepalese Pushpa Kamal Dahal Prachanda ha, fra le altre cose, ribadito che fra gli obiettivi del suo Paese – il quale mantiene una politica estera non allineata – vi è quelli di “Garantire una pace globale, una governance efficace, sostenere lo stato di diritto, promuovere l’unità nazionale e raggiungere il consenso politico”. Obiettivi ritenuti necessari per una “stabilità a lungo termine della nazione e per promuovere un ambiente economico solido”.

Pushpa Kamal Dahal Prachanda, classe 1954, divenne leader del Partito Comunista Maoista Nepalese nel 1994 e ha guidato la rivolta anti-monarchica dal 1996 al 2006, che ha portato all’abdicazione del Re Gyanendra, alla proclamazione della Repubblica e all’istituzione di un’Assemblea Costituente.

Prachanda fu eletto Primo Ministro per la prima volta nel 2008, quando il suo partito ottenne la maggioranza dei seggi alle elezioni dell’Assemblra Costituente.

Fu rieletto per un secondo mandato nel 2016 e per un terzo mandato nel dicembre 2022, sostenuto da una coalizione costituita da comunisti e socialisti.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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