Il liberalismo inclusivo secondo Michele Salvati in Lodi Liberale

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Nella 167esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Michele Salvati e Norberto DilmoreLiberalismo inclusivo. Un futuro possibile per il nostro angolo di mondo“, pubblicato da Feltrinelli Editore, insieme al primo coautore (Professore Emerito di Economia Politica all’Università degli Studi di Milano), Sergio Belardinelli (Professore di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi all’Università di Bologna) e Mario Ricciardi (Professore di Filosofia del Diritto all’Università degli Studi di Milano).

UNA SFIDA DAL PENSIERO SOCIALISTA A QUELLO MODERNO, GRAZIE AI PRINCIPI LIBERALI

“Un libro che è una sfida impegnativa, merita di essere analizzato e discusso perché il professore di economica politica Michele Salvati propone una scelta differente. Già ospite in passato in Lodi Liberale.”

Il presidente dell’associazione Lodi Liberale ha presentato il libro come una sfida al liberalismo e al liberismo. Un liberalismo inclusivo sfida i fondamentalismi di mercato e il neoliberismo, che sono accomunati alle minacce etno-nazionaliste.

 

“La crisi economica del 2008 e poi la pandemia hanno destabilizzato la società e il sistema economico neoliberisti. Ci siamo così ritrovati a vivere in un interregno. E, come scrisse Gramsci nei Quaderni dal carcere, in un interregno nel quale il vecchio è moribondo, ma il nuovo non riesce a nascere, possono verificarsi i “fenomeni morbosi più svariati”: per esempio l’ascesa di forze e movimenti etno-nazionalisti quali il trumpismo. Secondo Salvati e Dilmore, recenti sviluppi politici, economici e culturali stanno (forse) creando le condizioni per porre termine a questo interregno e aprire una nuova fase nella storia del capitalismo nei Paesi avanzati. Come per altre fasi stabili del capitalismo, i confini tra stato e settore privato, tra efficienza/inefficienza dei mercati e sostenibilità sociale e ambientale dovranno essere ridefiniti per fornire una risposta alla tensione permanente, ora sotterranea, ora esplosiva, fra la libertà economica e l’esigenza di assicurare al più gran numero di cittadini le migliori condizioni di benessere. Questa tensione ha definito tutta la storia del capitalismo nei regimi politici liberaldemocratici e ne ha articolato le grandi narrative. Davanti a noi abbiamo un nuovo decennio e la responsabilità di trovare una nuova narrativa per una nuova era. Questo è un libro politico scritto da due economisti e ha l’urgenza di una scommessa che può essere vinta.”

USCIRE DAL PALEOPENSIERO MARXISTA A PASSI LUNGHI E BEN DISTESI

“Il pensiero liberale ammette molte sfaccettature – ha detto il professor Michele Salvati – e penso che il pensiero liberale sia un edificio molto ampio che include molti lidi, che spesso non sono tradizionalmente originati da fonti liberali, che non ammettevano la libertà di costruire delle casette nel campus liberale adatte al loro pensiero. Esperienza che ho vissuto in pieno.”

UN LIBRO DI DUE AUTORI ORIENTATI POLITICAMENTE IN MODO MOLTO DIVERSO

“Il mondo del pensiero liberale va conosciuto, “The life of an idea” è un libro che è estremamente leggibile e popolare, anche se non è un capolavoro teorico, scritto da Edmund Fawcett, è un libero popolare di diffusione del pensiero, come lo sono anche quelli di Milton Friedmann, e sarebbe un libro utile per arrivare a capire il pensiero liberale.” Il professor Michele Salvati parla di come il suo libro sia il frutto di un lavoro fatto a quattro mani, capitolo per capitolo.

VIVREMO UN PERIODO DI ASSENZA DI RISORSE

“Questo è un libro di cesura, che continua a dare luogo a fraintendimenti, che mette in luce il liberalismo inclusivo. Come reggono le policies che sono suggerite nel libro rispetto agli eventi non previsti?”

ORIENTE E OCCIDENTE, CAPITALISTI SU DIVERSA SCALA

“Una guerra, la prima cosa che fa, è distruggere i nessi del sistema attuale, del neoliberismo, che ha visto la ricchezza diffondersi a livello globale, che ha cambiato radicalmente la vita a miliardi di persone. Vladimir Putin per primo si trova in una posizione cruciale: non poter perdere quello che ha ottenuto grazie al suo tipo di capitalismo.”

IL PENSIERO LIBERALE COINCIDE CON IL PENSIERO DELLA MODERNITA’

“Le esperienze totalitarie degli anni ’30 sono scomparse dopo la II guerra mondiale in Europa e stanno ora rifacendo capolino.” Secondo Salvati il socialismo politico è un figlio perfettamente legittimo della grande tradizione liberale e questo contrasto non viene visto. Il liberalismo è dunque il grande pensiero moderno. Non una corrente politica, ma la base del pensiero libero economico, politico e democratico, che ha avuto una prima definizione all’inizio dell’800.

 

 

 

Citazione di “Capitalism, Alone: The Future of the System That Rules the World” è un libro del 2019 pubblicato Harvard University Press di Branko Milanovic, economista presso lo Stone Centre on Socioeconomic Inequality di New York.

 

IL PRINCIPIO POLITICO, MINANTE L’ASSETTO LIBERALDEMOCRATICO DEI GRANDI EVENTI

“Nel mondo ormai c’è solo il capitalismo, quello che mi preoccupa di più è che gli eventi traumatici come le guerre, le pandemie o i disastri ambientali, possono mettere a dura prova l’assetto liberaldemocratico, qualsiasi esso sia, dunque i flussi delle merci che si sono intensificati nella fase di globalizzazione possono essere interrotti in pochissimo tempo. Dunque la crescita economica è volubile. Come far accettare alle persone del popolo una tale restrizione di livelli di vita, ad esempio adesso, dopo la pandemia, anche con un conflitto? Nel libro non si entra nel dettaglio di una economia o politica di guerra, come Keynes od Einaudi, ma si parla di suggerimenti per far prevalere l’idea del liberalismo inclusivo, fondate sull’ipotesi di una stabilità delle classi, rispetto alla guerra.” Il professor Michele Salvati parla delle risorse che possano essere impiegate alla soddisfazione delle richieste delle classi sociali meno abbienti, per cui il rischio di entrare in una situazione non liberale, ma di etnonazionalismo estremo, è molto alta.

UNO STATO ENORME IN PANDEMIA, IMPREVEDIBILE IN GUERRA

“Durante la pandemia lo Stato – ha detto Sergio Belardinelli – aveva preso un potere molto ampio, ma ora con l’ipotesi della guerra lo Stato non diviene ancora più forte e centralista, arrivando a fare danni ancora maggiori all’economia? Alla luce della situazione odierna, con la guerra alle porte, la lettura di questo libro è ancora più profondamente suggestiva. Insomma, la speranza di poter arrivare a una posizione in cui le regole siano libere diventa difficile con una guerra che scompagina le logiche.”

L’AVVERSIONE AL COSTRUTTIVISMO POLITICO

Che sia forse lo stato d’animo, sostiene Belardinelli, ma si rimane con la teoria e la pratica, che differiscono: il fascino della determinazione con cui si prendono le distanze dalle concezioni deterministiche e l’enfatizzazione dell’imprevedibilità dei fatti sociali, acquisisce un senso diverso. La libertà è l’elemento principale della storia moderna, costituito dalla imprevedibilità.

GUERRA ED EUROPA

“L’Europa è unita, oggi al di là di ogni aspettativa e non sappiamo quanto questa possa reggere” a dire ciò è il presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, a commento della situazione odierna con la guerra per i nuovi possibili confini della Federazione Russa.

LA STORIA E’ UNA SCIENZA?

“La prospettiva presa da Salvati e Dilmore è una prospettiva normativa, in cui vengono discusse due diverse interpretazioni del liberalismo economico, non solamente dal punto di vista della teoria economica, ma anche dal punto di vista della storia delle idee e della teoria politica, in una prospettiva di fusione delle diverse scienze sociali. In questo senso dunque si colloca anche l’analisi della filosofia della storia, che si interroga se la storia abbia oppure o no un senso e dunque se sia o meno una possibile scienza.”

UNA POSIZIONE ALTERNATIVA LIBERALISMO LIBERTARIO

“In un contesto di individualismo molto marcato, dove i legami sociali sono tutti di natura contrattuale e i valori del mercato si contestualizzavano nel mezzo dei diritti, questo libro si colloca invece in modo moderato.” Il libro insomma critica le posizioni più radicali e abbracciano una posizione più centrista che presuppone di esaminare solo contesti liberali, ma condivisi, dalle diverse posizioni che abitano la casa liberale. Insomma, da questo punto di vista, il riformismo socialista, il socialismo liberale, rimangono in dialogo costante con il liberalismo inclusivo, a prescindere dalla storia del pensiero liberale italiano, ma più in riferimento alla storia del pensiero liberale britannico.

LIBERALISMO E SOCIALISMO SONO FIGLI DELL’EMANCIPAZIONE ILLUMINISTA

Un libro diverso dal solito, che riparte dai principi kantiani anche se espone principalmente la parte fattuale degli argomenti normativi che sono rilevanti per difendere questo tipo di posizione liberalista. Da leggere.

A cura di Martina Cecco

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