La visita ufficiale del presidente russo Vladimir Putin in Cina, dal 31 agosto al 3 settembre, ha rappresentato un momento cruciale per la diplomazia di Mosca, a margine del 25° vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e delle celebrazioni per l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. L’intensa agenda del leader del Cremlino, divisa tra la città di Tianjin e Pechino, ha prodotto una serie di accordi bilaterali che rafforzano le partnership esistenti e aprono la strada a nuove collaborazioni strategiche. Il vertice della SCO, un blocco concepito in origine come contrappeso all’influenza degli Stati Uniti in Asia centrale, ha visto la partecipazione di leader di oltre 20 Paesi eurasiatici e di rappresentanti di più di 10 organizzazioni internazionali, a conferma della sua crescente importanza nel «plasmare un ordine mondiale multipolare più equo», come auspicato da Putin.

La SCO, che secondo la diplomazia cinese «parte dall’Asia per raggiungere Europa e Africa», è oggi composta da 10 membri a pieno titolo: Russia, Cina, India, Iran, Pakistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Bielorussia. A riprova della sua espansione strategica, l’organizzazione ha aggiunto l’India e il Pakistan nel 2017, l’Iran nel 2023 e la Bielorussia nel 2024.
31 Agosto – L’Apertura del Vertice di Tianjin e la Visione Cinese

La visita è iniziata ufficialmente a Tianjin, città ospite del vertice SCO. All’aeroporto internazionale di Tianjin Binhai, Putin è stato accolto da una guardia d’onore e da alti funzionari. Sebbene i lavori ufficiali dello SCO fossero previsti per il giorno successivo, la giornata è stata dedicata alle cerimonie di benvenuto, culminate in un banchetto inaugurale.

Proprio in questa occasione, il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato la sua Global Governance Initiative, la quarta iniziativa globale di Pechino negli ultimi quattro anni. L’iniziativa mira a «costruire un sistema di governance globale più equo e ragionevole» e a contrastare la mentalità da «Guerra Fredda» e «l’egemonismo», basandosi sui principi di uguaglianza, multilateralismo e rispetto del diritto internazionale senza «doppi standard». Xi ha ribadito che «ogni Paese, indipendentemente dalle dimensioni, dalla forza o dalla ricchezza, dovrebbe partecipare, decidere e trarre beneficio dalla governance globale in egual misura». A sostegno di questa visione, la Cina ha promesso 2 miliardi di yuan in sovvenzioni agli Stati membri e 1,3 miliardi di dollari in prestiti per il prossimo triennio, proponendo inoltre l’istituzione di una banca di sviluppo della SCO per avviare un sistema di pagamento slegato dal dollaro.

Fin dal suo arrivo, Putin ha avuto una «conversazione molto lunga» con Xi Jinping, a dimostrazione del peso del legame sino-russo. A questo proposito, Yury Ushakov, consigliere del Cremlino, ha confermato alla TASS che i due leader hanno discusso i risultati del vertice in Alaska con il presidente statunitense Donald Trump.
La giornata è stata segnata anche da un significativo passo in avanti nelle relazioni tra Cina e India, con un incontro molto atteso tra Xi e il premier Narendra Modi, il primo dopo ben sette anni. Xi ha sottolineato che la «scelta giusta» per le due nazioni è quella di «essere amichevoli e avere buoni rapporti di vicinato, essere partner che favoriscono il successo reciproco e il far danzare insieme il drago e l’elefante».

Incontro con il Primo Ministro indiano Narendra Modi: Il momento più rilevante della giornata inaugurale è stato il colloquio tra Putin e il premier indiano Narendra Modi, che ha confermato la solidità di un rapporto definito «una partnership strategica privilegiata e speciale». Putin ha sottolineato che «le relazioni russo-indiane continuano a svilupparsi attivamente su più livelli: dal commercio agli scambi turistici, fino alla cooperazione internazionale in sede ONU, BRICS, G20 e SCO». Ha inoltre ricordato che il prossimo dicembre ricorrerà il quindicesimo anniversario della Dichiarazione congiunta che ha elevato i rapporti bilaterali a un livello superiore. Modi, da parte sua, ha rimarcato: «Anche nelle circostanze più difficili, India e Russia hanno sempre avanzato insieme, fianco a fianco. Questa cooperazione conta non solo per i nostri popoli ma anche per la pace, la stabilità e la prosperità globali». Sul conflitto in Ucraina, ha ribadito la necessità di «trovare vie per una rapida conclusione e il ripristino della pace, che rappresenta l’appello dell’intera umanità».

Incontro con il Primo Ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan: Sempre a Tianjin, Putin ha incontrato il premier armeno Nikol Pashinyan. Il dialogo si è concentrato su questioni bilaterali, regionali e globali, con entrambi i leader che hanno riaffermato il valore della cooperazione costante tra Mosca ed Erevan. Putin ha sottolineato la frequenza dei contatti governativi, mentre Pashinyan ha ricordato «la forte partnership costruita e il dialogo dinamico tra le nostre nazioni fraterne».
1° Settembre – Intervento del Presidente Russo al Vertice della SCO

Il 1° settembre 2025, si è svolta la riunione del Consiglio dei Capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), alla quale ha preso parte il Presidente russo Vladimir Putin.
Nel suo intervento, Putin ha ricordato il valore storico delle celebrazioni dell’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e della fondazione delle Nazioni Unite, sottolineando che «la Carta delle Nazioni Unite sancì principi fondamentali: la supremazia del diritto internazionale, il diritto dei popoli all’autodeterminazione, l’uguaglianza sovrana, la non ingerenza negli affari interni e il rispetto degli interessi nazionali di ogni Stato. Questi principi rimangono tuttora validi e incrollabili».
La SCO come alternativa multipolare. Rivolgendosi agli altri leader, Putin ha ribadito che la SCO rappresenta «partner affini, impegnati a costruire un ordine mondiale giusto e multipolare» e che la Dichiarazione di Tianjin adottata al vertice riflette una visione condivisa sulle questioni regionali e globali.

Crescita economica e cooperazione finanziaria. Il Presidente ha evidenziato i progressi comuni: «Lo scorso anno, la crescita media del PIL degli Stati membri ha superato il 5%, mentre la produzione industriale è aumentata del 4,6%. Il commercio reciproco continua a crescere stabilmente e tutti questi indicatori superano la media mondiale». La Russia sostiene strumenti finanziari comuni e una maggiore autonomia dai mercati esterni.
Infrastrutture ed energia. Putin ha posto l’accento sulla creazione di un sistema di trasporti competitivo, sull’attuazione della strategia energetica fino al 2030 e sulla nuova roadmap per una politica energetica coordinata nello spazio SCO.
Cooperazione culturale e giovanile. È stato sottolineato il ruolo dell’Università della SCO, che unisce 77 atenei dei Paesi membri, e l’espansione degli scambi in campo scientifico, educativo, sanitario e sportivo.
Crisi in Ucraina. Putin ha affermato che «non è nata da un’aggressione della Russia, ma da un colpo di Stato sostenuto dall’Occidente, seguito da tentativi di usare la forza militare contro le regioni ucraine che lo avevano rifiutato». Ha ribadito che il tentativo di spingere l’Ucraina nella NATO rappresenta «una minaccia diretta alla sicurezza della Russia» e ha apprezzato le iniziative di mediazione di Cina, India e altri partner.
Sicurezza e lotta al terrorismo. Il Presidente ha sostenuto i programmi comuni per contrastare l’estremismo e il narcotraffico, con la creazione di un centro universale della SCO a Tashkent e di un centro specifico antidroga a Dushanbe.
In chiusura, Putin ha ringraziato la Cina per l’organizzazione del vertice e ha dichiarato: «Non vi è dubbio che la SCO contribuisca concretamente a rafforzare un clima di cooperazione e fiducia reciproca in Eurasia, ponendo le basi per un nuovo sistema di stabilità, sicurezza e sviluppo pacifico».
1° Settembre: Vertici Bilaterali a Ritmo Serrato
Il primo giorno di settembre è stato particolarmente intenso, con Putin impegnato in una serie di incontri a Tianjin che hanno toccato vari punti strategici dell’Asia e del Medio Oriente.

Incontro con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan: Tra i colloqui più significativi del vertice di Tianjin vi è stato quello con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Putin ha definito la Turchia «un partner affidabile e collaudato, sia sul piano bilaterale che in quello internazionale», sottolineando come i rapporti commerciali abbiano registrato una crescita costante, con un aumento del 6,6% lo scorso anno e quasi del 3% nei primi sei mesi di quello in corso.
Particolare rilievo è stato attribuito alla cooperazione energetica, con la fornitura di gas attraverso i gasdotti Blue Stream e TurkStream, e al progetto di costruzione della centrale nucleare di Akkuyu da parte di Rosatom, la cui prima unità è ormai prossima all’entrata in funzione.
Putin ha inoltre ricordato che «i turisti russi continuano a scegliere la Turchia come principale destinazione, con un nuovo record storico di oltre 6,7 milioni di visitatori», ringraziando Erdogan per aver creato «le condizioni che permettono ai nostri cittadini di sentirsi a casa, al sicuro e accolti».
Sul piano diplomatico, il presidente russo ha riconosciuto il ruolo di Ankara nei negoziati di Istanbul sul conflitto ucraino, affermando: «Siamo grati ai nostri amici turchi per il loro contributo agli sforzi politici e diplomatici volti a risolvere la crisi».
Erdogan, da parte sua, ha ribadito il valore di un legame «costruito sulla fiducia e capace di svilupparsi senza essere condizionato da difficoltà momentanee», confermando la volontà di accogliere al più presto Putin in visita ufficiale in Turchia.

L’incontro con il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian: Questo vertice ha ribadito la centralità di Teheran come partner per Mosca. Putin ha descritto il rapporto come «veramente speciale» e ha sottolineato la forte crescita economica bilaterale, con il commercio aumentato del 13% nel 2024 e di un ulteriore 11,4% nel primo semestre del 2025. Oltre agli aspetti economici, i leader hanno discusso anche il programma nucleare di Teheran.

L’incontro con il Primo Ministro vietnamita Pham Minh Chinh: La conversazione ha evidenziato un legame storico profondo e duraturo. Putin ha sottolineato che «Le relazioni tra i nostri Paesi e popoli sono così profonde e strette che apprezziamo sempre ogni opportunità di contatto diretto».

L’incontro con il Presidente del Tagikistan Emomali Rahmon: Il dialogo si è concentrato principalmente sulla cooperazione economica, con Putin che ha elogiato il «costante aumento del commercio bilaterale». Ha inoltre espresso la sua soddisfazione per i contatti regolari tra i due governi.

L’incontro con il Primo Ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli: Putin ha evidenziato la totale assenza di problemi diplomatici tra i due Paesi, sottolineando che «le nostre posizioni sulle questioni chiave dell’agenda internazionale sono o molto vicine o completamente allineate».
L’incontro tra Xi e il Presidente turco Erdogan: L’incontro tra il leader cinese e il suo omologo turco ha messo al centro della discussione la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione a Gaza e le misure congiunte per lo sviluppo della Siria, a testimonianza della volontà dei Paesi della SCO di avere un ruolo attivo nelle questioni internazionali più delicate.
2 Settembre: Gli Incontri Cruciali a Pechino
La visita si è spostata nella capitale cinese per i vertici più importanti, quelli con le leadership di Cina, Mongolia e Slovacchia.

I Colloqui con la Cina e il Gasdotto Storico: Il punto culminante della visita è stato il vertice bilaterale con Xi Jinping a Pechino. In questa occasione, è stato firmato un memorandum giuridicamente vincolante sulla costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 e del gasdotto di transito Soyuz Vostok attraverso la Mongolia, un progetto che il CEO di Gazprom Alexei Miller ha definito «il più grande e ad alta intensità di capitale nel settore del gas al mondo». L’accordo ha una durata di 30 anni e prevede che il prezzo delle consegne sarà inferiore a quello praticato per i mercati europei. I due leader hanno anche firmato accordi su cooperazione spaziale, agricola, nucleare e di difesa. In un incontro trilaterale con la Cina e la Mongolia, i leader hanno discusso la cooperazione trilaterale, focalizzandosi in particolare sul Corridoio Economico Cina-Mongolia-Russia. Putin ha elogiato la partnership, affermando: «Ci tengo a sottolineare che la Russia aspira sinceramente a uno sviluppo globale di relazioni reciprocamente vantaggiose, eque e sfaccettate sia con la Repubblica Popolare Cinese che con la Mongolia».

L’Incontro con il Primo Ministro slovacco Robert Fico: A margine degli eventi, Putin ha incontrato il leader slovacco, elogiando la sua politica estera indipendente. Sebbene abbia notato un drastico calo nel commercio bilaterale dovuto a «restrizioni esterne», il presidente russo ha ribadito che «la Russia rimane un fornitore affidabile di risorse energetiche».

L’Incontro con il Presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko: I due leader hanno discusso l’ottimo stato delle relazioni commerciali ed economiche tra Russia e Bielorussia, sottolineando che il volume degli scambi supera i 50 miliardi di dollari, un dato che Putin ha definito “eccellente”. Hanno inoltre menzionato la loro partecipazione congiunta a una parata per celebrare la fine della Seconda Guerra Mondiale. Lukashenko ha espresso il suo pieno appoggio alla Russia e ha ribadito che nessun altro paese può sostituirla per la Bielorussia, un sentimento ricambiato da Putin. Hanno anche discusso di cooperazione industriale e della situazione in Ucraina, con Lukashenko che ha lodato il lavoro di Putin e lo ha ringraziato per gli sforzi contro il “nazismo”.

Incontro con il Primo Ministro del Pakistan Sharif: Putin ha espresso il piacere di incontrare Sharif e ha sottolineato il valore che la Russia attribuisce al Pakistan come partner tradizionale in Asia. I due leader hanno discusso del calo marginale degli scambi commerciali e hanno concordato di lavorare per affrontare questo problema. Sharif ha ringraziato Putin per il suo sostegno e ha menzionato i progressi nella cooperazione bilaterale nei settori dell’agricoltura, dell’energia, del trasporto e del corridoio commerciale che coinvolge Bielorussia, Russia, Kazakhstan, Uzbekistan, Afghanistan e Pakistan. Ha invitato Putin a visitare il Pakistan e ha espresso la volontà di lavorare a stretto contatto con lui.

Incontro con il Presidente della Serbia Aleksandar Vucic: Putin ha ribadito la solidità della partnership strategica tra Russia e Serbia, ricordando i progressi nelle relazioni economiche e commerciali: «Il nostro partenariato strategico è reciprocamente vantaggioso e porta risultati positivi per entrambi i Paesi». Vucic, da parte sua, ha sottolineato l’importanza della cooperazione energetica e infrastrutturale con Mosca: «Il settore energetico e le forniture di gas alla Serbia sono di vitale importanza». Ha inoltre ringraziato Putin per il sostegno alla sovranità del Paese, dichiarando che la Serbia continuerà a mantenere la propria neutralità militare e a non imporre sanzioni contro la Russia, rimanendo l’unico Stato europeo a seguire questa linea.



Xi Jinping ha dichiarato che l’umanità si trova di fronte a una scelta tra “pace o guerra“, enfatizzando la posizione della Cina come forza di stabilità globale.
I velivoli sorvolavano la città in formazioni geometriche, lasciando scie di colori rosso e giallo nel cielo, simboli della nazione e della sua continuità storica. La parata non era soltanto una manifestazione di potenza militare, ma anche un atto di memoria condivisa: il ricordo delle vittime della guerra si mescolava con la celebrazione della resilienza nazionale, mentre la presenza di Vladimir Putin sottolineava il valore delle alleanze strategiche tra Mosca e Pechino.
Ogni dettaglio, dalle bandiere che sventolavano lungo il percorso alle precisioni degli ufficiali, trasmetteva un messaggio di orgoglio, unità e determinazione. In quell’atmosfera solenne, la parata ha trasformato la commemorazione in un linguaggio politico e culturale di grande impatto, mostrando come la memoria storica possa diventare uno strumento di dialogo internazionale e di rafforzamento dei legami tra le nazioni.








