Benjamin Tucker è argomento centrale a Lodi Liberale

0
362

Nella 326esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Benjamin Tucker “Libertà individuale. Scritti scelti”, pubblicato da Ortica Editrice, insieme a Paolo Luca Bernardini (Professore di Storia moderna all’Università degli Studi dell’Insubria), Roberta Modugno (Professore di Storia delle dottrine politiche all’Università Roma TRE), Pietro Adamo (Professore di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino) e Nicola Iannello (Giornalista e Fellow dell’Istituto Bruno Leoni).

“Non ci dovrebbero essere ingerenze dello Stato nella vita privata. Questo testo racchiude la maggior parte dei contributi giornalistici dell’autore.”

“Questa è un’antologia che è più allargata rispetto a quella del 1926, perché ha una serie di integrazioni da parte del curatore. Offre a distanza di molto tempo dalla morte dell’autore, circa 90 anni, un’opera abbastanza comprensiva. Ma di contro non c’è una storicizzazione attualizzata, perché la Bibliografia è identica alla precedente.” Il prof. Paolo Luca Bernardini ha introdotto la serata spiegando che il curatore era un intellettuale contrario al mainstream, uno studioso di livello molto alto.

“Fu sospeso dall’Università di Bologna perché si oppose apertamente al Green Pass durante la pandemia. Riscoprire Benjamin Tucker è bello non solo per riscoprire il pensiero anarchico di sinistra, ma perché apre una bellissima galassia del pensiero politico americano nel primo periodo in cui l’America si affaccia al mondo.”

“Da una parte vi è il concetto di anti-statalismo, ma di fatto, come il suo maestro Pierre-Joseph Proudhon non affronta la questione della proprietà, il suo maestro la concepiva come un furto. Le premesse sono fortemente anarchiche e libertarie, ma la concezione della proprietà e dell’individuo non emerge. Critica la dimensione capitalistica dello stato, che a suo parere va a scapito della classe lavoratrice, cioè critica il socialismo di stato.”

“L’autore è un anarchico individualista del XIX secolo. La concezione di anarchismo va divisa tra l’anarchismo comunitario e l’anarchismo individualista. Tradusse autori anarchici individualisti.” Secondo la prof.ssa Roberta Modugno si avvicinò di più all’anarchismo individualista, pur non appartenendo agli anarco-capitalisti; è annoverata nella tradizione che lo precede, tuttavia.

“Collocherei quindi Benjamin Tucker nel solco dell’anarchismo individualista: trovo che ci siano degli spunti di enorme attualità, parla (come Rand) della resistenza passiva, come reagire e resistere al governo senza la violenza e la ribellione, ma semplicemente ignorando lo Stato, non pagando le tasse e non obbedendo. Una vera rivoluzione, smettere di obbedire.”

“Attualmente il tema del controllo è molto attuale, lo Stato ha mille modi per controllarci, siamo indottrinati, attraverso l’istruzione pubblica e privata, siamo tracciati, c’è un controllo anche sui nostri corpi a mezzo della salute, ad esempio. Uno dei recenti esempi è la sugar tax. Ci sono molti spunti di riflessione legati alla contemporaneità. Un altro esempio è quello dei dazi, cioè quelli che l’autore definisce come usura dello spreco, quando il lavoratore si ripresenta sul mercato come consumatore. Un ulteriore esempio è la mancanza di responsabilità politica che inizia con fare debito, utilizzando le tasse per rientrarlo.”

Il presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha estratto alcune citazioni dal libro per dimostrare la varietà del suo pensiero e la ricchezza del suo contributo.

Il professor Nicola Iannello ritiene che in questo libro l’introduzione sia completamente inutile, perché l’autore non viene né presentato né contestualizzato, motivo per cui il libro cade senza una presentazione al pubblico italiano.

“Si deve tuttavia riconoscere il coraggio dell’editore per aver pubblicato questo libro. Vi erano state alcune pubblicazioni precedenti, tra cui quelle curate da Alberto Mingardi.”

“Egli è un socialista anarchico, ma anche contestualmente un individualista, a seconda di cosa puntiamo, troviamo assonanza con le relative progenie. I nemici di Tucker sono abbastanza chiari, ovvero il capitalismo sociale e il socialismo di stato.”

“La libertà è la madre dell’ordine sociale e non il contrario. Lo Stato è la madre della violenza.” Pensava l’autore. Questo potrebbe essere un buon spunto di riflessione.

“Non c’è però l’idea che una volta abbattuti la proprietà privata e lo stato, l’uomo nuovo potrebbe angelicarsi: non dice quindi mai che vi sarà un uomo diverso, pacifico e quindi è lontano anni luce dall’anarchismo tradizionale. Pensava che il mercato e la concorrenza fossero i nemici delle quattro limitazioni statuali (Denaro, terra, dazi e monopoli). Similmente a Menger ritiene che Adam Smith abbia preteorizzato il valore lavoro, la chiave principale del marxismo.”

Anarchismo e Nonarchismo

Pietro Adamo ha fatto una disamina sul senso comune che viene allocato sul termine anarchia, facendo un confronto tra Europa, Italia e Stati Uniti. La tradizione statunitense è molto diversa dalla nostra. Gli americani scoprono alcuni concetti di anarchismo nel momento in cui si trovano a dover fare delle scelte nella vita personale, una cosa che accade molto raramente in Italia: in Europa si parla di anarchismo sperimentalista e le idee che arrivano oltreoceano arrivano in modo naturale. Di contro vi sono delle discontinuità con la tradizione ottocentesca.

“In un postscritto originale nel primo testo, troviamo scritto che seguendo Tucker e abolendo i monopoli si arriva a una società socialista. È interessante che il postscritto venga pubblicato perché serve per contestualizzare culturalmente i termini e le parole che vengono usate per dare delle definizioni alle parti politiche.”

Il professor Paolo Luca Bernardini ha spiegato che Tucker non fu un economista e nemmeno un politologo sistematico. La professoressa Modugno ha ribadito che la continuità sottolineata da Rothbard per strizzare l’occhio alla New Left, a suo avviso, fu più che altro dovuta al fatto che voleva trovare delle radici storiche e delle tradizioni storiche antecedenti a cui agganciare la sua teoria.

Martina Cecco

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome