Voci fuori dal coro. Il femminismo libertario contemporaneo presentato a Lodi Liberale

0
304

Nella 352esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Voci fuori dal coro. Il femminismo libertario contemporaneo“, pubblicato da Roma 3 Press insieme a Greta Mastroianni (Dottore di ricerca in Storia delle dottrine politiche all’Università degli studi Roma 3), Giandomenica Becchio (Professore di Storia del pensiero economico all’Università di Torino) e Rosamaria Bitetti (Ricercatrice in Analisi delle politiche pubbliche alla LUISS Guido Carli).

Il Presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha introdotto la serata presentando le relatrici e spiegando il femminismo radicale proposto dall’autrice, Greta Matroianni Greco. Lo scopo è di spiegare la differenza che c’è tra il femminismo libertario e il femminismo di altro stampo. La differenza inizialmente consiste nella posizione individuale da cui parte la femminista libertaria per arrivare alle dinamiche per la conquista dei diritti, che non passa attraverso la coercizione dello Stato, ma attraverso la contrattazione delle proprie dinamiche e attraverso la rivendicazione della proprietà privata. Il testo è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Università di Roma 3 Press. L’Istituto Bruno Leoni sta inoltre presentando una selezione di piccoli saggi dedicati a pensatori liberali, dove l’autrice ha contribuito con un suo saggio.

L’autrice ha spiegato come la sua ricerca sia stata molto ricca di interesse. Ma anche di difficoltà: gli ostacoli che si sono presentati di fronte all’autrice sono stati molti. Il primo ostacolo è stato capire dove si trovavano le autrici e in che contesto il loro pensiero era maturato, per capirne i legami con le tradizioni di pensiero liberale e libertario. In secondo luogo, queste donne non erano riconosciute come esponenti del femminismo libertario; di conseguenza, il lavoro è consistito nell’approfondire le recensioni e anche nel determinare le diverse posizioni riconosciute o meno delle autrici. In sostanza il femminismo libertario non è ufficialmente riconosciuto perché sta prendendo corpo in questo secolo e le autrici non sono state mai veicolate in primis dal libertarismo, come femministe.

In terzo luogo l’autrice ha ripreso in mano le definizioni stesse del femminismo per arrivare a tirare le file del contesto e trovare dei punti di accordo e disaccordo tra loro, cercando di individuare i punti di vista esperienziali delle soggettività. In questo modo è stato possibile anche registrare il concetto del femminismo libertario attraverso il punto di vista delle esponenti stesse. Ci sono state poi altre difficoltà che hanno caratterizzato il lavoro della ricercatrice, rendendolo a maggior ragione interessante. Infine si è arrivati a capire che il concetto di femminismo è a difficoltà accettato comunemente, per cui si potrebbe dire che il femminismo libertario deve ancora costruire il proprio profilo completo e il proprio percorso.

Il perimetro della ricerca, ha detto Matroianni Greco, trova luogo ed ha casa in ciascuna delle studiose che lo rappresentano.

Il liberalismo classico è stato la culla della questione delle donne, ovvero la lotta per la parità di genere: Giandomenica Becchio è partita dunque dalle origini per capire come mai il liberalismo classico sia stata la culla del pensiero della libertà anche delle donne. Nella seconda parte dell’Ottocento questo discorso viene inglobato nelle correnti marxiste, mentre in America, si sviluppa principalmente in seno al libertarismo e all’anarco liberismo.

Gradualmente le strade si sono divise fino a che nel ‘900 si è presentato un argomento spinoso ora tipico del femminismo libertario, ovvero la libera prostituzione attraverso il mercato del sesso, nonché l’abolizione del matrimonio, che avrebbe portato al rigetto della monogamia, in quanto il matrimonio è una istituzione statale che istituisce un sistema in favore del Pater familia, questa era un’idea comune dei primi del ‘900. Anche molti maschi erano d’accordo con queste idee femministe anarchiche delle origini.

Il problema della parità di genere, attualmente, non è ancora risolto: la differenza di genere richiede di ragionare sui numeri, che non parlano di parità, ma di differenze molto grandi. Probabilmente le voci del femminismo libertario sono sempre esistite, ma non hanno mai avuto un palco.

Rosamaria Bitetti è intervenuta sostenendo prima di tutto che questo libro è un libro necessario: un libro che parla di cose diverse. Tutti coloro che hanno una posizione per parlare di argomenti che riguardano le donne hanno una posizione che si inserisce insieme a quella delle altre e il cambiamento culturale consiste nel fare qualcosa e interagire per scegliere le possibilità migliori, quelle che verranno poi scelte, anche in seno al femminismo. L’argomento del femminile, quindi, è un argomento ancora attuale.

Martina Cecco

SHARE
precedenteBeirut guarda ora a Parigi
successivoLa crescita commerciale del 2025 è stata la più rapida dal 2021
Giornalista e blogger: scrivo per Donnissima il blog in rosa. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro per un progetto sperimentale di AI che riguarda le lingue e il loro rapporto con i motori di ricerca e la SEO. Studentessa presso la Scuola di Formazione Politica, Fondazione Luigi Einaudi, percorso di Scuola di Liberalismo 2025. Esperta in merchandising e produzioni editoriali.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome