Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico di Marta Cartabia a Lodi Liberale

0
354

Nella 359esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” insieme a Marta Cartabia (Presidente emerito della Corte Costituzionale), Luca Antonini (Vicepresidente della Corte Costituzionale), Giovanni Pitruzzella (Giudice della Corte Costituzionale) e Angela Maria Odescalchi (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi). La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.

Lodi Liberale è impegnata in questa operazione di divulgazione puntuale del pensiero liberale, sia attraverso serate in presenza che durante serate on line. L’associazione culturale non ha nessun tipo di contributo pubblico ed è culturale e non politica, basata sulla sola forza dei contenuti e dei soci che la sostengono.

Il libro che viene presentato in serata è chiaramente il libro di Cartabia, che parla di giustizia, di legislativo e di esecutivo, ma specialmente di giudiziario.

“Il libro è un libro perfetto dal punto di vista del pensiero liberale perché racconta come è nato il Costituzionalismo, come funzionano gli organi di governo e specialmente l’importanza che essi siano liberi, che lavorino secondo coscienza e secondo funzione. Oggi, purtroppo, troppo spesso, il potere politico va a contrapporsi agli organi costituzionali.”

Le democrazie liberali, come l’Italia, hanno la caratteristica di difendere la libertà, di controllare le leggi, separare i poteri, porre dei limiti di esercizio del potere, grazie specialmente alle Corti costituzionali.

Il primo intervento di Luca Antonini si è focalizzato sulla problematica del mondo occidentale oggi, che sta cambiando in una direzione che fa paura, che non ci piace: questo libro è di bruciante attualità, ha un bel titolo perché scrive che siamo noi i custodi della democrazia, in una situazione in cui la posta in gioco è molto alta.

“Le democrazie, oggi, sono a rischio, a rischio di suicidio. Il libro si rivolge ai ragazzi, è una cosa importantissima, perché i ragazzi non hanno idea di che cosa voglia dire vivere in una democrazia. Non è facile spiegare al volo come mai la Cina non è una democrazia per la libertà, la nostra invece lo è. Molti si confondono e hanno difficoltà a spiegarlo.”

“L’uomo attuale è l’uomo della massa, che è diverso dall’uomo del popolo, perché l’uomo del popolo combatte da una posizione senza potere, mentre l’uomo della massa è mosso con la massa. La dominazione totalitaria è quella in cui il popolo non è autonomo e si muove mosso in massa da fuori.” Se non ci fosse una Corte costituzionale importante e pesante, la massa sarebbe sottomessa, ci sarebbe un potere in grado di muoverla.”

Ecco quindi che serve distinguere l’autocrazia dalla democrazia, perché la prima è autodeterminata, nel senso che non prende in considerazione le obiezioni della massa. Ma attualmente il problema è che nemmeno i diritti, che sono cresciuti e si sono scomposti, sono mossi da motivazioni che a volte confliggono, è difficile quindi riuscire a ricomporre le diverse volontà delle persone e specialmente la problematica è quella di riuscire a tenere insieme i diritti di tutti, tenendoli insieme alla Costituzione, dialogando tra Costituzione e diritti e doveri delle persone.

Luca Antonini ha quindi chiuso il suo intervento ritenendo che anche il senso del dovere sia uno degli elementi qualificanti delle democrazie, dove non solo le leggi che regolano la vita delle persone, ma anche le idee delle persone sono in coerenza con la difesa della libertà, della democrazia e della solidarietà, il mito fondativo della nostra realtà politica e costituzionale, basato sul dialogo. La storia ha dimostrato che la democrazia non è un optional, è una situazione che riesce a dare logica al mito fondativo e dignitoso del nostro occidente italiano, che si è concretizzato e consolidato nel tempo grazie alla Corte costituzionale.

Il presidente di Lodi Liberale ha messo in chiaro che, non sempre, la velocità esecutiva è garanzia di una rispettata democrazia, in quanto, spesso, sono proprio i tempi di discussione che portano a allungare l’esecuzione di un provvedimento. Giovanni Pitruzzella è intervenuto a mezzo web, in collegamento in maxi schermo con la sala di incontro di Lodi liberale. Lo stato di costituzionale è l’espressione di uno stato di diritto, che ha a che fare con una società pluralista, se e solo in questo caso è democrazia liberale, altrimenti si arriva a una questione di uniformazione del potere che non è più democraticamente contrappesata.

Il cuore del libro di Cartabia — e dell’intera serata — ruota attorno a un concetto chiave: la democrazia non è soltanto governo della maggioranza, ma sistema. Limiti che impediscono al potere politico di travalicare i diritti fondamentali, e che affidano alle Corti un ruolo di garanzia, non di supplenza. Cartabia insiste su un punto: le Costituzioni moderne non sono “ornamenti”, ma linee di coerenza. Argini che diventano essenziali in un’epoca segnata da polarizzazione, crisi della rappresentanza e accelerazioni tecnologiche che mettono alla prova categorie giuridiche tradizionali. Antonini e Pitruzzella, dal loro osservatorio interno alla Consulta, hanno ricordato come la Corte costituzionale operi in un equilibrio delicato: intervenire quando necessario, ma senza sostituirsi alla politica. Il giudice costituzionale, spiegano, è chiamato a difendere la coerenza del sistema più che a orientarne l’indirizzo.

La discussione ha toccato anche il tema dei nuovi diritti, delle sfide poste dall’intelligenza artificiale, della protezione delle minoranze e della necessità di mantenere un linguaggio istituzionale capace di ricostruire fiducia. Nel contesto di Lodi Liberale, il libro di Cartabia si inserisce in una tradizione che vede nella separazione dei poteri e nelle garanzie costituzionali non un freno, ma una condizione della libertà. Odescalchi ha sottolineato come l’avvocatura viva quotidianamente questo equilibrio: difendere i diritti significa difendere la democrazia stessa.

MC

SHARE
precedenteIl Federalista, Hamilton spiegato a Lodi Liberale
successivoEamonn Butler: scalare le vette del pensiero liberale, la serata di Lodi Liberale
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera. Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome