Presidenziali in Siria. Tre candidati socialisti per battere, ancora una volta, fondamentalismo e imperialismo

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La Siria, ultimo avamposto di laicità e socialismo arabo in Medioriente, va al voto il 26 maggio prossimo, per eleggere il Presidente che rimarrà in carica sino al 2028.

I candidati sono tre socialisti: l’attuale Presidente Bashar al-Assad, sostenuto dal partito laico e socialista Ba’ath e dalla coalizione Fronte Nazionale Pogressista, comprendente anche il Partito Comunista Siriano; l’avvocato Mahmoud Ahmad Marei, leader dell’Organizzazione araba per i diritti umani e ex Segretario generale del Fronte Nazionale per la Liberazione della Siria, sostenuto dal partito Unione Socialista Democratica Araba e l’ex Ministro per i rapporti con il Parlamento Abdullah Sallum Abdullah, sostenuto dal Partito Socialista Unionista.

Tre candidati laici e socialisti in una realtà che, da dieci anni, sta resistendo al terrorismo fondamentalista islamico e alle sanzioni degli USA e dei suoi alleati.

Un Paese che, oggi, sostenuto storicamente dalla Russia, ha recuperato il controllo del 70% del Paese e vuole riaffermare la sua sovranità e indipendenza, anche da parte di coloro i quali, a torto, lo considerano una dittatura solo perché ultimo baluardo di socialismo nel mondo Mediorientale.

La Siria, da sempre crocevia di spiritualità cristiana e islamica, oltre che alawita e drusa, è diventata – grazie al partito di governo Ba’aht – anche esempio di laicità dello Stato e tutela delle minoranze.

Il Partito Ba’at, ovvero il Partito del Risorgimento Arabo e Socialista, fu fondato da due insegnanti, rispettivamente di religione cristiana ed islamica, ovvero Michel Aflaq (1910 – 1989) e Salah Al Bitar 1912 – 1980).

Studenti dell’Università della Sorbona a Parigi, Aflaq e Al Bitar, nella costituzione del Partito Ba’at, si ispirarono sia alle opere del nostro Giuseppe Mazzini che di Karl Marx, oltre che di Friedrich Nietzsche.

Un partito, dunque, dalle solide fondamenta risorgimentali, laiche, nazionali e socialiste non materialiste, bensì panarabe e che ispirerà per molti versi, tanto l’egiziano Nasser che il libico Gheddafi, i quali saranno successivamente, nel mondo arabo, i propugnatori di quello che viene definito Socialismo Arabo: laico e rispettoso della spiritualità, nazionale ed autogestionario.

Il Partito Ba’at è stato base e ispirazione per tutti i partiti socialisti oggi presenti in Siria.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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