Il documentario parte dalla testimonianza di Anna Maria Matteucci, che racconta la liberazione, come l’ha vissuta in diretta. Partendo da immagini reali, si ripercorrono i giorni euforici della liberazione e l’8 maggio 1945, quando Lionello, detto Nello, viene ucciso da un partigiano comunista, nonostante non fosse un fascista, ma un semplice ingegnere della marina, proprietario terriero, semplicemente bersaglio dell’odio di classe.
Nel 2003 Matteucci ne parlerà unicamente una volta, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. La famiglia fi Matteucci era di origine aristocratica, decaduta a borghese, frequenta il Liceo della sua classe sociale, il Galvani e inizia a studiare con interesse, a Bologna. Matteucci si era laureato nel 1948 in Giurisprudenza, per poi conseguire una doppia laurea in Filosofia e frequentare l’Istituto per gli Studi Storici di Napoli, fondato da Benedetto Croce.
In occasione del centenario della nascita, Rai Cultura ha dedicato uno speciale a Nicola Matteucci (1926-2006), tra i maggiori interpreti italiani del pensiero liberale del Novecento. Filosofo e storico delle dottrine politiche, è stato tra i fondatori della rivista Il Mulino e della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna.
In questo documentario si parla dell’amore per Alexis de Tocqueville, iniziando in questo periodo la diffusione dell’autore, in Italia, attraverso le pagine de Il Mondo di Pannunzio. Nasce in questo periodo anche la rivista Nord e Sud, liberale, con un proprio orientamento, il meridionalismo moderno, di Fortunato e di Compagna.
Nel percorso quotidiano con Croce, la cui abitazione e biblioteca confinano con l’Istituto, si rende merito di un distacco dialogico, cioè il fatto che Antonio Gramsci, con la Filosofia della prassi, fa a botte con il pensiero crociano. Gramsci secondo Croce altro non sarebbe che un lettore italiano di Marx, un filosofo che dice cose poco aderenti alla realtà. La rivista Il Mulino è nata proprio per iniziativa dei giovani amici di Matteucci, che rapidamente diventa una rivista di politica e cultura. Prima uscita il 25 aprile 1951, sovvenzionato da Giorgio Barbieri, editore de Il Resto del Carlino. La rivista ha subito un enorme successo, in due anni arriva a vincere il premio per la migliore rivista di cultura italiana per i giovani. Il primo Congresso della rivista viene recensito da Eugenio Montale, giornalista del Corriere della Sera.
Matteucci, un autentico liberale
Nel 1957 i giovani della rivista arrivano alla soluzione del postfascismo, dove non si ripropone la battaglia degli anni ’30 ma una nuova fase, che ha consapevolezza e giudizio sul fascismo e va avanti. Nel 1966 assume la direzione del Centro Studi Carlo Cattaneo. Fonda la Facoltà di Scienze Politiche a Bologna, dando il via a una nuova realtà presso l’Ateneo bolognese dell’Alma Mater Studiorum. Matteucci è descritto da Angelo Petroni come il punto di raccordo tra gli studi sociali e il liberalismo italiano; era in grado, come ha spiegato Angelo Panebianco, di spiegare i grandi classici e i temi complessi in modo semplice. Bonazzi ha descritto Matteucci come un docente in grado di essere sempre molto limpido nel suo modo di spiegare, molto chiaro. Nel 1974 passa alla cattedra di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere.
Fervente sostenitore del Costituzionalismo, descrive nel suo libro la posizione del Positivismo Giuridico, tipica di Bobbio da Kelsen, dove le costituzioni altro non sono che l’istituzionalizzazione delle leggi, cercando di spiegare come mai il Giusnaturalismo e non il Positivismo, possono essere alla base della libertà degli individui sulla base di un preesistente diritto naturale, dove la Costituzione è invece una scelta di forma politica per dare coscientemente vita a uno Stato. Scrive insieme a Bobbio il Dizionario di politica.
L’ultima importante esperienza editoriale è Società libera, ancora oggi al centro dell’attenzione per chi intende seguire il solco del liberalismo intellettuale e politico in Italia. Un liberale eretico, nel rispondere alle sfide della società, controcorrente e lontano dalle mode. Tutta la vita in difesa delle libertà individuali, contro ogni forma di autoritarismo.
Fonte: Documentario Rai Storia 8 aprile 2026 20.30 Nicola Matteucci, un intellettuale liberale
Martina Cecco












