Giustizia dell’altro mondo #11

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di Enrico Gagliardi

Quella che molti definivano “emergenza stupri” sembra essere svanita nel nulla, probabilmente perché non è mai stata tale, probabilmente perché faceva comodo a qualcuno definirla così. Per giorni abbiamo visto su praticamente tutti i giornali le foto dei due romeni accusati della violenza della Caffarella, salvo poi scoprire che quelle persone gettate in pasto all’accanimento e alla furia di una cieca quanto pericolosa giustizia di popolo in realtà con quella terribile vicenda non c’entravano assolutamente nulla.
Per un paradosso tutto italico poi di quella indagine si è persa completamente traccia; dopo che le accuse nei confronti dei primi indagati si sono sgonfiate, contestualmente si è persa anche cognizione degli sviluppi riguardanti i nuovi accusati dei quali non si assolutamente nulla. A prescindere dalla loro colpevolezza che dovrà comunque essere dimostrata in sede processuale nessun giornale ha più dedicato nemmeno una riga alla vicenda e non certo per tutelare la privacy degli indagati, come il nostro codice imporrebbe, quanto piuttosto perché l’argomento non aveva più appeal, non suscitava più quell’interesse morboso che aveva in principio.
Sono finite le sfuriate demagogiche dei soliti noti, di quei politici che su queste tematiche hanno costruito una carriera: adesso non c’è più l’intenzione di fomentare gli ascoltatori, altri sono diventati i problemi da cavalcare, altre le questioni fasulle di cui farsi vessilliferi.
Resta solo, ancora una volta, una povera vittima (la ragazza stuprata) prima corteggiata ad hoc dai mezzi di comunicazione e poi dagli stessi abbandonata al proprio destino senza che qualcuno si muovesse veramente per aiutare l’ennesima vittima di un crimine orribile del quale porterà i segni tutta la vita.

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