Nella 351esima serata di Lodi Liberale, è stato presentato il libro “Il nuovo grande gioco. Dal Giappone all’Ucraina. Viaggio lungo la frontiera tra libertà e autoritarismo”, insieme a Gianni Vernetti (giornalista), Lorenzo Guerini (ex Ministro della Difesa), Nona Mikhelidze (giornalista, analista e ricercatrice all’Istituto Affari Internazionali) e Stefano Magni (giornalista).
La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.
Il presidente dell’Associazione Lodi Liberale ha introdotto la serata spiegando come i liberali abbiano sempre mantenuto delle posizioni ferme, a prescindere dalle ondate di fama o di sfortuna dell’occidente. La linea liberale è essenzialmente fedele ai principi liberali occidentali, della difesa della libertà e del mercato. In questo lavoro si contemplano le dinamiche attuali dei studiosi, quindi esperti di team locali ed è veramente un libro molto molto interessante.
Gianni Vernetti è intervenuto per illustrare la politica internazionale italiana, cercando di tenere fermo il punto sul concetto che l’Italia stessa nella geopolitica, mantiene i piedi per terra e sa essere pragmatica nonostante il periodo di bizzarrie di Trump. Attualmente, ha detto, la storia ha ricominciato a correre. Nonostante lo scioglimento di molti nodi storici, i fatti dimostrano che nel mondo stiamo correndo verso percorsi prevedibili, che si allontanano dall’idea di benessere e pace promulgati a partire degli anni ’70 per l’Europa occidentale.
“Attualmente tutto si è accelerato, la Cina e la Russia, seppure in modo molto diverso, hanno deciso di rimettere in gioco gli equilibri di economia internazionale, rompendo tutto. Naturalmente, nonostante l’esperienza comunista e la crescita impetuosa della Cina, oggi ha deciso che quel modello lì senza la maggior parte delle libertà ma con il successo e la ricchezza, senza separazione di poteri e libertà di scelte individuali, è migliore rispetto alle democrazie liberali.
In questo contesto il Giappone si sta riarmando, sta cercando di cambiare e l’Asia, luogo in cui c’era grande crescita, adesso è luogo di forti tensioni. Poi si parla di islam e di teocrazie, di jihadismo, di Iran. Si parla di Repubblica islamica per cercare di capire come mai siano stati così tanti gli eventi che hanno colpito l’Europa a livello di terrorismo, di violenza e di ideologia estremista.
In questo libro si pensa a un futuro che deve essere protetto dalle minacce economiche, come ad esempio i territori controllati dalle forze islamiche, lo stretto di Hortmuz per primo, che è un cruciale nodo di transito economico.
Per quanto concerne invece il gas e le energie primarie che ci servono bisogna tenere in considerazione che esistono le oligarchie, che sono delle imprese private che gestiscono con patti i prezzi, i costi, le dinamiche del mercato dell’energia, particolarmente quello russo.
Il libro ricollega con ampio margine di precisione, i fatti che si sono rivelati nel mondo, dando una chiave di lettura molto più semplice e e coerente di quanto si possa pensare.
Il presidente di Lodi Liberale ha spiegato come mai in questo frangente, nonostante le bizzarrie del caso, un paese che è entrato in Iran, gli USA, hanno certamente preso le parti di giovani, donne, studenti che sono stati uccisi per aver manifestato in piazza, ma che questo modo di esportare un modello liberale deve trovare il suo assist. Non è fine a se stesso.
Stefano Magni è intervenuto come giornalista e presenza fissa di Lodi Liberale, per cercare di dare delle definizioni. Prima di tutto parlando di neocon ovvero del nucleo del pensiero politico neoconservatore come lotta alla dittatura, cioè determinando la dittatura e la teocrazia come causa principale di un conflitto.
“Un dittatore, proprio a causa del suo potere illimitato, è un problema di concentrazione di potere che non darà esito eccetto la guerra. La mappa del mondo quindi non ha problemi nel distinguere le dittature dalle democrazie. Per arrivare alla pace e alla democrazia non è possibile fare altro se non abbattere prima di tutto le dittature.
In Venezuela Trump è intervenuto in molti modi, ma attualmente ha catturato il presidente perché sia regolarmente sottoposto ai processi che si è meritato. Ma il problema non è risolto.
In Iran invece, dove sono in atto interessi occidentali e israeliani, si è proceduto per la prevenzione della guerra internazionale. Questa è una delle possibilmente ultime tappe di un conflitto esploso apertamente nel 2024, anche se nel 2023 l’attacco a Israele ha determinato un punto di non ritorno, sabotando il piano di pace dei Patti di Abramo, che coinvolgono anche l’Arabia Saudita.
Non si devono dare false rappresentazioni del mondo: il modo di interpretare le relazioni internazionali è stato banalizzato come uno scontro oriente-occidente, questa banalità è semplicemente falsa. Specialmente per quanto concerne l’Islam, tutte le previsioni sono state disattese.
Il problema principale enorme dell’occidente popolare è di leggere con gli occhi di una democrazia le dittature attualmente in potere. Le dittature sono atte a incorporare e a distruggere i territori limitrofi che hanno maggiore benessere e libertà. Non esistono dittature che si evolvono in modo ricco. Attualmente il mondo è diviso in due blocchi: il blocco democratico e il blocco dittatura.
Bisogna quindi fare molta attenzione perché anche una dittatura pacifica è sempre una dittatura e prima o poi potrà trovarsi nelle difficoltà e attaccare chi ha intorno che potrà garantire qualche vantaggio. Ci sono sempre meno eccezioni.
Stefano Magni ha quindi spiegato che lo stesso Donald Trump si comporta in modo molto diverso rispetto a un Presidente democratico, ma la sua Costituzione lo ferma ogni volta che inizia a muoversi da solo. Se invece fosse un dittatore non avrebbe avuto la possibilità di andare in questa direzione perché avrebbe intrapreso altre linee e sarebbe caduto male in guerra.
Certamente l’Ucraina è stata un colpo grosso per l’Italia, non eravamo pronti a svegliarci con la guerra in Europa. Putin sta cercando di riavere la sua terra con una visione imperialista.
Dopo tantissimi anni anche l’Italia ha ricominciato a spendere e a intervenire per acquistare le armi in Italia.
Nona Mikhelidze si è collegata all’argomento delle democrazie e delle autocrazie, spiegando che in molti dei casi è stato impossibile intervenire per vie normali: in Iran nessuno deve aspettarsi la totale libertà, ma una transizione lenta.
In occidente c’è sempre la tendenza a pensare che la dittatura sia più stabile della democrazia, nelle nazioni scombinate, perché non avremo mai problemi da affrontare se le persone stanno sempre dove nascono e non cercano di cambiare le cose. Certamente la frattura con l’Iran non potrà rimarginarsi a breve.
Lorenzo Guerini a sua volta è entrato nel dibattito perché a suo parere le iniziative, anche quando fossero meno impattanti, sono deperite, determinate, anche nelle prime fasi. Il ruolo americano è importante perché oggi la stessa NATO ha perso credibilità. Dal punto di vista militare la NATO sta lavorando meglio di sempre, dal punto di vista politico è diminuita alle radici storiche.
Non ultimo, il fatto che l’opinione pubblica e l’amministrazione americana non stanno dando sostegno all’Ucraina, nonostante non diano segno di voler reagire a Putin, che ha cercato di occuparla. Attualmente si continua a pensare che la battaglia iniziata nel 2022 in Ucraina, per la democrazia, abbia a che fare con le idee europee. Chi non sta dalla parte dell’Ucraina non sta dalla parte della democrazia. Molto più grave il fatto che l’Occidente sia presumibilmente capace di fare tutto, bene, velocemente.
Martina Cecco












