Gaetano Martino, se n’è parlato a Lodi Liberale

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Nella serata del 29 dicembre è stato presentato on line, presso l’associazione Lodi Liberale, il libro “Gaetano Martino (1900–1967)” una pubblicazione commentata e recensita dai signori
📚 Marcello Saija – Professore di Storia delle istituzioni politiche, Università degli Studi di Palermo;
📚 Alberta Martino – Ingegnere gestionale e nipote di Antonio Martino;
📚 Daniele Pasquinucci – Professore di Storia delle relazioni internazionali, Università di Siena.

La serata, come di consueto, ultima dell’anno, è stata coordinata dal dott. Lorenzo Maggi, presidente dell’Associazione Lodi Liberale. Come di consueto si è sottolineata l’importanza di valorizzare il pensiero liberale nelle sue forme e nelle sue dinamiche, come fondamento culturale dell’occidente libro.

Il politico di cui si parla in questo webinar è un gigante politico, che si è speso con i liberali a tutti i livelli_ sociale, politico, accademico, giuridico, ben oltre le competenze professionali e politiche di uomo di scienza.

MARTINO E LA CULTURA POLITICA LIBERALE

Il professor Marcello Saija ha introdotto la serata parlando di come Gaetano Martino abbia rifiutato la tessera fascista, nonostante i suoi amici lo fossero e nonostante molti pensassero che il fascismo della Marcia su Roma avrebbe portato alla culminazione del Rinascimento.

“Gaetano Martino a 22 anni fece delle affermazioni ferme per rinnegare queste dinamiche e nel 1938 si riunisce con il Console inglese per fermare le Leggi razziali, nonostante Almirante fosse contro di lui in opposizione.”

Il professore ha spiegato come mai la Conferenza di Messina abbia assunto un’importanza così grande, in quel momento, considerato che fu organizzata in Italia e che lì confluirono tutti i politici più influenti di Europa.

“Il fascismo fu una catastrofe per Messina, molto più grande del terremoto del 1908, quello che rimase dell’espressione del liberalismo, del periodo precedente, fu Gaetano Martino.”

La nipote di Gaetano Martino, Alberta, ha ringraziato quanti si sono prodigati di raccogliere le testimonianze e di promuovere l’attività diplomatica e politica del nonno. Sono state quindi condivise diverse foto che appartenevano alla sfera privata di Gaetano Martino, dall’università al matrimonio, con Einaudi, con i membri della NATO, alla Conferenza di Messina, in Parlamento. Sono diversi gli aneddoti e le testimonianze dirette che la nipote ha fatto per raccontare di che temperamento fosse il suo nonno.

A DIFESA DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA

Il professor Daniele Pasquinucci ha parlato della storia politica dell’Italia, laddove Gaetano Martino è stato un importantissimo punto di riferimento per il processo di sviluppo della social democrazia italiana in Europa. Le sue esperienze all’estero, in Inghilterra, in Germania, in Paraguay, lo hanno portato ad essere uno dei protagonisti dell’integrazione europea.

“Nel suo ruolo di Ministro degli Esteri ha contribuito moltissimo a diverse questioni oltre che a quella dell’integrazione con l’Unione europea. Si occupò anche della dimensione nazionale della politica, con il Ministro dell’Istruzione, con i Ministri dell’economia e come Presidente dell’assemblea parlamentare europea.”

Sia prima che dopo l’esperienza fascista, sia in vista della guerra fredda, era capace di superare il nazionalismo chiuso, dimostrando di appartenere alla comunità internazionale, tenendo conto delle esigenze.

MARTINA CECCO

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