L’evento “LINGUE, ARTI, (R)ESISTENZE”, tenutosi a FICO D’INDIA, Viale Poetto, Cagliari, il 3 ottobre 2025, è andato ben oltre la semplice rassegna culturale. È stato un potente momento di intersezionalità e consapevolezza, organizzato dall’Associazione Sarda Rom e Sinti all’interno del Progetto PN METRO Plus, con il supporto di partner chiave come il Comune di Cagliari, la Fondazione Caritas San Saturnino e la Cooperativa Sociale Il Gabbiano.
La serata si è proposta di unire due culture minoritarie — la sarda e la romanì — attraverso la musica, la poesia e la discussione, in un’ottica che celebra la diversità linguistica come forma di sopravvivenza e libertà.
I. Il Contesto e la Lode alla (R)esistenza
Fin dall’inizio, l’evento ha chiarito i suoi obiettivi, in particolare la lotta all’Antiziganismo, descritto come “quel fenomeno di odio e razzismo nei confronti dei Rom” che in Italia raggiunge percentuali impressionanti (si è citato un dato dell’83%). La serata si è configurata quindi come un atto di sensibilizzazione e un lavoro di rete, mirando all’inclusione lavorativa e scolastica e all’accesso ai servizi territoriali.
La scelta di accostare la lingua sarda (una lingua minoritaria riconosciuta e tutelata) e la lingua romanì (che, pur essendo tra le lingue minoritarie più parlate in Europa, spesso manca di tutela sul territorio nazionale) è stata particolarmente significativa. Come sottolineato dagli organizzatori, l’unione di queste due culture, distinte ma accomunate dal bisogno di riconoscimento e tutela, ha creato una base emotiva e intellettuale per la discussione. L’arte e la storicità linguistica sono state invocate come ponti capaci di unire e dare voce a istanze altrimenti isolate.
Il Cuore dell’Evento: Storia, Identità e Poesia

La parte centrale della serata è stata un denso intreccio di testimonianze, storia e performance artistiche, che ha tenuto vivo il dibattito “Discutono di lingue minoritarie” con gli attivisti Michele Atzori (sardo) e Seo Cizmic (romani), direttore di Romano Kher.
La Lingua come Passaporto e Storia Viva
L’intervento di Seo Cizmic sulla lingua Romanì è stato particolarmente potente. Partendo da un saluto augurale, “Salute e Libertà” (perché la salute è essenziale e la libertà è stata storicamente negata), ha ricostruito la storia migratoria del popolo Rom:
- Radici: La lingua Romanès, parlata da milioni di Rom nel continente, rivela l’origine indiana del popolo (derivando dal Practico, un dialetto del Sanscrito) e testimonia le successive migrazioni e contaminazioni lessicali (Armeno, Turco, Greco, specialmente per i numeri dal sette al dieci).
- Identità: Cizmic ha enfatizzato che la lingua Romanì è un testimone vivo della storia Rom, che “fa connettere il presente e il passato immediato.” L’ha definita “il nostro passaporto” e lo strumento per “aprire porte” tra Rom di diversi gruppi, un elemento identitario fondamentale in un popolo che ha subito proibizioni linguistiche storiche (citando le prime leggi in Spagna del 1499).
Poesia e Musica: Le Voci di (R)esistenza

Il passaggio dalla discussione all’arte ha offerto un cambio di registro emotivo. Le Poesie, tra Sardo e Romanì, recitate da Carlos Hadzovic (poeta e attore rom nonché nipote del grande poeta Rasim) e Paolo Zedda, hanno incarnato il tema dell’interculturalità. Le loro voci, unendo il dukh (il dolore) della diaspora e la resilienza insulare, hanno trasformato le parole in un vero atto di resistenza culturale.
Il culmine artistico è arrivato con il RAP DAL VIVO di Su Dotori e Kalò. Il rap, come forma d’arte urbana e politica, ha fornito il veicolo perfetto per esprimere le istanze di inclusione, precariato sociale e la lotta contro il pregiudizio, chiudendo il cerchio tra la critica storica e la realtà contemporanea.
Conclusione: L’Eredità della Serata
L’evento “LINGUE, ARTI, (R)ESISTENZE” è riuscito nell’intento di utilizzare la cultura come strumento di attivismo. Non si è trattato solo di celebrare le lingue minoritarie, ma di usarle come lente per comprendere la precarietaˋ sociale e l’odio, elementi che minano la dignità e la libertà. L’accostamento della storia Rom, fatta di migrazione e genocidio linguistico, con le istanze della Sardegna ha rafforzato il messaggio che la tutela delle minoranze è un valore universale e un dovere civico. La speranza, sottesa a ogni dibattito e a ogni verso poetico, è che la “Salute e Libertà” diventi la realtà per tutti.













