Cuba. Terminati i lavori del 22esimo Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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Dal 27 al 29 ottobre scorsi si è tenuto a Cuba, presso il Palazzo della Convenzione de L’Avana, il 22esimo Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP).

Il titolo dell’incontro è stato “Uniti siamo più forti” e hanno partecipato ben 77 delegazioni dei partiti comunisti e operai, provenienti da 60 Paesi del mondo.

Tema dell’incontro: “Solidarietà con Cuba e tutti i popoli in difficoltà. Uniti siamo più forti nella lotta antimperialista, insieme ai movimenti sociali e popolari, di fronte al capitalismo e alle sue politiche, alla minaccia del fascismo e della guerra; in difesa della pace, dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori”.

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, nonché Pesidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha presieduto l’incontro e lo ha concluso facendo riferimento alle difficili e pericolose condizioni alle quali sono oggi sottoposti i lavoratori di tutto il mondo e che, per costoro e per tutti i popoli, vi può essere possibilità di riscatto solo attraverso “la via dell’emancipazione, della giustizia sociale e del socialismo”.

Egli ha fatto anche riferimento alle difficili condizioni economiche di Cuba a causa dell’“inaccettabile e criminale blocco imposto dall’imperialismo USA” ed ha osservato come il Partito Comunista di Cuba ritenga necessario ascoltare la società e battersi per l’unità del popolo, fondando tutto ciò sulla scienza e sullo studio, sia della propria Storia, che su quella degli altri popoli del mondo.

L’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP), ha, in conclusione, approvato un documento nel quale, fra le varie cose, si sottolinea che: “I rappresentanti dei Partiti Comunisti e Operai (…) avvertono di un pericoloso momento storico in cui l’umanità è entrata” (…); “L’attuale predominio dell’imperialismo impone un ordine internazionale delle cose ingiusto e insostenibile, intensifica lo sfruttamento e peggiora la condizione della classe operaia e dei popoli, crea rivalità e guerre crescenti” (…); “I Paesi storicamente socialisti e Cuba oggi, con il suo sistema sanitario pubblico e lo sviluppo scientifico, hanno affrontato adeguatamente la pandemia, che mette in evidenza la superiorità del socialismo. Noi comunisti difendiamo un nuovo ordine mondiale, basato sull’abolizione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, con relazioni reciprocamente vantaggiose tra Stati e popoli, pace, sviluppo sostenibile per soddisfare i bisogni sociali, giustizia sociale e solidarietà”; “Il sistema politico borghese, che difende gli interessi dei monopoli e gestisce a proprio vantaggio la crisi del capitalismo, cerca di controllare, con pressioni e violenze, il crescente malcontento sociale dei lavoratori e del popolo.”

Nel documento viene altresì sottolineata la necessità di rispettare “i principi della libera autodeterminazione dei popoli, dell’indipendenza, della sovranità e della non interferenza negli affari interni degli Stati, nonché del diritto legale dei popoli alla pace e alla scelta del proprio percorso di sviluppo”; rifiutare “categoricamente le guerre imperialiste, le minacce di usare la forza nelle relazioni internazionali e promuovere la lotta per la pace”; “Combattere la rinascita di forze anticomuniste, reazionarie, nazionaliste e fasciste in varie regioni del mondo, che intensificano la violenza, la xenofobia, il razzismo e l’intolleranza politica, ideologica, sociale, razziale, religiosa e di genere e incitano a conflitti nazionali”; “Difendere e propagare il marxismo-leninismo e contrastare l’attacco ideologico e culturale dell’imperialismo, che mira a legittimare nella coscienza delle masse le ingiustizie del sistema capitalista, le calunnie del socialismo e del comunismo e la distruzione dell’identità culturale delle nostre nazioni”; “Rafforzare la condanna e combattere i modelli di sviluppo basati sul profitto capitalistico, che distruggono l’ambiente e mettono in pericolo la sopravvivenza degli ecosistemi e della specie umana”; “Mobilitare le masse per denunciare e respingere la corsa agli armamenti e i massicci tagli ai fondi sociali che crea”.

L’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, fondato nel 1998 su iniziativa del Partito Comunista di Gracia (KKE), è il terzo che si è svolto in un Paese latinoamericano. Nel 2008, infatti, si svolse in Brasile e, nel 2016, in Ecuador.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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