Siria aggredita da forze esterne

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Il popolo siriano è con Assad, l’esercito non massacra i civili bensì li difende dalle bande armate e a soffiare sul fuoco sono i grandi media stranieri, arabi e occidentali, che falsificano i dati. Questa lettura alla rovescia della crisi siriana viene da fonti laiche, come la Rete Voltaire, ma anche da religiosi cristiani all’interno del paese. «L’80% della popolazione è con il governo, come lo sono tutti i cristiani», stima il vescovo caldeo di Aleppo, monsignor Antoine Audo, che ha accusato senza mezzi termini i grandi media, fra cui la Bbc e Al Jazeera, di reportage non obiettivi e critiche ingiuste al regime di Assad.

Anche madre Agnès-Mariam de la Croix, superiora delle carmelitane del monastero di Saint Jacques le Sulpis, vicino a Qara, a 90 chilometri dalla città martire di Homs, sottolinea il divario fra la realtà sperimentata dalla popolazione e quella sposata dai media internazionali.

Questi presentano come un’insurrezione popolare quello che i siriani e le televisioni locali conoscono come un tentativo di sovversione istigato da forze in gran parte estranee al paese. La religiosa ha fornito una serie di cronache dettagliate, a partire dall’aprile 2011, che sono state tradotte in inglese, arabo e italiano, ospitate su siti web di Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Libano, Stati Uniti, Canada, Palestina, Siria, Israele e Nordafrica. «Qualsiasi cosa viene offerta su questo mercato derisorio dell’informazione», ha scritto madre Agnès. Un esempio fra i tanti è il video realizzato da giovani siriani per promuovere una canzone araba. Vi appare una banda di giovani vestiti di nero che viaggiano armati su vetture decapottabili, stile agenti di security. «Con nostro grande stupore, lo stesso video è comparso su Al Jazeera come prova dell’arroganza dei servizi segreti siriani».

La fonte delle accuse a senso unico è una sola, concordano cattolici e Rete Voltaire: si chiama Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo e ha sede a Londra. Per stabilire chi ha ragione si chiamano in causa i testimoni oculari. Rete Voltaire ricorda le manifestazioni alla presenza degli osservatori inviati dalla Lega araba: in tutto, secondo i giornali locali, a Homs sono scese in piazza 3.500 persone per protestare contro il regime, mentre in oltre 100 mila si sono attivati a sostegno del presidente Bashar al-Assad. E secondo l’Osservatorio di Londra? Erano in 250 mila contro Assad; nessuno a favore.

In questa situazione i siriani sul terreno hanno fatto vari tentativi per farsi prendere in considerazione dai grandi media, escludendo la possibilità di uno scambio di numeri. Tra questi, una manifestazione svoltasi in giugno, durante la quale centinaia di migliaia di persone (secondo fonti governative) tenevano per i bordi una bandiera siriana larga 18 metri e lunga oltre 2 chilometri (2.300 metri). L’evento è stato filmato ed è iniziato con l’inno nazionale e un minuto di silenzio per le vittime civili e militari.

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La Siria rimane uno dei paesi del Vicino oriente in cui la libertà, compresa quella religiosa, è relativamente ben assicurata. Quello che inquieta l’Occidente è che a Damasco hanno sede Hezbollah, che coltiva legami stretti con l’Iran, e l’ufficio politico di Hamas. Tuttavia, sostiene Madre Agnès, le grandi potenze giocano sul fondamentalismo religioso per mettere in risalto le differenze che separano, mentre i punti che uniscono sono molto piu numerosi. «Per noi è uno spaesamento surreale la posizione di certi paesi: non siamo abituati a una Francia bellicosa, che favorisca l’estremismo e risusciti i vecchi demoni delle divisioni confessionali. La stessa sorpresa dagli Stati Uniti: non hanno invaso l’Afghanistan per disfarsi di Al Qaeda? Come possiamo vedere i fondamentalisti più feroci sollecitare l’aiuto degli Usa? È il mondo all’incontrario. Che cosa cerca l’Occidente?», si domanda la religiosa. «La libertà o l’islamismo? Oppure la libertà dell’islamismo».

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Dopo il veto posto in Consiglio di sicurezza da Russia e Cina a una risoluzione di condanna verso Damasco, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha annunciato che ritorneranno gli osservatori della Lega araba.

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In Italia Oggi

2 COMMENTI

  1. la valutazione delle fonti è sempre imprescindibile: è interessante in particolare vedere cosa sia la c.d. rete voltaire ed il suo fondatore. Si tratta del peggio del complottismo e dell’antiamericanismo mondiale…

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