Se il Pentagono va a Ramallah

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di ANTONIO PICASSO

Sorrisi e parole di incoraggiamento, ma nessun elemento di svolta ha segnato oggi la tappa in Cisgiordania del segretario alla Difesa degli Usa, Robert Gates, la prima visita mai compiuta nei territori palestinesi occupati da un capo del Pentagono in carica. Reduce da Gerusalemme, nell’ambito d’un piu’ vasto tour in Medio Oriente, Gates ha incontrato a Ramallah il premier dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp), Salam Fayyad, il quale lo ha accolto con cordialita’, senza che tuttavia il colloquio producesse alla fine alcuna dichiarazione congiunta.

”Questo e’ un momento di grande sfida nella regione”, ha detto Gates all’inizio dell’incontro, facendo riferimento indiretto al sommovimento in atto in diversi Paesi arabi. ”Un momento che impone di raddoppiare le forze per perseguire la causa della pace, della giustizia e della sicurezza”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno dell’amministrazione Obama verso l’obiettivo dei ”due Stati per due popoli” in base al quale la comunita’ internazionale si propone da tempo di far nascere una Palestina indipendente al fianco di Israele e in pace con esso.

Gates aveva in precedenza usato parole analoghe nei suoi incontri di ieri con il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, e di stamattina con il premier, Benyamin Netanyahu, sollecitando ”iniziative coraggiose” sul fronte negoziale. Ma senza richiamare alcuna scadenza, ne’ fare commenti sull’intenzione annunciata a piu’ riprese dall’Anp negli ultimi mesi di rivolgersi autonomamente all’Onu – in caso di mancata ripresa del processo di pace entro settembre e di conferma del rifiuto israeliano di congelare ulteriori ampliamenti delle colonie nei territori occupati – per chiedere il riconoscimento d’autorita’ d’un proprio Stato indipendente e sovrano.

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