INTERDIZIONI ISRAELITICHE, IL LIBRO

ISRAELE E’ L’UNICO STATO DEMOCRATICO DEL MEDIO ORIENTE

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Nel 137esimo evento di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Carlo Cattaneo “INTERDIZIONI ISRAELITICHE” pubblicato da Castelvecchi editore, insieme a Gianmarco Pondrano Altavilla (Direttore del Centro Studi “Gaetano Salvemini”), Giovanni Luseroni (Professore di Storia della Riforma e della Controriforma presso l’Università degli Studi del Molise) e Giulio Disegni (Vicepresidente dell’ UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

“Dal novembre 2013 Lodi Liberale lavora in modo indefesso per diffondere il pensiero liberale attraverso un incontro settimanale al mese, per spiegare che cosa è il liberalismo e non le visioni a uso e consumo di chi liberale non è. Tornare ai CLASSICI è il modo per capire che cosa sia il LIBERALISMO. Questo percorso funziona e viene seguito, suscita interesse” ha detto Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.

“Quest’anno c’è l’anniversario di Carlo Cattaneo, liberale italiano, protagonista del Risorgimento, che è stato determinante per la ascita della moderna Costituzione italiana. “Cattaneo dopo Cattaneo” è il ciclo di incontri che dedicheremo a Lodi a Cattaneo. – ha detto – Il testo in questione riflette sulla nascita del pensiero di una discriminazione su cui serve riflettere, per capire come mai si sia diffuso l’antisemitismo in Italia.”

Il libro è una riflessione ad ampio spettro sulle discriminazioni: spiega come sono nate le restrizioni e come si sono evolute nel tempo, facendo commento morale ed etico sulla discriminazione e sulle involuzioni economiche per la società e per il sistema nel suo complesso.

LA PROPRIETÀ PRIVATA, IN CHIAVE LIBERALE CLASSICA E LIBERISTA

“Ancora oggi c’è antisemitismo nell’antisionismo. Con i meccanismi messi in atto contro Israele” ha detto Lorenzo Maggi Presidente di Lodi Liberale. Le restrizioni privano la società del contenuto fattivo e dello spirito d’iniziativa di una parte, danneggiando tutti.

Prendendo spunto da un caso concreto di intolleranza antiebraica, Cattaneo ripercorre la storia delle “interdizioni israelitiche” – quei divieti che per secoli hanno limitato la vita civile ed economica degli ebrei in Europa – dimostrando quanto all’origine dei tanti pregiudizi vi siano stati (e vi siano tutt’ora) proprio quegli stessi divieti («i nostri avi condannavano l’Ebreo a vivere di usura e di baratti; e poi lo maledicevano come usurajo e barattiere»), e quanto l’intolleranza abbia danneggiato materialmente e spiritualmente quelle comunità e quegli individui che l’hanno praticata. La nuova edizione di questo capolavoro della letteratura sociopolitica italiana dell’Ottocento, arricchita da un apparato critico e da una serie di autorevoli prefazioni che ne ricostruiscono la centralità e l’attualità, rappresenta oggi uno strumento fondamentale per capire le radici, profonde e resistenti, dell’antisemitismo.

Scritto nel 1835, sulla scia di un fatto di cronaca avvenuto nel cantone di Basilea, “Interdizioni israelitiche” è uno dei primi tentativi di confutazione dell’antisemitismo.

ISRAELE E’ L’UNICO STATO DEMOCRATICO DEL MEDIO ORIENTE

Il testo è importante, efficace, chiarissimo, bello e lascia il segno: ini questa serata è stato commentato il libro nella sua edizione più recente, pubblicata nel 2017, con introduzioni e prefazioni a cura di Gianmarco Pondrano Altavilla, con le prefazioni di Noemi Di Segni, Ofer Sachs, Maurizio Bernardo.

CON LA CADUTA DI NAPOLEONE IL DIRITTO CIVILE VIENE RIMESSO IN DISCUSSIONE

“Questo è un titolo venuto dopo, in realtà il contributo originario di Cattaneo aveva utilizzato un titolo tecnico più specifico: Cattaneo in questo testo prende il punto di vista di un contestatario e chiede se questa intolleranza conviene. Uno specifico, singolo e relativissimo interesse delle persone che sostengono una limitazione giuridica delle persone che appartengono a una specifica categoria, nella fattispecie gli ebrei? In questo libro non manca la dimensione etica, ma quello che stupisce, per certi versi, è questo insistere sul problema dell’interesse dell’intollerante, che in teoria dovrebbe essere tutelato dalle norme impositive.”

Ha detto il Professor Pondrano Altavilla: “Nel momento in cui l’Impero napoleonico e l’eredità culturale giuridica che incarnava era venuto meno, col Congresso di Vienna, le conquiste in termini di universalità della soggettività giuridica, che includevano (per la Francia) che tutti i francesi godano di parità di diritti e con questo chiunque si intendono anche quelle popolazioni che erano state limitate, in parte o del tutto, nei propri diritti, tornano in discussione. Questo vale per loro e per tutti quei gruppi che erano stati perseguitati. Si passa a una posizione che prende in considerazione i suoi diritti e le sue posizioni, chiunque egli sia.”

“Questa conquista grandiosa della civiltà europea viene messa in discussione con la Caduta di Napoleone e – nel caso degli ebrei – si torna alle interdizioni. Se all’origine delle interdizioni ci fu il Cristianesimo, divenuto religione di Stato, che impedì l’allargarsi degli altri credo, specialmente il giudaismo, questo percorso sfocia nell’illegalità. Quando al popolo ebreo venne impedita la carriera e venne impedito il possesso della terra e dei beni, inevitabilmente gli ebrei diventano commercianti e più banalmente iniziano a praticare prestiti con interessi, divenendo professionisti tipici e dando come unico esito la lettura di un popolo avido e attaccato all’usura, che era vietata nella religione Cattolica.”

“Questo perverso meccanismo legale, alimentato da pregiudizio, fa sì che le interdizioni vengano applicate a lungo, anche se nel mantenere queste interdizioni, specialmente alla proprietà terriera, hanno danneggiato la loro stessa comunità”.

“I capitali arrivano dal commercio, dice Cattaneo, dalle reti di rapporti e i capitali finiscono dove servono, ad esempio nell’agricoltura, ma quando l’intolleranza limita ad alcuni l’utilizzo dei capitali, limita questo circolo virtuoso.”

“Questa idea dell’inclusione come mezzo per permettere la ricchezza e la vivificazione economica di una società porta Cattaneo al gradino successivo: non è solo l’economia a fare la dialettica del mondo, ma la crescita dell’uomo come soggetto spirituale, che cresce nel porsi dubbi e nello scoprirsi in errore”.

LA MORALE DEL CONFRONTO EINAUDIANA

“La società non divenga immutabile, ferma, cristallizzata, per evitare la stasi morale, culturale che condanna uomini e civiltà alla decadenza e al regresso!” Secondo il Professor Altavilla nel rimanere in errore si ferma il progresso di tutta la comunità, non solo laddove si sbaglia.

A Lodi è stata fatta la proposta di intitolare la Biblioteca a Carlo Cattaneo, la proposta è stata presentata proprio dal Professor Altavilla.

“Se nel secolo scorso si è arrivati alla Shoah questo è accaduto a causa di un retaggio culturale di errori su cui riflettere.” Secondo il Presidente di Lodi Liberale l’Olocausto è stata solo la parte terminale di un male che era diffuso da moltissimo tempo.

I MOMENTI PIU’ BUI DELLA STORIA

“La Comunità politica internazionale ha un’altissima attenzione sul fenomeno dell’antisemitismo: attualmente con la presidenze di Giuseppe Conte si è aperto un Osservatorio nazionale sull’antisemitismo, che ha molto a che fare con la teoria della diversità. Nel gennaio 2020 è stata istituito questo gruppo a cui fa capo Milena Santerini in veste di coordinatrice nazionale, che insieme alla Commissione permanente presieduta da Lilliana Segre al Senato, si pongono l’interrogativo su cosa sia l’antisemitismo e che cosa significhi intaccare la libertà di una categoria, siano essi rom, ebrei, etc…”

“Con le sue INTERDIZIONI Cattaneo ha messo un punto fermo che sarebbe poi stato rimesso in discussione negli anni ’50 dell’800 dal liberismo, visto che questo saggio precede tutta la principale pubblicistica del pensiero liberale – ha detto Disegni – alla causa emancipatoria partecipò anche Niccolò Tommaseo nel ’48”.

EBREO UGUALE RICCHEZZA?

“Tanti hanno pensato nell’arco della storia degli ultimi due secoli che gli ebrei fossero per tradizione legati al denaro, ma questo non è vero, se non nella misura in cui tutto è precluso tranne lo studio e il commercio e l’attività della piccola finanza.” Questo spiega Disegni. “Un tema su cui Cattaneo si ferma molto è l’usura.”

L’epoca della metà dell’800 rivive un Cristianesimo intollerante e molto chiuso su se stesso per quanto riguarda la differenza di religione. Proprio in quel periodo il Codice Civile Albertino, che precede lo Statuto Albertino, prevede che la Religione cattolica sia l’unica realmente tollerata nello Stato. La condizione giuridica alla quale le altre minoranze religiose erano assoggettate era di tolleranza, non di inclusione. “Cattaneo scrive: non possiamo negare che nell’incertezza il principio di tolleranza non sia la più sicura guida ai nostri passi.”

“Cattaneo si rendeva conto del concetto di ammissione e di tolleranza che non danno idea di un principio di libertà, ma di sopportazione, principi bel diversi da quelli liberali.” Secondo Disegna è l’uguaglianza, pur nella diversità, che consente anche un arricchimento.”

“Quello che Cattaneo vede è un avvitamento: i Cristiani non possono dedicarsi alla manipolazione del denaro, gli ebrei non possono utilizzare i soldi per acquisti e investimenti importanti, allora è evidente che si verifica un accumulo di denaro, da una parte, una mancanza di investimenti dall’altra”. Per questo in poco tempo gli ebrei sono arrivati a possedere ingenti somme di denaro.

LE MASSE ERANO SEMPRE IN CERCA DI CAPRI ESPIATORI

Mosè Vita Luzzato scriveva il Discorso circa lo stato degli Hebrei, avviando “un lungo filone letterario di riflessione proprio suirapporti del ghetto con la società maggioritaria e con il resto della popolazione. È una lineache culminerà nelle considerazioni tardo settecentesche di Giovanni Battista Gherardo D’Arco (Sull’influenza del ghetto nello stato, 1778) per arrivare alle ottocentesche Interdizioni israelitiche di Carlo Cattaneo (1836). Scrive sul Giornale di Storia Marina Caffiero.

In merito in serata è stato ricordato il Rito del Simonino da Trento e l’Invenzione del colpevole.

LE LEGGI DISCRIMINATORIE RAZZIALI IN ITALIA

“Nel 1938 tuttavia le Leggi italiane divennero man mano razziali e discriminatorie. In particolare dal mese di settembre di quest’anno i giovani ebrei non poterono più andare a scuola. L’obiettivo della legge sulla scuola era l’isolamento. La legge usciva con il decreto del divieto alla scuola maturando i limiti nel mese di vacanza. Man mano le limitazioni aumentarono sempre più fino a che nell’8 settembre 1943 gli ebrei hanno dovuto scappare per evitare di essere portati nei campi di concentramento e sterminio”.

“L’antisemitismo resta sempre di moda perché è il frutto del pregiudizio e dell’ignoranza. Spesso è strisciante, a volte è manifesto, ma quello strisciante è quello più vigliacco, che non affronta mai direttamente, ma che insulta nei social e scrive anche contro persone come Liliana Segre, tra gli ultimi 10 reduci da Auschwitz, che si portano nella pelle quella terribile esperienza, segno di un pesantissimo degrado che questa Italia moderna e liberale si porta ancora dietro.”

LA DIVERSITA’ ARRICCHISCE

“La diversità va rispettata, non tollerata e l’uguaglianza non è possibile che sia imposta, o c’è o non c’è – ha detto Lorenzo Maggi Presidente di Lodi Liberale – allo stesso modo il concetto della ricchezza e il concetto dell’usura fanno pensare ai paradossi.”

IL DIVIETO DI POTER IMPEDIRE ATTI DI CAPITALISMO TRA ADULTI CONSENZIENTI

“Quello che mi colpisce di alcuni studiosi è di salvare gli intellettuali che hanno sostenuto le leggi razziali. Un intellettuale invece è più responsabile degli altri – ha detto Giovanni Luseroni – vorrei chiarire come sono nate le INTERDIZIONI. Cattaneo nel momento in cui le scrive non ha la contezza della situazione degli ebrei in Europa e in Italia, infatti lui vive in Lombardia, dove la presenza ebraica, dopo il dominio della Spagna, è stata quasi elusa dagli ebrei. La presenza invece la si trova a Mantova, grazie alla Corte dei Gonzaga e nel Veneto, dove la Repubblica di Venezia ne consentiva la presenza per necessità economiche. La presenza ebraica era poi alta a Trieste. Probabilmente l’autore non conosceva queste realtà.”

GLI EBREI RINGRAZIARONO CATTANEO, QUANDO CHIEDEVANO CHE FOSSERO TOLTE LE INTERDIZIONI

“L’idea di base di questo libro è un trattato che unisce giurisprudenza ed economia, ed è in questo modo che l’autore viene a conoscenza delle limitazioni concrete degli ebrei e dello Stato dell’arte. Il lavoro è un andare di pari passo con quello che Cattaneo veniva a conoscere. Il suo interessamento per gli ebrei è certamente in quel momento contingente, perché poi non tornerà mai più su questo argomento, se non negli anni ’60 quando ricorderà che le INTERDIZIONI furono citate da alcune comunità ebraiche.”

IN CAROLINA DEL SUD I BIANCHI SI ATTACCANO AI TESTI SACRI PER LEGITTIMARE LA SCHIAVITU’

“In realtà, dice Cattaneo, che è interesse di tutti che ci sia un mondo armonico e in pace perché cultura, sicurezza e temprata libertà producono ricchezza e pace. La schiavitù dell’uomo è invece ovunque brutta, pericolosa e feconda di ogni miseria, sia morale che materiale. Con questa mentalità egli affronta la questione del perché gli ebrei abbiano così tanto numerario e scopre la questione ebraica, delle interdizioni degli ebrei. Il caso lo sappiamo tutti è il caso dei due fratelli cittadini francesi ma ebrei, che acquistano terra e le viene requisita a causa di una legge che interdice ai giudei di acquistare terrenti. Cattaneo scopre in questo modo le INTERDIZIONI.”

“Cattaneo conclude che sia impedita la possidenza dei beni immobili agli ebrei, in modo da poterli costringere a spostarsi – ha detto – anche se per chi scrive è facile deviare come ha fatto Cattaneo, che da un saggio di economia e giurisprudenza scrive un gioiello, che per il 1836/37 è in anticipo sui tempi civili, dove possiamo fare critica ma non certo non vedere la carica umanitaria in alcuni capitoli, la condanna a chi usa la violenza verso i diversi e specialmente proclama la necessità dell’uguaglianza tra simili e rispetto allo Stato in una società che all’epoca aveva profondissime e marcate disuguaglianze.”

Nella serata è intervenuto Andrea Jarach per sottolineare quanto detto sopra: che come molti sanno la comunità ebraica italiana è antichissima, in taluni casi tra i più antichi italiani, che con le vicende storiche di cui si è parlato. Il mondo ebraico ha vissuto alcuni momenti di grande espansione. Ma con la fine dello sviluppo dell’Italia liberale con l’avvento del fascismo. l’esplosione della creatività ebraica si spegne. L’uscita dal ghetto dura poco, a breve sarà la Guerra a chiudere nuovamente gli ebrei, questa volta nei campi nazisti.

A cura di Martina Cecco

 

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