Festival Supernova a 5 km da Gaza: Hamas lo scoprì per caso e la IDF non aveva rinforzato il presidio

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Il Comandante in questione non lavora più per la IDF, troppe le questioni che sono all’ordine del giorno, prima fra tutte che la location del Festival Nova era stata scelta a casaccio, negli ultimi giorni, visto che la destinazione precedente era stata negata. Nessuno, nemmeno Hamas, era a conoscenza di questo evento, tanto che i miliziani sono arrivati da lontano e non direttamente dalla Striscia di Gaza, l’evento non era ben presidiato e quindi è stato un attimo tra 4 mila persone, fare un eccidio.

La mattina del 7 ottobre 2023, l’attacco terroristico peggiore del secolo attuale segnò non solo la storia recente di Israele, ma anche la gestione della sicurezza da parte delle autorità competenti. Nonché ha cambiato per sempre il corso della storia.

Poco prima dell’attacco di Hamas al festival musicale Nova, il comandante delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Aviv Cohen, visitò il sito senza prendere le necessarie precauzioni. Questo atto ha sollevato interrogativi non solo sulla preparazione militare, ma anche sull’efficacia della struttura di comando dell’IDF.

Cohen si trovava a Nova circa un’ora prima che il festival fosse colpito dalla violenza. Durante la sua visita, notò l’imponente affluenza di oltre 4.000 partecipanti e la presenza di sole due pattuglie di polizia. Nonostante i precedenti avvertimenti ricevuti dai servizi d’intelligence, che indicavano movimenti anomali da parte di Hamas, il comandante scelse di non adottare ulteriori misure di sicurezza. La decisione di non interrompere l’evento è stata in seguito ritenuta un grave errore nel contesto di un’analisi più ampia della sicurezza nazionale.

L’indagine interna condotta dall’IDF ha messo in luce diversi fattori critici che hanno contribuito alla disastrosa gestione della situazione. La mancata discussione riguardante il festival durante le riunioni di pianificazione della sicurezza è emersa come una delle principali carenze. La mancanza di attenzione verso un evento così vulnerabile avrebbe potuto comportare una valutazione più attenta delle minacce e, di conseguenza, la possibilità di annullare o rinforzare le misure di sicurezza.

Inoltre, l’indagine ha evidenziato come l’assenza di personale militare assegnato all’area fosse particolarmente irresponsabile, considerando l’elevato numero di civili presenti e la storicità di eventi violenti nella regione. I responsabili della sicurezza avrebbero dovuto prevedere l’assegnazione di forze militari come deterrente, soprattutto alla luce delle informazioni in mano ai servizi di intelligence.

Questo episodio non riguarda solo il festival musicale; mette in discussione l’intero apparato di sicurezza nazionale di Israele. La gestione della crisi da parte dell’IDF ha sollevato interrogativi sul sistema di allerta e le procedure di risposta alle minacce percepite. Gli esperti hanno sottolineato che in una situazione di alta tensione interna, come quella vissuta in Israele, la predisposizione di misure preventive e reattive deve essere una priorità assoluta.

L’incapacità di collegare i punti in termini di informazioni di intelligence e le reali misure operative ha avuto conseguenze devastanti. In un ambiente dove la sicurezza dei cittadini è sempre in gioco, le conclusioni tratte dall’inchiesta interna dell’IDF potrebbero essere fondamentali per ridefinire le strategie di protezione e risposta agli eventi di massa.

L’attacco di Hamas al festival Supernova è solo l’ultimo dei grandi attacchi terroristici dell’estremismo islamico alla civiltà tutta, un minimo di intelligenza porterebbe a capire che siamo stati già colpiti al cuore molte volte e che questi fatti non sono eccezioni, ma anche Hitler ebbe il suo pubblico, ora è il momento di Hamas. Il fatto è grave in quando l’occidente inebetito tende a giustificare il terrorismo islamico per la complessità dei fatti da cui emerge e non si rende conto che la complessità dei fatti da cui emerge è causata dal foraggiamento al terrorismo stesso. Le Brigate provenivano da Gaza, non provenivano da “altrove” e il Governo attuale in carica nella Palestina araba è ancora Hamas. Le carte devono essere sul tavolo, poi ognuno muova le pedine che preferisce.

MARTINA CECCO

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