Il metodo scientifico nell’era dei like è stato archiviato? Non fake, ma truffe!

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Nella storia le fake news sono sempre esistite, ma la tecnologia permette di scoprirle in fretta e di metterle in discussione: come sono in difficoltà le notizie, allo stesso modo sono in difficoltà le news scientifiche, che sono sommerse dai contenuti pseudoscientifici che attirano tanti like. In questo modo ha cercato di spiegare come mai le notizie che hanno un background scientifico vengono stravolte – quindi sparse velocemente nel web e tra la gente in generale – il coordinatore della serata “Cattivi scienziati” Lorenzo Maggi, Assessore alla Cultura e Vicesindaco di Lodi, che ha presentato il Manuale di sopravvivenza ad uso degli scienziati onesti: “Cattivi scienziati – La pseudoscienza della malascienza” di Enrico Bucci aggiornato nella versione post pandemia.

“In genere si pensa che gli errori nella ricerca scientifica siano onesti o dovuti a scienza fatta male, non a qualche secondo fine o a qualche interesse inconfessabile. Ma non è quasi mai così.”

La serata ospitata via zoom e via facebook dal Comune di Lodi ha avuto tre ospiti relatori: Enrico Bucci, Autore, Adjunct Professor alla Temple University di Philadelphia; Claudio Cerasa, Giornalista, Direttore de “Il Foglio”; infine Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Disponibile on line dall’8 aprile.

Le notizie malate che vengono sparse in tema di scienza e di medicina non sono errori in buona fede e non sono prive di interesse economico: dietro le abbondanti news distorte vi sono diversi tipi di interessi: privati, accademici, in generale settoriali. Il contrario di quanto si sta andando a diffondere in opinione pubblica.

Quando delle notizie pseudoscientifiche come ad esempio la biodinamica, il no vax, il terrapiattismo, il movimento no OGM, stamina trovano eco, significa che hanno una generazione economica di supporto. Esse vengono divise, nel volume, in 4 categorie, che corrispondono a quattro diversi modi di impacchettare le menzogne che poi troviamo on line.

Queste notizie sono dannose, secondo quanto emerso, e anche molto: possono causare – sui grandi numeri – un ritardo tecnologico, come nel caso degli OGM vietati in alcune zone produttive; possono causare un aumento della diffusione delle epidemie e difficoltà e costi per la gestione sanitaria, come nel caso dei no vax; possono causare semplicemente disinformazione come nel caso del terrapiattismo; per non arrivare alla truffa vera e propria, nel caso stamina oppure investimenti opinabili, come chi coglie l’occasione del biodinamico per vendere di fatto la superstizione.

La nostra scelta individuale di una vita libera, quindi, anarchica, se veicolata attraverso il web, rapidamente coinvolge le masse e se promossa senza verifiche e senza mediazioni, quando è una truffa, diviene dannosa: secondo quanto emerso dunque la responsabilità del singolo, quando si aggrega, diviene colpevolezza per non aver verificato quello che corrisponde a una delle verità. In altri termini: non si tratta di censurare, in ricerca NON ESITE una verità unica che rimane ferma, al contrario esiste un metodo che deve essere rispettato e quanto non ha METODO non è tanto in errore, ma è proprio senza alcun senso. Diviene però difficile far cogliere la differenza tra un errore e una balla a chi legge un giornale.

E’ quindi nell’incontro tra la scienza, che è fondamentalmente un metodo, ha detto Enrico Bucci, con i testi della scienza, che sono i materiali di lavoro e di consultazione scientifica di partenza che si incontrano con il lettore che non fa ricerca, con la sua mentalità personale e la sua limitata percezione del metodo in sé, che viene deviato il rapporto di comprensione del problema: in questa intercapedine di non comprensione dei fatti come sono realmente, si inseriscono le news pseudoscientifiche: imitazione del linguaggio, prelevamento all’uso dei dati per fare dimostrazioni a posteriori, che reggono sul piano della logica e della semantica ma che non hanno alcun fondamento scientifico.

La ricerca è sapere la domanda e cosa si cerca, non è fare esperimenti per trovare e scoprire, ma anche il processo accademico che richiede paper continui e la voglia di ricevere premi e riconoscimenti portano a una grande abbondanza di letteratura scientifica di dubbia utilità per i profani, che si trovano – nella migliore delle ipotesi – a fraintendere e a dare risonanza, giornalisti compresi, a notizie che non ne hanno e viceversa.

Come ha considerato il direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa le notizie di scienza sono sempre state sacrificate verso le pagine secondarie, dando prelazione alle notizie che hanno maggiore risalto, questo errore imperdonabile della stampa ha comportato di sacrificare le notizie vere, mettendo in evidenza altro. Quanto emerso in pandemia obbliga a intraprendere strade diverse, d’ora in poi.

I movimenti scientifici che percorrono una strada contro il futuro della ricerca sono arrivati ad avere cariche nei Governi, non solo in Italia, ma anche nel Parlamento Europeo, per cui il rischio di fare errori non termina mai, secondo Enrico Bucci.

Del parere che la speculazione sia alla base di queste news palesemente inconsistenti e delle politiche sbagliate è Michele De Luca, che si dice certo di come fenomeni come i no OGM e Stamina fossero da subito riconosciuti come falsi, ma nonostante questo sono stati lasciati andare nell’opinione pubblica per farne vere e proprie pseudo truffe.

Dall’introduzione in copertina del volume: “Il metodo scientifico è indubbiamente una delle risorse più raffinate di cui gli scienziati dispongono per fornire indicazioni utili alla sopravvivenza della nostra società in un mondo complesso. Tuttavia, questo metodo non può procedere in assenza di un’etica che metta al primo posto l’onestà nel raccogliere dati, descrivere esperimenti, discutere risultati e pubblicarli. Eppure, nella letteratura scientifica tre peccati capitali – fabbricazione di dati ed esperimenti, loro falsificazione e plagio – sono talmente diffusi da destare seria preoccupazione riguardo all’affidabilità di ciò che crediamo di sapere. A questi si aggiunge spesso una comunicazione che distorce i risultati ottenuti, volta ad ottenere vantaggi o a influenzare il pubblico. La comunità scientifica deve usare un linguaggio che non si presti a facili fraintendimenti, distinguendo fra opinioni e dati a supporto di quelle opinioni. Accostarci al metodo scientifico, studiare le fallacie logiche del discorso razionale, un minimo (davvero un minimo) di scienza del dato e ragionamento quantitativo ci può salvare dalle suggestioni e dalla sensazione superficiale di capire la scienza leggendo il titolo di un quotidiano. Curiosità e metodo ci faranno scoprire le frodi scientifiche, ma anche la bellezza e la potenza del ragionamento di cui siamo capaci. Solo così la scienza potrà essere utile alla società.”

Enrico Bucci è Ph.D. (Doctor Philosophiae, l’ultimo livello di istruzione universitaria mondiale) in Biochimica e Biologia molecolare (2001), è stato ricercatore presso l’istituto IBB (CNR) fino al 2014. Dal 2006 al 2008 ha diretto il gruppo R&D al Bioindustry Park del Canavese. Nel 2016 ha fondato Resis Srl, azienda dedicata alla promozione dell’integrità della ricerca scientifica pubblica e privata. È professore a contratto alla Temple University di Philadelphia presso il dipartimento di Biotecnologie. Nel 2020 ha pubblicato con ADD Editore “Cattivi scienziati. La pandemia della malascienza” nuova versione aggiornata del libro “Cattivi scienziati. La frode nella ricerca scientifica” uscito nel 2015. (MC)

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