La Vignetta del Charlie Hebdo di Salch sulla disgrazia di Crans Montana non è molto distante dalla realtà: richiamandosi a un famoso film commedia francese (La comédie de lanée) del 1979 “Les Bronzés font du ski” dove si parlava di 8 turisti in vacanza francese, che incontrano solamente inconvenienti, non fa del dissing, ma della satira che scava assolutamente a piene mani nel realismo.
Una stupida notte di fuoco, assolutamente evitabile, ha tolto la vita a oltre 40 persone, della maggior parte ragazzini.
Stupida: perché il male è stupido, accade di colpo, quando sei all’apice della gioia. Evitabile perché un qualsiasi gestore di buonsenso con una platea di minorenni non avrebbe insistito oltre sull’alcool e avrebbe tagliato corto.

Un realismo che è invece un dolce omaggio: i ragazzini sono morti in un gravissimo incendio e adesso possono godersi la vacanza sulla neve per sempre, se la meritano.
Ma anche al rovescio della medaglia, se la tragedia non fosse accaduta e la festa con minorenni imbevuti nell’alcol fosse proseguita nel migliore dei modi, quanti di quelli che adesso attaccano tutti, dal comune ai gestori, dai preposti alle autorità, avrebbero mai fatto denuncia contro Le Constellation?
Coloro che si sono costituiti ora parte lesa, perché hanno perso i loro figli, conoscevano il locale? Lo avevano visto prima di mandarci i figli? Avrebbero sporto denuncia per una congestione di minorenni oltre il numero consentito, per il ballo organizzato in un bar, per le porte di sicurezza chiuse a chiave e per la presenza di fiamme libere in un ambiente non adeguatamente protetto da estintori, impianti antincendio e pannelli ignifughi?
Non possiamo saperlo, perché fino al 31.12.2025 non si era alzata una voce per far sospettare che qualcosa non andasse bene, tranne qualche perplessità per le migliorie continue, nessuno aveva mai denunciato nulla, eppure le foto erano tutte su facebook, i video anche.
E allora ecco il perché della satira, perché la commedia non è certo la morte di giovani innocenti, ma lo show che è andato avanti per anni, accogliendo giovani ragazzi sulla neve a fare sport e poi la sera.. tutto ci si gioca per una bottiglia di Dom Perignon con uno sparkle.
Questa è la commedia della neve, pur non volendo pensare che dietro ci sia ben altro, perché al momento quel che è certo è che nella concitazione parrebbe che l’unica persona da salvare dovesse essere la cassa con il denaro dei paganti.
Chissà quanta neve serve per fare i contanti.
Quindi, why not? Ben ha fatto Charlie Hebdo a pubblicare un disegno in cui Crans Montana si è presa una bella scottatura, è brulè per lo meno per l’immagine che ne ha dato, perché a questo punto è mai possibile che nemmeno il comune svizzero avesse mai fatto caso che la sera quel posto era pieno di ragazzi e faceva dei numeri sopra la media?
Suvvia, moralisti, poche anime sulla montagna e una marea di gente che conosceva centimetro per centimetro quella piccola stube che era così ambita da essere arrivata a percepirsi come una discoteca. E intanto si scia, pur anche se ustionati. Martina Cecco











