Lodi Liberale: la battaglia epocale per una Riforma della Giustizia Liberale e moderna

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Nella 253esima serata di Lodi Liberale, è stato presentato il libro “La verità sulla riforma della magistratura. Perché è giusto votare sì”, insieme a Giuseppe Belcastro (Presidente della Camera penale di Roma), Alberto de Sanctis (Avvocato, già Presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta), Oliviero Mazza (Professore di Diritto processuale penale all’Università Bicocca di Milano) e Flavio Pavani (Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati di Lodi). La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.

Durante la serata sono state riferite le questioni principali che motivano al VOTO del SI’ e le smentite relativamente a quanto sostenuto nelle piazze dai comitati del NO. Il libro è molto importante, è un collettaneo scritto da 8 professionisti, avvocati, che hanno spiegato i vari aspetti della RIFORMA, in modo scientifico e tecnico, dando motivazioni con i dati e lo storico alla mano.

“Nei paesi in cui vigono teocrazie e dittature le carriere sono unite, in Europa, nei paesi più sviluppati, le carriere sono unite” solo questo dovrebbe bastare per capire la portata di quella X che oggi stiamo per mettere sulla scheda.

La campagna elettorale è stata giocata con moltissime strumentalizzazioni e falsità, anche con dichiarazioni vergognose con posizioni palesemente ridicole e false, della BALLE. Il libro e la serata vuole essere una motivazione per comprendere le profonde ragioni per cui è indispensabile dire di SI’.

Durante la campagna elettorale è stata attribuita persino a Giovanni Falcone una posizione decisamente opposta al suo principio, ovvero la posizione che è stata trasmessa da Marco Travaglio, rovesciando la volontà di un Giudice non più in vita.

Si sono discusse argomentazioni sterili, come la presunzione della colpevolezza in uno Stato dove vige la presunzione di Innocenza. I dibattiti televisivi sono spesso stati imbarazzanti, condotti a titolo di campagna elettorale, anche contro il Governo, che tuttavia non è in argomento. Spesso contro singoli Giudici o singoli PM, dimostrando una questione grave: le opinioni sono state manipolate, come se fosse un Referendum contro la Magistratura, mentre è un Referendum contro lo strapotere delle correnti che decidono le carriere dei privilegiati e non contemplano il sorteggio e la democrazia.

“Polemiche, falsità e propaganda che sono state al centro della campagna referendaria, con bugie pubblicate a manifesto, contro ogni forma di libertà, contro il nulla, parlando di norme della Riforma che non esistono, sul controllo della Magistratura.”

Il dibattito è stato molto ricco, in nome della oggettività, della verità e della giustizia. Lodi Liberale ha già presentato una lunga serie di opere che erano finalizzate a fare chiarezza sui problemi all’interno della Magistratura e non certo contro i Magistrati a prescindere.

Lodi Liberale ha spiegato come mai molti Magistrati siano riusciti a condurre una battaglia libera a prescindere da chi sia a destra e a sinistra, nonché la Terzietà del Giudice, molto importante, per chiarire la verità della giustizia. L’argomento è ancora in discussione a distanza di poche ore dalla chiusura delle urne.

Una campagna referendaria per il NO che si è ridotta a un attacco quasi personale a Nordio, liberale, politico che parla di questa riforma da ben prima che il Governo Meloni la portasse a referendum.

Il disegno di legge si snoda sulla creazione di 2 CSM, dividendo le carriere, si punta sul sorteggio per una differenziazione che non agevola la politica e non riduce la libertà della Magistratura, che cambia il sistema dell’Alta corte senza incidere sul controllo della Magistratura. Non altera il principio dell’articolo 104, cioè parla dell’Indipendenza della magistratura da ogni altro potere, non una linea di indirizzo, ma un principio che è intangibile. Un principio che prevale su tutte le leggi in tema che consente alla Corte Costituzionale del Giudice delle Leggi, di bocciare qualsiasi norma attuativa che vada contro questa norma.

Non cambiando la proporzione della composizione delle corti, non cambiando i membri di diritto, non cambiando gli elementi strutturali, ma solo il meccanismo per cui si compone l’argomento tecnico, aumentando un elemento di diritto in più, si arriva a capire che non si stringe la legge su un principio di controllo della Magistratura, ma semplicemente si impedisce che siano le correnti politiche a decidere chi assolvere e chi condannare, molto più semplicemente, lasciando libero il magistrato singolo di lavorare sulle proprie documentazioni, senza pressione da parte dei partiti.

Questa riforma è assolutamente liberale e per l’associazione Lodi Liberale è stato necessario fare quel che sosteneva sempre Silvio Berlusconi: “Scendere in campo”.

Martina Cecco

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