Lunedì 26 gennaio si è tenuto su zoom il webinar per la presentazione del libro: Fede nella libertà di Thomas Szasz. Ospiti della serata Roberto Festa, già Professore di Logica e Filosofia della scienza dell’Università degli Studi di Trieste; Mario Spoltore, Coordinatore di Students for Liberty per il Lazio; Riccardo Varveri, Ricercatore di Economia e Scienze comportamentali all’ Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Lorenzo Maggi – Presidente di Lodi Liberale ha coordinato la serata.
“Il testo nasce da una serie di incontri e di confronti tra relatori, che si sono incontrati e hanno collaborato a diverse attività che hanno toccato l’Istituto Bruno Leoni e che hanno rilanciato molte tematiche e argomenti che sono stati poi ripensati alla luce degli interessi della casa editrice Rubbettino.”
La serata è stata molto stimolante, perché ha affrontato argomenti molto diversi dal solito. Il primo relatore a intervenire è stato Mario Spoltore con una presentazione realizzata per Student for Liberty: il giovane ha parlato di molti argomenti interessanti che riguardano la libertà delle persone, a partire da quella sociale a quella sanitaria, quella educativa, quella politica. La libertà parte dal profondo, nel riconoscimento dell’individualismo e dei diritti della singola persona. Il punto centrale della questione è stato affrontato sull’argomento della SALUTE MENTALE e dei diritti che da questa ne discendono. L’argomento è molto complesso e di seguito vi invito a visionare personalmente la presentazione curata dall’esperto.
<iframe src=”https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Flodiliberale%2Fvideos%2F909062178597176%2F&show_text=false&width=560&t=0″ width=”560″ height=”314″ style=”border:none;overflow:hidden” scrolling=”no” frameborder=”0″ allowfullscreen=”true” allow=”autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share” allowFullScreen=”true”></iframe>
Responsabilità individuale, Dichiarazioni anticipate di trattamento (PAD), La grande dissoluzione, cioè un cambiamento enorme che riguarda prevalentemente il cambiamento introdotto grazie alla neuropsichiatria, non alla psichiatria in sé. Quanto un paziente che sta male è davvero consapevole e chi è il responsabile nello stato di malattia del paziente?
Il professor Roberto Festa è intervenuto dopo l’argomento di Spoltore, spiegando la natura di questo libro e la sua impostazione fortemente libertaria, prevalentemente incentrata su argomenti come formazione, scuola, salute e fine vita. La morte suicida a 92 anni di un autore dovrebbe spiegare la sottile differenza tra chi compie atti senza cognizione di causa e chi compie atti con ponderazione e decisione. Nonostante sia molto difficile parlare di chi si toglie la vita, per quel che rimane dopo ai sopravvissuti, vale la pena argomentare. Possiamo decidere se curarsi o no? Il cliente e il professionista in psichiatria sono sempre trattati alla pari? Ci sono delle zone grigie in cui la psichiatria e la neuropsichiatria possono aiutarsi?
I trattamenti farmacologici e psichiatrici o i TSO sono spesso stati visti come d’ufficio, ovvero di difficile opposizione, ma le cose stanno davvero in questo modo oppure il paziente deve aver diritto di scegliere? Chi è responsabile se materialmente il paziente che non si cura prende delle strade che possono essere pericolose per sé? E se compiono atti a danni di terzi? Il libro cerca di esplorare queste difficili situazioni che sono, comunque, all’ordine del giorno.
Riccardo Varveri infine ha chiuso la serata per argomentare sulla malattia mentale, cercando di fare il focus innanzitutto su cosa possa essere definito come materia della malattia mentale: il paziente non si trova chiaramente sempre di fronte a delle malattie facilmente diagnosticabili, ma il fatto che i danni neurologici siano apparentemente invisibili e che spesso ancora non si conoscano bene, non significa che non esistano e non significa che non ci possano essere degli errori di diagnosi che dipendono magari proprio dal fatto che non arriviamo a definire i singoli casi.
Le richieste dei pazienti, in questo senso, sono sempre di più, così ci si trova a dover rispondere alle domande più disparate e a dover affrontare questioni che fino a ieri non esistevano nemmeno.
A fine serata è intervenuta per parlare la dott.ssa Cinzia Caporale che ha preso parola per ringraziare i relatori e per fare chiarimento su alcuni punti, che le sono rimasti molto a cuore. Principalmente per distinguere il liberalismo dal relativismo, cioè per evitare che il liberale sia riconosciuto come persona che non ha valori, mentre i liberali hanno dei valori, ma li declinano sulle persone e sui diritti alla libertà, dove lo Stato si accorda eventualmente come cornice.
Martina Cecco












