Mi trovo ogni tanto a riflettere, anche di sabato sera, sulla nostra situazione attuale nel mondo: ho la fortuna di non essere una Millennials, ho visto molte cose, a mezza strada della mia vita ho potuto vedere questo nostro povero mondo alternare fasi di distensione a fasi di repressione.
Quello che però è cambiato, da quando internet ci porta in casa di tutto e di più, è il nostro metro di valutazione, che si dimostra debole e inficiato dai nostri bias congitivi. Siamo in prima linea per difendere certi principi, non diciamo niente o ben poco, quando in gioco ci sono questioni che non sentiamo come nostre. Normale, umanamente parlando, meno legittimo se a farlo sono anche i politici.
Noi siamo attualmente in mezzo a una enorme e tragica crisi internazionale, dove uno dei paesi più importanti di tutto, l’ex Unione Sovietica di Putin, è stata così determinata da farsi completamente isolare dalla pubblica piazza, conducendo una politica davvero di altri tempi, zarista, che non lascia nessun dubbio: non ci saranno trattative. L’occidente non ci ha messo molto: dividere la cittadinanza oscurando i siti internet, spegnendo i server, così possiamo raccontare le balle, da entrambe le parti. Regola numero uno censura della pubblica opinione e ignoranza della plebe.
Dall’altra il secondo paese più importante del mondo, ha preso una svolta conservatrice e illiberale, parlo degli States, che non sono la controparte dell’Europa, hanno alzato un muro, che ci separa economicamente, politicamente e anche culturalmente. L’America di Trump è malata, ha i conti per aria, ci sono problemi e non ci saranno novità in arrivo, per salvarsi si è chiusa nel suo guscio, combattendo contro tutti, specialmente con i dazi e con la polizia anti migrazioni. Al minimo storico per gradimento, attaccata paradossalmente da tutti, democratici e dittatori. Tutti contro Trump, che comunque se ne sbatte altamente i papaveri.
Siamo in una situazione completamente distopica: sono tempi in cui dire “cazzo” su Facebook può costare la censura, mandare a quel paese qualcuno diventa impossibile per la lesa maestà, ma sparare in testa giustiziando un cittadino americano è considerato legittimo, se a farlo è un ICE. Questa è la situazione, comica nella sua tragicità.
Nel frattempo, dall’altra parte, a oriente, in Iran, si lanciano super bombe per salvare l’Europa e Israele da un attacco atomico da parte della dittatura iraniana di Khomeini, mentre lo stesso dittatore può giustiziare oltre 10 mila persone, colpevoli di aver manifestato contro il regime. Il doppiopesismo dell’Occidente porta a non dire una parola, perché l’Heritage che abbiamo è di leccaculo.
Ora, senza offendere nessuno, che leccare l’ano è comunque un lavoro duro: sarebbe il momento di riempire le piazze per i giovani e le donne iraniane, l’unica VERA forma di RESISTENZA oggi al mondo, insieme a Taiwan. NO. Zero. Gaza, battaglia persa ma tragicamente scheduled nella carta dei valori dei cattocomunisti, porta a simpatizzare per quelli che si fanno saltare in aria, i terroristi di Hamas, che sono cattivi e che quindi sono sicuramente forti contro Israele e no, non è solo antisemitismo, è proprio banale politica da banchi di scuola superiore.
Per l’Iran non si è mossa una piazza, il pericolo dittature non viene MAI percepito dall’Occidente. Non si vede la pericolosità di reprimere l’opinione che è la base della democrazia e della società. Si vede solo il concetto della terra: se un nemico invade un territorio allora va combattuto, se schiaccia i cervelli non importa. E’ incredibile come l’essere umano, volenti o nolenti, sia vincolato dalla sua natura di scimmia e veda solo il territorio, trascurando completamente il pensiero, che è alla base della civiltà. Le idee possono essere combattute, ma guai se si entra in una nazione straniera.
Va bene, vi accettiamo, ma almeno siete in grado di vedere che vi è un doppiopesismo? Se non sono in gioco petrolio, dollari, voti, nessuno rischia le chiappe per gli altri, non importa se intanto muoiono, se sono ammazzati come bestie in tempo di peste. Non importa, perché sono questioni interne, se si sta sul proprio territorio non succede niente.
Certo però, che schifo. Come i cani difendiamo l’osso, mentre gli esseri umani in genere difendono principalmente il diritto di opinione. Non so se siamo regrediti perché siamo stati indeboliti dalle difficoltà, oppure se siamo regrediti perché non riusciamo più a distinguere il bene dal male. In entrambi i casi non capisco come mai non ci sia un risveglio..
Martina Cecco











