Se un libro scatena questo, allora questi libri non informano, ma fanno solo politica!

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Deve essersi sentito come Pietro da Morrone, agli annali il famoso Celestino V (quello del Gran rifiuto della Divina Commedia dantesca) l’economista e scrittore Tito Boeri, resosi protagonista la scorsa settimana di una vicenda bizzarra e alquanto penosa salita alle cronache per diversi motivi. Il suo libro, scritto a quattro mani con Sergio Rizzo, è in presentazione in alcune rassegne di libri, va da sé che l’abitudine è di effettuarne un incontro con l’autore – laddove vivente e disponibile – ma la vicenda calendarizzata a Lodi non era destinata a finire bene.

Il libro di per sé si presentava come abbastanza interessante e si intitola: “Riprendiamoci lo Stato. Come l’Italia può ripartire” ed è stato molto pubblicizzato grazie a questo capriccio di Tito Boeri, finito nella Zuppa di Porro del 14 febbraio scorso. Molto più che non con una semplice presentazione, a dirla tutta, visto che la vicenda ha avuto un risalto nazionale. Anche fare i capricci è un ottimo modo per attirare l’attenzione. Il problema sono le conseguenze di un gesto tale!!! Il senso, la sua collocazione nel pensiero!!!

 

Il Dott. Boeri, dopo aver accettato l’invito il mese scorso, a presentare il libro presso il Comune di Lodi, ha chiamato in causa l’organizzazione e la persona di Lorenzo Maggi, vicesindaco del Comune, per questioni legate certamente alla vicenda politica governativa attuale e non certamente al motivo addotto, che spiegheremo in seguito.

Boeri ha fatto una comunicazione plenaria al suo gruppetto di fan, a mezzo twitter, prendendo le distanze dall’amministrazione comunale in questione e dagli organizzatori, adducendo come motivazione la discriminazione di stampo razzista. In parole semplici: in questo momento storico a Tito Boeri fa comodo questa recita, magari in altri contesti preferisce essere il protagonista!

La gravità del fatto si spiega da sola: se un libro di economia spiccia e materiale, neanche tanto spinto a livello tecnicistico, è SOLO informativo, allora la presentazione è neutra, se l’autore non lo presenta per motivi politici allora il libro va preso con le pinze perché è certamente un PRODOTTO di NATURA politica e non di SCHIETTA economia.

Vogliamo sperare che Tito Boeri fosse solo eccitato, in quanto ha avuto una posizione importante in passato, nell’INPS. E ha presidiato la situazione anche in altri contesti, ad esempio nel Festival dell’economia di Trento, di cui spesso abbiamo parlato su queste pagine! Direttore scientifico.

 

Egli, riferendosi a quanto accaduto nel mese di ottobre del 2018 ha twitterato nella sostanza che nella lista dei Comuni italiani taluni sarebbero vietati se abbiano riportato condanne amministrative. In pratica con questa logica se guardiamo alle condanne dal fisco, al bilancio, all’amministrativo non dovremmo andare da nessuna parte, comunque…

Lungi dagli obblighi di manifestarsi in zoom, la legge italiana prevede che la pena corrisponda all’espiazione della colpa e non alla damnatio memoriae, tuttavia la vicenda era alquanto banale: i figli di migranti con patrimonio fuori dall’Italia, possono usufruire dei benefici fiscali come lo sconto mensa e bus? Secondo il Comune no, secondo lo Stato sì. Da qui alle accuse di razzismo invece il percorso è fantasioso ed è tutto da inventare.

I bambini quando non si trovano bene nella realtà fattuale inventano.

Da questo al rifiuto. Trattandosi di un fatto anomalo la rassegna è andata comunque avanti, ma la notizia non poteva fermarsi lì.

Il Gran rifiuto non è tardato a finire nella cronaca politica, dalla Zuppa di Porro del 14 febbraio scorso è diventato un fatto di opinione pubblica, visto che le accuse sono molto pesanti: «la sua amministrazione si è resa protagonista di discriminazioni nei confronti dei bambini immigrati» in riferimento ai fatti di cui sopra, per cui questo “matrimonio non s’ha da fare” diceva Manzoni.

Porro non poteva naturalmente che prendere le distanze dall’atteggiamento improprio di Tito Boeri. Come hanno preso le distanze formali gli intellettuali di stanza presso l’Istituto Bruno Leoni.

A fare il tifo sessantottino per l’irriverenza naif – invece – il sito The Globalist, il movimento globalista di sinistra che ha pienamente appoggiato questa scelta e la sparuta crocchia di post-titini. Dopo di che il silenzio.

Il volume? Il libro è stato presentato lo stesso, il 18 febbraio scorso, con introduzione e commento a cura di Alan Patarga, Elisa Serafini e Vittorio Macioce, insieme all’assessore preso di mira da Tito Boeri.

Martina Cecco

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