Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici

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Nella 349esima serata di Lodi Liberale, tenutasi mercoledì 18 febbraio 2026, è stato presentato il libro “Il sistema colpisce ancora. Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici”, insieme ad Alessandro Sallusti (giornalista), Luca Palamara (ex magistrato), Anna Maria Bernardini De Pace (avvocato) e Guido Camera (avvocato). La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, presidente di Lodi Liberale.

A introdurre la serata è stato il Presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, che ormai impegna gran parte del suo tempo nella divulgazione delle opere di pensiero liberale attraverso questa interessante associazione, con cui Liberalcafé collabora da 4 anni.

Le presenze della serata sono conoscenze non nuove dell’associazione, che si è espressa sulle criticità del sistema della magistratura italiana, di fronte a una sala gremita di gente. Nella pubblicazione in questione vi sono nomi e cognomi di persone che sono state oggetto di interesse giornalistico per fare chiarezza sulle questioni losche e sulle storie critiche che concernono la Magistratura italiana.

I relatori Palamara e Sallusti sono intervenuti per spiegare due delle tantissime posizioni del SI’ che raccontano chiaramente come mai in Italia una posizione di riforma della Magistratura è necessaria ed urgente.

Il referendum imminente non è stato la causa della pubblicazione di questi libri; i libri che denunciano il marcio e il problema della magistratura sono stati concepiti a prescindere dal referendum e sono specializzati in merito alla proposta di legge, dunque non sono pubblicazioni di propaganda, ma argomenti di carattere tecnico e di expertise.

Il referendum è stato attaccato e strumentalizzato in modo vergognoso, il libro cerca di rimettere la palla al centro per dare agli elettori la possibilità di esprimersi con coerenza e cognizione di causa.

In prossimità della riforma della Legge costituzionale viene sempre rievocata la data del 2019, quando sono accaduti gli eventi che tutti conosciamo. Il libro, come ha sostenuto l’autore, non è affatto un libro contro la Magistratura, ma una composizione equilibrata che racconta un fatto, che è anche una lezione vera e propria.

“Le correnti della magistratura esistono, al suo interno, sono politicamente organizzate, ci sono circa 9/10 mila persone che hanno una posizione, sinistra la prevalente, centro e destra. Ci sono quindi sia i principi di autonomia e indipendenza che l’organizzazione politica, fino a che nel 2007 con la Riforma dell’ordinamento giudiziario Berlusconi/Prodi, mutano i connotati genetici della Magistratura, che non si guarda più all’anzianità di carriera, ma al merito. In questi anni Obama è presidente degli USA a 50 anni e si inizia a ragionare su come deve funzionare la Presidenza del merito. Il criterio entra in crisi perché non si hanno più parametri di meritocrazia e ogni magistrato si ritiene di essere il più meritevole, molto difficile capire cosa succede e lì le correnti hanno la meglio, perché iniziano a prendere accordi.”

Palamara ha spiegato come mai è molto difficile gestire la questione interna alla magistratura, per questo si arriva al sorteggio, perché non va bene il parametro dell’età, quello del merito diventa uno scambio di favori, non resta che scegliere con la statistica del sorteggio, così si arriva a una posizione che è neutra per tutti, sia da parte del meccanismo correntizio che le correnti che sono soddisfatte potenzialmente a turno, non per blocco carriere.

La Giustizia ha un ruolo cruciale perché la carriera di un Magistrato non dura pochi anni, se le posizioni sono chiuse da 70 anni e francamente impedisce di avere coerenza tra le scelte politiche elettorali, fuori dalla Magistratura, nel Parlamento, con le scelte della Legge, ce influiscono sulla vita reale, dal più banale dei processi, al più importante. Non si tratta quindi di fare una battaglia per le nomine, ma una battaglia per la libertà e per il pagamento sanzionatorio se un magistrato compie un errore, quindi un sistema pulito.

Sono seguiti una serie di interventi per la discussione sull’argomento e sul libro, che hanno comportato un bel dibattito, ricco di proposte su tutti i livelli.

Martina Cecco

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Giornalista e blogger: scrivo per Donnissima il blog in rosa. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro per un progetto sperimentale di AI che riguarda le lingue e il loro rapporto con i motori di ricerca e la SEO. Studentessa presso la Scuola di Formazione Politica, Fondazione Luigi Einaudi, percorso di Scuola di Liberalismo 2025. Esperta in merchandising e produzioni editoriali.

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