Gas: impennata per 5 anni, il Qatar contratta con l’occidente

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Nella giornata del 19 marzo QatarEnergy ha pubblicato un comunicato ufficiale – che ribadisce quanto affermato già il 4 marzo scorso  – in cui conferma che «nella prime ore del 19 marzo 2026 diversi impianti di gas naturale liquefatto sono stati oggetto di attacchi missilistici, causando incendi di vaste proporzioni e ulteriori danni ingenti». Si tratta del secondo attacco in due giorni da parte dell’Iran, visto che il 18 marzo era già stato colpito l’impianto Pearl GTL di Ras Laffan.

Il ceo Saad al-Kaabi ha aggiunto i dettagli che preoccupano direttamente Roma: la compagnia potrebbe dover dichiarare la forza maggiore sui contratti a lungo termine per le forniture di Gnl destinate a Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina, per una durata fino a cinque anni.

Due dei quattordici treni di liquefazione del Qatar e uno dei due impianti di conversione del gas in liquidi sono stati gravemente danneggiati. ExxonMobil è partner in entrambi: detiene il 34% del treno S4 e il 30% del treno S6. È il treno S4 quello che rifornisce direttamente Edison, il principale acquirente italiano di Gnl qatariota, oltre che EDF per il Belgio.

Il costo di costruzione degli impianti ammonta a circa 26 miliardi di dollari, con perdite di ricavi annui stimate in 20 miliardi. Le ricadute vanno oltre il gas, visto che le spedizioni di condensato potrebbero calare del 24%, il Gpl del 13%, l’elio del 14%, nafta e zolfo del 6% ciascuno.

Il Qatar è il secondo fornitore di gas naturale liquefatto dell’Italia dopo gli Stati Uniti, e il Gnl copre poco più del 30% dell’import complessivo di gas del Paese. Le forniture di marzo erano già a bordo delle navi gasiere prima dell’escalation, ma le prospettive da aprile restano incerte, anche per il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, attraverso cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di Gnl.

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