Russia. Deputato comunista arrestato. Gennady Zjuganov: “O sarà liberato o solleveremo il Paese”

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Il deputato della Duma regionale di Saratov, Nikolay Bondarenko, del Partito Comunista della Federazione Russa, è stato arrestato nei giorni scorsi, per aver partecipato, come osservatore e videoblogger, alle proteste antigovernative non autorizzate del 31 gennaio scorso, nella zona del Volga.

Il deputato Bondarenko, 35 anni, è infatti un videoblogger seguito da 1,2 milioni di followers, nel suo canale YouTube “The Diary of a Deputy” (“Il diario di un deputato”), in cui ha spesso criticato pubblicamente il partito liberal conservatore di governo “Russia Unita”.

Bondarenko collega il suo arresto al fatto che avrebbe voluto candidarsi alla Duma di Stato nella stessa regione nella quale sarà candidato il Presidente della Camera Bassa, Vyacheslav Volodin, esponente di “Russia Unita”, spesso attaccato politicamente da Bondarenko.

Nikolay Bondarenko, relativamente alle accuse mossegli, si è difeso facendo presente di essere stato presente all’evento antigovernativo in qualità di deputato della Duma regionale di Saratov, per raccogliere i numerosi appelli dei cittadini relativi alle richieste di riconoscimento dei loro diritti e delle loro libertà, contro le repressioni poliziesche.

Sulla questione è immediatamente intervenuto il Segretario del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennady Zjuganov, il quale, ritenendo assurde le accuse mosse dalle autorità nei confronti del deputato del suo partito, ha sostenuto le stesse ragioni di Bondarenko, ovvero che le accuse che gli sono attribuite sono probabilmente dovute alla sua intenzione di candidarsi nello stesso collegio elettorale in cui concorrerà il candidato più forte di “Russia Unita”.

Zjuganov, in una riunione alla Duma di Stato, ovvero il Parlamento russo, ha inoltre annunciato che il suo partito intenderà “sollevare l’intero Paese” se il deputato Bondarenko non sarà al più presto rilasciato.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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