«I liberali verso il centro»

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di Angelo Persichilli

In un’intervista al Corriere Ignatieff spiega le sue differenze con i conservatori

Siamo costretti a lavorare insieme al Partito Conservatore a causa della crisi economica, ma nello stesso tempo siamo molto diversi. È questo il difficile messaggio che il leader del Partito Liberale Michael Ignatieff sta cercando di dare al Canada per ricavarsi uno spazio politico che gli consentirà di proporsi come alternativa all’attuale governo conservatore di Stephen Harper alle prossime elezioni.

Tale messaggio è stato uno dei temi principali che Ignatieff ha di nuovo sottolineato durante un incontro questa settimana con i giornalisti della Multimedia a Toronto.

Durante l’incontro Ignatieff ha anche risposto a domande sull’Afghanistan, sulle relazioni con la Cina e sulla situazione del multiculturalismo in Canada. «Certo – ha ammesso – appoggiamo il governo in quanto ce lo impongono le circostanze. Ma la macchina è fuori strada e siamo disposti ad aiutare a spingere per rimetterla in carreggiata».

Ignatieff ha detto che «anche se il bilancio non ci piace, è certamente meglio di niente».

Il leader liberale respinge quindi le accuse del primo ministro Harper sul ritardo nell’approvazione dei fondi previsto dal bilancio: «Questo non è vero. Questo bilancio è stato approvato, col nostro aiuto, in tempo di record dalla Camera e dal Senato. Il problema – dice Ignatieff – riguarda tre miliardi di dollari extra non previsti dal bilancio e col governo che non ci dà la lista dettagliata su come intende spenderli».

Il rapporto col partito di governo non è comunque l’unico problema per il nuovo leader liberale.

Ignatieff, infatti, sta cercando di riposizionare il suo partito anche per distinguerlo da quello del suo predecessore, Stephan Dion, che lo aveva portato molto a sinistra: «Certo, sto spostando il nostro partito a centro in quanto – dice il leader – è in questa posizione che ottiene maggiori consensi. Un partito flessibile e sensibile, ma anche pragmatico per riflettere le aspirazioni dei canadesi».

Ignatieff approfitta dell’opportunità anche per chiarire la posizione dei liberali rispetto ai separatisti di Gilles Duceppe.

fonte: Corriere.com

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