Moneta e nazioni, alternative? Von Hayek in Lodi Liberale

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Il volume presentato questa sera è “La denazionalizzazione della moneta” di Friedrich August von Hayek che parla di come mai sarebbe preferibile che la moneta fosse liberalizzata e ciascun istituto o gruppo di banca dovrebbe avere il diritto di aver potere sulla sua moneta. Nel corso dei decenni la politica monetaria è stata utilizzata per finalità politiche, per portare inflazione, deflazione. Noi diamo per scontato che esistano queste situazioni inflazionarie, ma invece Hayek spiega che non è così, non necessariamente deve esistere, esiste correlatamente alle politiche monetarie degli stati.

Il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha introdotto la serata spiegando che cosa era il “Movimento per la moneta libera” e come mai questo tema, molto stimolante, è di estrema attualità e resta sempre di estrema attualità.

Durante la serata sono intervenuti:

📚 Salvatore Nisticò – Professore di Economia politica all’Università La Sapienza di Roma;
📚 Pierpaolo Benigno – Professore di Macroeconomia monetaria all’Università di Berna;
📚 Angelo Maria Petroni – Professore di Logica e Filosofia della scienza all’Università La Sapienza di Roma.

“La moneta attualmente è sempre messa a repentaglio da diverse scelte politiche anche internazionali.”

Il primo ospite a intervenire è stato il dottor Angelo Maria Petroni che ha spiegato come la sua esperienza di studi lo ha portato a scrivere la prefazione a questo libro, su richiesta del professor Francesco Forte, che voleva un parere di un filosofo e di un logico, per parlare di fondamenti economici, non propriamente di economia. Questo libro, infatti, non affronta una questione tecnica, ma affronta la questione della moneta come pezzo fondamentale per l’ordine sociale.”

“Le banche non sono nate come nazionali, sono nate come singole banche, la Federazione delle Banche, la Banca d’italia, ecc. sono nate dopo, in alcuni casi sono creature recenti come la FED.” La stessa creazione dell’euro non è una scommessa di uno Stato o di un gruppo di stati, è un’idea di un economico di Friedmann per la precisione. Le banche di Hayek hanno una personalità giuridica sono private e non appartengono allo Stato.

“Alla fine per i liberali quello che mantiene il centro del sistema nell’apertura dei mercati è la concorrenza. Hayek sostiene che ciascun ente bancario dovrebbe stabilire la sua moneta, dove il governo accetta il tasso dei cambi. In realtà, in seguito, Hayek stabilisce che ci debba essere un paniere di beni che viene usato come parametro per la valutazione della moneta. Probabilmente in questo modo cercando di correggere il tiro alla Mont Pelerin Society.”

Attualmente si parla spesso di Cryptovalute e di moneta virtuale. Attualmente un dipendente non ha ancora la possibilità di essere retribuito in Bitcoin, ad esempio. Il concetto della concorrenza della moneta è poco appetibile nel comune sentire, mentre la moneta è nata come valuta di cambio, come valuta variabile.

Il professor Pierpaolo Benigno è intervenuto per parlare del contesto storico in cui viene scritto questo libro: esso è stato scritto quando la moneta cartacea poteva essere ancora cambiata in oro nel suo controvalore.

Gli accordi di Bretton Woods sono un insieme di regole economiche internazionali stipulate nel 1944 tra i principali paesi industrializzati. Questi accordi sono stati il risultato di trattative tenutesi in New Hampshire, e hanno stabilito un sistema monetario internazionale basato sul dollaro e su cambi fissi tra le monete. Gli accordi di Bretton Woods sono stati operativi per circa un trentennio, fino al 1971, quando sono stati sostituiti dallo Smithsonian Agreement. Attualmente il cambio viene dato solamente tra monete e non per il valore intrinseco. La moneta ha un costo materiale, ma questo non corrisponde al suo valore di cambio.

Hayek pensava che l’individuo per sua natura è portato a desiderare il sistema che ha una certa stabilità monetaria, ma il cliente dovrebbe avere il diritto di scegliere la sua moneta. Friedmann era dalla parte opposta della questione, estremamente liberale, ma in ambito monetario aveva una posizione governativa, seppur sottolineando sempre i fallimenti dei governi. I due studiosi erano vicini su talune posizioni, ma sulla moneta, no.

“Le monete intrinseche avevano un costo molto elevato, sia per il peso materiale di trasporto, che per la realizzazione, etc.. per questo motivo si sono create delle monete leggere che potessero rappresentare la moneta di metallo. Ad ogni modo la moneta cartacea ha un costo del tutto inferiore alla moneta aurea o d’argento, etc.. tuttavia i pagamenti non possono essere garantiti se non da un ente terzo che sia estraneo ai vantaggi di fronde. I governi per questo sono a garanzia del valore della moneta – ha detto Pierpaolo Benigno – insieme alle politiche monetarie.”

“Il Bitcoin è una valuta di uso limitato che rientra esattamente nelle regole monetarie delle altre valute, che si sta sviluppando entro un limite fisso che si presume sarà raggiunto tra una decina di anni, circa. Non è un valore come era pensato da Hayek, che vedeva un processo ciclico della crescita della moneta per mantenere il potere di acquisto. Il Bitcoin invece sta lentamente diffondendosi e potrebbe essere deflazionistico, nel momento della sua massima diffusione. La questione da capire è se questa moneta può essere adottata oppure, no.”

Il professor Salvatore Nistico ha sottolineato la non opportunità di mescolare la visione hayekiana con la moderna natura dei Bitcoin, questo porta a un errore generico di mescolare una moneta di politica monetaria, con una moneta di libero scambio. Ha quindi cercato di chiarire che la proposta di Hayek è legata al contesto del suo tempo, fortemente necessitato di trovare la chiave per la stabilità monetaria, per le società, ma anche di regole per la salute effettiva degli enti emittenti, ovvero i proprietari della moneta. Il punto centrale della visione di Hayek resta sempre la costanza nel valore di una moneta.

In comune con Hayek, nella natura del Bitcoin, vi sono però alcuni aspetti che possono essere interessanti: la concorrenza verso tutte le altre monete esistenti prima di tutto, e la natura privata del proprietario emittente.

“L’idea del Bitcoin però era legata prevalentemente alla non tracciabilità delle transazioni, alla non controllabilità da parte dei governi, a un’idea di futura capitalizzazione. Un investimento a lungo termine.”

Gli Stati Uniti, la Bulgaria, la Cina e il Regno Unito sono tra i principali detentori di Bitcoin, con una detenzione che varia in base a sequestri legati a operazioni illecite. La Germania ha recentemente venduto 50.000 Bitcoin confiscati, seguono il Regno Unito e il Royal Group degli Emirati Arabi Uniti.

MC

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