Montaigne: Ogni nostra azione ha delle conseguenze sugli altri

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Secondo Montaigne non esiste nessuna trasparenza e nessuna perfetta buona fede nei rapporti economici e personali tra gli esseri umani: ogni scelta ha profitti e perdite e i profitti nelle relazioni umane nascono da un essere in grado di prendere qualcosa: non solo le persone ma anche “la natura non viene meno alla sua universale economia, visto che i fisici ritengono che ogni cosa nasca, si nutra e cresca grazie alla corruzione e alla morte d’un’altra” scrive Montaigne.

Se tutto nasce, cresce, muore e la vita da esso riparte, sono le persone con il loro sapere a voler mantenere alto il livello dell’argomento: ogni profitto nasce da un bisogno, in un ipotetico universo di perfezione dove nessuno avesse bisogno di nulla, non ci sarebbe guadagno. Ma quanto siamo disposti a dare per essere in credito di niente?

Se questo è vero, cioè che ogni guadagno è una perdita per qualcun altro, allora la forma più pericolosa di unione tra persone è lo Stato: lo Stato indebita gli individui con scelte opinabili e li rende prigionieri di debiti che non hanno mai scelto.

In questo modo, dunque, ognuno dovrebbe essere libero di compiere le proprie scelte, specialmente politiche ed economiche, in un sano individualismo, pagando solo quello che consuma e non pagando per gli altri.

Da queste sue considerazioni che partono da un forte scetticismo, Montaigne arriva a scrivere la Teoria dell’Influenza sociale. Il filosofo aveva un’educazione liberale e metteva sempre tutto in discussione, una tendenza che acquisì grande popolarità in Europa ma che solo Montaigne, grazie alla parresìa, ha praticato nel modo corretto, cioè secondo la corrente filosofica dello scetticismo.

Qualsiasi scelta facciamo, nella vita, come il battito della farfalla, arriviamo a influenzare gli altri e attuare dei cambiamenti in favore o in sfavore.

Quindi, per non arrecare danno, siamo tenuti a vivere in modo semplice: qualsiasi miglioria o atteggiamento più amplificato, avrà un audience, che turberà la nostra quiete. La nostra fama influenzerà gli altri e noi impareremo subito come fare per avere di
più (o di meno a seconda del carattere).

Martina Cecco

Fonti: Montaigne. Saggi (Classici Vol. 353) (p.22 e seg). REA Multimedia. Edizione del Kindle.

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