Venezuela. Il governo socialista espelle l’Ambasciatrice UE a causa delle sanzioni

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Il Venezuela ha espulso, nei giorni scorsi, l’Ambasciatrice dell’Unione Europea, Isabel Brilhante, dichiarandola “persona non grata”.

Il Ministro degli Esteri del Paese latinoamericano, Jorge Arreaza, ha dichiarato alla stampa che “Lo facciamo in quanto le circostanze lo richiedono” e ciò a seguito delle 55 sanzoni dell’UE contro il Venezuela.

Tale decisione è stata intrapresa dal governo socialista venezuelano dopo che il Consiglio dell’UE aveva inserito 19 funzionari venezuelani nella “lista delle persone soggette a misure restrittive” con l’accusa di “minare la democrazia e lo stato di diritto nel Paese”.

Ennesimo tentativo dell’UE di sanzionare il Venezuela, in quanto non ha riconosciuto le elezioni legislative del 6 dicembre, che hanno chiaramente assegnato la maggioranza alla coalizione socialista chavista, la quale ha ottenuto 256 seggi parlamentari su 277.

Il Ministro degli Esteri Arreaza ha giudicato tali misure “inaccettabili”, anche a causa del fatto che lo scorso anno era stato raggiunto un accordo con l’Alto rappresentante per le relazioni estere dell’UE, Josep Borrel.

Arreaza ha dichiatato che: “E’ davvero inaccettabile. Il Presidente Maduro è stato generoso nell’aver permesso ai capi missione, compresi quelli dell’Unione Europea, di rimanere in Venezuela, quando nel febbraio 2019 lo hanno ignorato” e ciò riferendosi a quando tali Paesi hanno smesso di riconoscere l’attuale Presidente venezuelano Nicolas Maduro, per dare il loro sostegno all’allora autoproclamato “Presidente ad interim” Juan Guaidó, mai eletto né candidato a tale carica.

Il Ministro Arreaza ha aggiunto che nell’UE “credono di essere il centro del mondo, mentre non sono altro che la vecchia Europa, nella quale hanno avuto luogo i peggiori conflitti, le peggiori guerre, da dove sono partiti i peggiori genocidi commessi in Africa e qui in America Latina”.

Il Ministro, nel suo colloquio con l’ormai ex Ambasciatrice UE Brilhante, ha invitato l’UE a riflettere in modo che possano decadere “quegli atteggiamenti arroganti e interferenti”, in modo da “ricorstruire i ponti della comprensione e del dialogo”.

L’UE, nella sua recente decisione, ha sanzionato sia le autorità elettorali venezuelane che le forze di sicurezza, la Corte Suprema di Giustizia e le Forze Armate Nazionali Bolivariane.

Il Presidente della Corte Suprema venezuelana, Maikel Moreno, ha respinto “farmamente e categoricamente” tali sanzioni, facendo presente come l’UE si sia “posta fuori dal diritto internazionale, riconosciuto dalle nazioni civili”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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