La presunzione fatale a Lodi Liberale

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Nella serata di oggi è stato presentato il libro di Friedrich August von Hayek La presunzione fatale“, pubblicato da Istituto Bruno Leoni, insieme a Alberto Mingardi (Professore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università IULM di Milano), Gilberto Corbellini (Professore di Storia della medicina presso la Sapienza Università di Roma) e Andrea Bitetto (Avvocato della Fondazione Luigi Einaudi).

 

La serata è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione Lodi Liberale, Lorenzo Maggi che ha raccontato il percorso dell’autore, poco noto e interessante. La prima edizione italiana era del 1997. Questo libro serve a prendere le distanze dal socialismo, come idea politica ontologicamente sbagliata, perché centralizza le conoscenze, le decisioni, dà il via alle dittature e all’assolutismo. La parte importante della società libera è basata sul fatto che ci sono molte conoscenze indirette e diffuse che non sono veicolate ufficialmente, ma emergono alla bisogna, rendono efficaci le scelte, si diffondono grazie alle piccole trattazioni quotidiane, al grande mercato e alle grandi trattative, il mercato è dialogo e scoperta, senza interesse nel mercato non c’è nemmeno un progresso.

 

Il Professor Alberto Mingardi ha curato la seconda edizione in italiano, traducendolo lui stesso un’edizione con dei passi scelti. “Questo libro aveva la prefazione del professor Dario Antiseri, attualmente ha una prefazione curata da Gilberto Corbellini. E’ una sorta di testamento intellettuale, nel senso che questo libro viene pubblicato tardi in delle circostanze strane.”

 

I MODI DI LEGGERE LA MODERNITA’ TRA CARTESIO E HUME

 

“Il curatore William Barkley scrive che a ridosso della Caduta del Muro, poco dopo il premio vinto da Hayek, egli stesso vuole indire una sfida, economica intellettuale, dove mettere in contrapposizione a Parigi i duellanti socialisti con i liberali. Sedersi al tavolo per riprendere in mano i fili del dibattito degli anni ‘30, ma non riesce a concludere”.

“L’album di famiglia dei pensatori legati alla tradizione di Hume, la chiave dell’individualismo inglese si lega in Hayek con umiltà, facendo molto perno su un uomo che si è organizzato da sé, che la società e gli esseri umani producono da soli per cercare di stare assieme. Per Hayek questa è una visione fondativa del modo di vedere il mondo.”

 

LA DIETA PALEOLITICA MENTALE DELLE PERSONE

 

“In questo libro Hayek mette insieme le sue visioni e dà una visione imperniata sulla sua interpretazione precisa della sua Teoria dell’evoluzione. Scorrendo l’indice di questo volume già nei primi 5 capitoli si ha la panoramica di quello che è l’orizzonte del pensiero di Hayek. Nella seguente parte si occupa di linguaggio, evoluzione e religione. Il libro voleva essere un volume semplice, non un’edizione critica. Lo stesso autore non era intenzionato di fornire un’opera didascalica.”

 

ELITE E PERSONE COMUNI SEGUONO REGOLE DIVERSE?

 

“Hayek arriva a un certo punto a modificare le idee che aveva avuto precedentemente rispetto alla propaganda rispetto al mercato, invece arriva a capire che l’uomo si è evoluto in un lunghissimo periodo e che in questo periodo si sono elaborate molte scorciatoie per vivere, alcune ancora praticabili, altre, no. I meccanismi sono intervenuti per regolare i rapporti tra sconosciuti, ma ci sono anche i rapporti tra le società più piccole, dove le regole cambiano.”

 

“Solamente l’economia di mercato può consentire alla popolazione mondiale di sopravvivere, il mondo non deve vivere in una situazione di anarchia di mercato, secondo Hayek, ma pensa che solamente un pizzico di economia di mercato potrà garantire una produzione mondiale tale da garantire la sopravvivenza a sempre più persone. Se pensiamo alla Cina, ad esempio, ci rendiamo conto che negli anni ‘80 era impossibile fare commercio, oggi, non è affatto così. A questo tipo di evoluzione si riferiva l’autore.”

 

Maggi ha riportato l’argomento sulla libertà, sulla morale, sui risvolti nel benessere che comporta il mercato, oltre che la cooperazione e lo scambio in chiave economica: cercando di dimostrare come il leit motive per cui sarebbe il profitto a creare la povertà, è semplicemente sbagliato, perché il gioco non è a risultato zero.

 

L’approccio evoluzionistico del modo di vedere il sistema di Hayek è stato illustrato da Gilberto Corbellini. “Quello a cui Hayek teneva in questo libro era collegare i diversi punti dello sviluppo del suo pensiero, specialmente gli argomenti più noti.” Corbellini ha spiegato come, secondo Hayek, sono le regole sociali a determinare una reazione di imitazione e di adattamento dell’uomo alla società stessa, cioè non sarebbe l’evoluzione delle singole menti, ma un ordine spontaneo dove la mente ha il ruolo di elaborare le esperienze e di trovare, per via di processi spontanei, le soluzioni e l’elaborazione dei problemi per far fronte alle esigenze della vita stessa. Nel primo capitolo l’autore si sofferma su questo, sull’evoluzionismo culturale e sociale che non sono pianificabili.”

 

Secondo Corbellini tutti gli altri capitoli sono un dipanarsi si argomenti in questa chiave, in questo quadro concettuale. Mano a mano spiega tutte le sue teorie in questa logica unitaria e coerente, dando una prospettiva e un punto di vista di carattere evoluzionistico. “Mette a fuoco quelle che sono le caratteristiche ineludibili escludendo la possibilità che le evoluzioni possano essere calate dall’altro.”

 

I CAMBIAMENTI E LE LEGGI, LE REGOLE DI UNA SOCIETA’

L’uomo naturale, che si è evoluto prima dell’agricoltura, aveva caratteristiche selettive che preferivano dinamiche sociali comunitarie; con un cambiamento come quello della stanzialità agricola e delle prime disuguaglianze, con l’avvento della civiltà e delle nuove società, taluni hanno cominciato a recriminare che il progresso era colpevole di peggiorare la qualità della vita a certa parte, al contrario Hayek ha sottolineato che la natura umana non è del tutto compatibile con delle società libere, perché le persone sono abituate a vivere chiedendo.

 

“Le conoscenze che vanno oltre l’istinto non possono che essere trasmesse per via sociale, con il gioco dell’imitazione. La sua teoria dell’evoluzione radica in Hume e precede comunque la teoria di Darwin.”

 

SECONDO HAYEK NON TUTTE LE REGOLE DELLA SOCIETA’ SI POSSONO SPIEGARE

 

“Mi colpì soprattutto la distinzione che Hayek fà tra gli ambiti ristretti e la presunzione di applicare le stesse regole a contesti più ampi, per la distinzione linguistica che lui fa nel caso in cui si applichino le regole in modo inverso, viene fuori il tema quindi anche delle regole morali, in un bel passaggio, in cui analizza i contenuti valoriali delle regole sociali, le conseguenze intenzionali e non intenzionali delle nostre azioni, l’incapacità da parte dell’individuo non solo di percepire il rapporto causalistico tra azione e conseguenza, ma l’incapacità di capire quali sono le regole che spiegano i comportamenti.” Il professor Bitetto ha cercato di fare un esempio in parallelo con le regole non scritte della linguistica.

 

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