USA ancora contro Cuba: “E’ sponsor del terrorismo”. La risposta: “USA ipocriti e cinici”

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Il governo USA, non pago dell’aver imposto un embargo che dura da decenni a Cuba, ha voluto nuovamente inserire l’Isola caraibica socialista nell’elenco dei “Paesi sponsor del terrorismo”, come Siria (altro Paese socialista che il terrorismo islamico sta invece combattendo da anni), Iran e Corea del Nord (Paese che non ha mai interferito con altri Paesi e che proprio con gli USA aveva migliorato i rapporti).

Decisione profondamente pretestuosa e ideologica, oltre che priva di fondamento, al punto che Cuba ha fornito e sta fornendo, in questo periodo di pandemia, assistenza medica a tutti i Paesi che ne hanno fatto e ne stanno facendo richiesta, compresa l’Italia, oltre che la Francia.

Fidel Castro, storico leader rivoluzionario dell’Isola, non a caso, ebbe a dichiarare: “Il nostro Paese non lancia bombe contro altri popoli, né invia migliaia di aerei a bombardare le città; il nostro Paese non possiede armi nucleari, né armi chimiche, né biologiche. Le decine di migliaia di scienziati e di medici di cui dispone il nostro Paese sono stati formati nell’idea di salvare vite. Sarebbe in assoluta contraddizione con la sua concezione costringere uno scienziato o un medico a produrre sostanze, batteri o virus per provocare la morte di altri esseri umani”.

L’annuncio da parte del governo USA, ha suscitato le immediate reazioni del Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, il quale ha affermato che “sono gli ultimi colpi di Trump, di un’amministrazione fallita e corrotta impegnata a favore della mafia cubana di Miami”, sottolineando invece come sia terrorista la politica di embargo contro Cuba e dunque il suo popolo.

L’opportunismo politico di questa azione è riconosciuto da chiunque abbia una sincera preoccupazione per il flagello del terrorismo e le sue vittime”, ha sostenuto il Ministro degli Esteri e membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, il quale ha definito la decisione del governo USA “ipocrita e cinica”.

Aggiungendo che “Il Paese che, nella sua arroganza, solleva una tale farsa contro Cuba, è lo stesso che promuove l’estremismo politico e incoraggia le persone armate a prendere d’assalto le istituzioni pubbliche; che, subordinando la salute al mercato, espone i suoi cittadini al contagio e alla morte di massa a causa di un’epidemia; che uccide selettivamente coloro che considera nemici fuori dai suoi confini, e che, nel silenzio complice, si astiene dal condannare l’attentato con armi da fuoco all’Ambasciata del Paese, che ora accusa spudoratamente di essere un terrorista, e che ha bloccato per più di 60 anni, per farla arrendere alla fame e alla miseria”.

La decisione arbitraria del governo degli Stati Uniti, non solo vìola la Carta delle Nazioni e il diritto internazionale, ma è un affronto ai popoli del mondo”, ha affermato il Segretario esecutivo dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe), Sacha Llorenti, il quale ha ricordato che “Nel mezzo della pandemia e sotto un blocco criminale, Cuba invia medici e salva migliaia e migliaia di vite”.

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreanza, che ha ribadito il suo sostegno a Cuba e dichiarato che “E’ evidente l’intenzione di lasciare minata la strada per ostacolare un riavvicinamento tra il governo entrante della Casa Bianca e il governo rivoluzionario di Cuba” e che “Il Venezuela chiede al nuovo governo degli Stati Uniti di scartare una volta per tutte le pratiche unilaterali che contraddicono e mancano di rispetto al diritto internazionale, in particolare il diritto dei popoli all’autodeterminazione”.

Solidarietà a Cuba è giunta anche dall’ex Presidente della Bolivia e leader del Movimento per il Socialismo, Evo Morales, il quale ha sottolineato come, mentre Cuba è impegnata nel salvare vite, gli USA siano impegnati a invadere Paesi e organzzare golpe.

Solidarietà a Cuba, in America Latina, è giunta anche dal Presidente sandinista del Nicaragua, Daniel Ortega e dal Senatore colombiano Iván Cepeda, il quale ritiene che “la Colombia dovrebbe riconoscere il contributo di Cuba alla pace nel continente”.

Anche la Cina condanna con fermezza l’ultima mossa di Trump. “La Cina ha sempre sostenuto che la comunità internazionale dovrebbe lavorare insieme per combattere il terrorismo, ma si oppone fermamente alla repressione politica degli Stati Uniti e alle sanzioni economiche contro Cuba in nome dell’antiterrorismo”, ha dichiarato Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Esteri cinese.

Infine, sulla questione, è intervenuto anche il Segretario dei Comunisti di Russia, Maksim Suryakin, leader di opposizione il cui partito, pur non essendo presente alla Duma, ovvero nel Parlamento russo, alle recenti elezioni amministrative, ha raccolto dal 4% al 7%, sottraendo voti al ben più consistente, ma decisamente più moderato, Partito Comunista della Federazione Russa. Suryakin ha dichiarato che dubita fortemente che il nuovo Presidente USA, Biden, si discosterà dalle politiche di Trump, in particolare nei rapporti con Cuba. “Lo stesso Biden, dopotutto, fa parte della vecchia generazione di leader politici statunitensi che ha combattuto attivamente contro Fidel Castro. Quando Barack Obama ha deciso di revocare il blocco commerciale all’Isola, è stato il Congresso e tali veterani della politica imperialista USA a non permettere che questa decisione passasse”, ha affermato il leader comunista.

Suryakin ha proseguito il suo ragionamento affermando che, sia democratici che repubblicani USA, continueranno tutti “l’attuale politica imperialista” a Stelle e Strisce e che “Gli USA sono sempre gli stessi: accusano indiscriminatamente gli altri di sostenere i terroristi, sebbene essi stessi lo facciano costantemente”.

Cuba, nonostante sessant’anni di embargo, ha un livello di istruzione e sanitario all’avanguardia nel mondo. E’ giunta a brevettare ben due vaccini anti-Covid 19, il “Soberana 1” e il “Soberana 2”. Il governo investe, infatti, gran parte del suo PIL in ricerca e sanità.

La nuova Costituzione dell’Isola ha riaffermato l’economia socialista dell’Isola, sottolineado come lo Stato controlli, regoli e diriga l’attività economica, ma si sancisca anche la partecipazione diretta dei lavoratori alla direzione, all’ordinamento e al controllo dell’attività economica nazionale. Al contempo si riconoscono nuove forme di proprietà e il ruolo del mercato, ma si pone un tetto all’accumulazione della ricchezza, in modo da non creare diseguaglianze sociali.

Luca Bagatin

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