Capitalismo di Guerra a Lodi Liberale si parla di conflitto globale permanente

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Nella 343esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne)”, pubblicato da Fuoriscena Libri, insieme a Alberto Saravalle (Professore di Diritto dell’Unione Europea all’Università di Padova), Carlo Stagnaro (Direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni) e Roberto Brazzale (Imprenditore).

Il libro in questione è molto attuale e negli otto mesi da quando è stato pubblicato questo libro, la situazione è ulteriormente peggiorata.

Il libro Capitalismo di guerra parla di un mix di politiche interne ed esterne, con un sempre crescente capitalismo di Stato, una sempre più evidente posizione di controllo politico, insieme a una serie di politiche economiche verso l’estero molto ostili, che non mirano a proteggere le proprie imprese, ma anche a danneggiare quelli che sono percepiti come concorrenti strategici.

Questo libro, è un grido d’allarme. Alberto Serravalle ha quindi passato il testimone al secondo autore, Carlo Stagnaro.

Stagnaro ha cominciato a parlare di geopolitica partendo dagli equilibri che si erano stabiliti con la Guerra fredda. Ha cercato di raccontare come mai il commercio fosse lentamente diventato il modo per far diventare interdipendenti i paesi, ovvero più sono gli interessi in comune e meno sono le probabilità che si violino le regole di contratto e gli interessi.

La pace raggiunta con gli scambi e gli accordi economici si è arrivati a una enorme crescita economica, figlia dell’interdipendenza dei mercati che si specializzano e assumono una dimensione sempre maggiore.

La pace e il progresso quindi sono direttamente proporzionali. Dunque l’interdipendenza, che è alla base di entrambi, è una risposta per il perfezionamento dei mercati: le persone, però, recentemente, si sono impaludate nel problema del mercato circolare a crescita zero, nella convinzione che l’uguaglianza si ottenga con la redistribuzione, che le misure sovranazionali come i dazi servano per tornare ad essere ognuno indipendente, cioè non specializzandosi ma generalizzando.

Il libro pone la questione di un contro cambiamento culturale.

L’imprenditore Roberto Brazzale è intervenuto per parlare delle comunità d’impresa nel periodo contemporaneo: Stato e Istituzioni sono molto distanti dalla concretezza delle comunità di persone, perciò l’astrazione genera pulsioni delle più diverse. Ogni persona porta con sé il proprio percorso e quello della sua terra: ciò significa che è impossibile per un’entità astratta portare le istanze dei singoli in modo significativo.

Attualmente, dopo 35 anni di contratti economici nella globalizzazione, il mondo, composto da miliardi di persone, è intercorrelato, e i tre blocchi Orientale, Occidentale e Cinese sono uniti, ma tuttavia la disillusione di vederli dividersi via via sempre di più è un dato di fatto.

In questo testo – ha detto Brazzale – il ritorno del Sovranismo è un segno perché qualcosa non funziona. In Europa, in particolare, il problema è la situazione burocratica e amministrativa.

La problematica dell’Europa attuale è che il lobbismo sta bloccando la contestazione delle scelte politiche, che spesso non vogliono essere messe in discussione: questo significa che chiudendo le tensioni, finiranno per esplodere, quando non si potranno più tamponare gli errori.

Martina Cecco

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