Lo Stato degli ebrei: l’idea di Herzl a Lodi Liberale per parlare di Israele e sionismo

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Nella serata di LUNEDÌ 1 SETTEMBRE Lodi Liberale ha presentato il libro: “Lo Stato degli ebrei” di Theodor Herzl, un webinar online a partecipazione libera con i seguenti ospiti, Stefano Parisi – Presidente dell’Associazione Setteottobre, Daniele Scalise – Giornalista e scrittore, Paolo Macry – Professore di Storia contemporanea, Università di Napoli Federico II, Roberta Ascarelli – Professoressa di Lingua e letteratura tedesca, Università di Siena. Introduzione e presentazione di Lorenzo Maggi – Presidente di Lodi Liberale.

Lodi Liberale è alla XIII stagione, fino ad oggi si sono susseguite 325 serate per diffondere le idee liberali in ogni campo. La serata è la prima dal rientro dalla pausa agostana.

Il presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha ricordato che l’associazione, al netto del periodo storico, ha sempre lasciato molto spazio alla difesa delle ragioni di Israele. Dunque, oggi, il libro che si presenta ha a che fare con l’attacco mediatico a Israele che sta accadendo in questi giorni, dunque il testo ha a che fare con le ragioni di Israele, ovvero lo Stato degli ebrei, che parla del Sionismo.

“Che cosa avevano in mente i sionisti, che pensavano che ci dovesse essere un punto di incontro per gli ebrei? Il libro è stato scritto nel 1896 e non ha a che fare con il moderno Israele, ma ha a che fare con la costruzione di una nazione israeliana.”

Attualmente non si prende atto che siamo nel mezzo di una guerra, dove ci sono errori, morti e distruzione: questa guerra è iniziata per estirpare il terrorismo.

“Questo libro è uscito il primo di agosto, si è deciso di fare questo lavoro, riproponendo una nuova edizione di questo libro, perché il 7 ottobre si è visto come in un attimo si cancelli la storia e si entri in un delirio antisemita.” Il professor Stefano Parisi ritiene che questa guerra di quasi 24 mesi abbia dato l’occasione di far emergere l’antisemitismo. Esso si è vestito di antisionismo, nonostante Israele sia uno degli Stati più moderni al mondo, uno stato libero dove tutte le religioni possono essere pregate e parliamo di uno stato democratico.

“L’antisionismo è una prosecuzione dell’antisemitismo. Su questo lavoro di traduzione del libro serve lavorare molto, anche per evitare di credere alle visioni distorte del sionismo, in un approccio ideologico contro Israele. Quando gli attivisti si muovono per condurre la campagna Dal Fiume Al Mare, stanno dicendo che Israele deve scomparire, essere rasa a terra.”

“E’ importante che non si confonda l’antisemitismo con la discussione religiosa: il progetto ebraico è un disegno attuale, che oggi viene invece completamente stravolto. Molti sono convinti che Israele sia nato dopo la II Guerra mondiale. Attualmente è in atto una campagna per cancellare Israele dai libri di scuola. Attualmente molte famiglie il 27 gennaio non manderanno i figli a scuola per il giorno della Shoah.

“Questo libro si basa sul fatto che il sionismo è un patto morale che tiene in piede l’idea dello Stato di Israele. Attualmente è in crisi il pensiero sionista. E ha poca presa sull’Occidente che ha abbandonato Israele.”

Attualmente Israele è ancora una grande potenza economica di innovazione e di iniziativa privata; il libro spiega come mai Israele non possa essere considerato una teocrazia e come mai la libertà di professare o non professare fede sia parte basica del pensiero sionista, che motiva Israele alla sua sopravvivenza.

Il professor Paolo Macry ha parlato della biografia di Theodor Herzl, il cui progetto è nato culturalmente in Europa, profondamente radicato nella cultura europea moderna dello Stato nazionale e della cittadinanza.

Questo libro è un’importante testimonianza perché prende in considerazione la questione con un taglio storico. Complessivamente il sionismo viene molto più unificato da questo autore rispetto a quanto nella realtà non so vero.

“Herzl approccia la questione della terra in modo commerciale, non si impone come un teorico della terra imposta. Raccoglie le testimonianze storiche della Palestina ottomana e dei momenti in cui il territorio della Palestina è stato preso in carico dagli ebrei. Non dal II conflitto mondiale. Uno degli elementi che hanno inciso sulla conflittualità contro Israele è il suo essere parte attiva durante la guerra fredda. Infine l’ultimo elemento è la potenza eccezionale dei paesi arabi che gestiscono la principale risorsa energetica del II dopoguerra.”

“La piazza odierna è una piazza che non ha una forte opposizione, non è divisiva, il carattere di imperativo categorico della pietà nei confronti di Gaza accade nel momento in cui ci sono stati conflitti, si pensa solo ai bambini di Gaza come strumento di propaganda.”

“Israele elenca quello che propone, non è una visione ideale, ma concreta: ovviamente come sappiamo – ha detto Macry – non solo quanto scrive l’autore, ma anche quello che dice, si realizza dopo quanto avviene alla fine della seconda guerra mondiale.”

Roberta Ascarelli ha dato seguito alla riflessione su questo libro scritto da questo interessante intellettuale, per andare a vedere più da vicino come erano state coinvolte milioni di persone per la creazione di uno Stato della fine ‘800. Sulla base delle riflessioni di Macry si parte dal concetto che Israele ha un legame di vicinanza all’Occidente, non vuole essere uno Stato antico tradizionale, privo di elementi di modernità.

“La prima domanda che ci facciamo rileggendo questa edizione del libro, tradotta in modo moderno, Lo Stato degli Ebrei, è quale sia il debito verso la cultura asburgica, che si percepisce profondamente, insieme alle fonti di contaminazione eclettiche. Lo Stato profilato voleva convogliare la cultura dell’800 in uno Stato ricco e moderno.”

Theodor Herzl non è comunque il primo sionista e nemmeno il più importante: i fondi del Barone Moritz Hirsch furono usati per comprare le terre in Palestina e per coltivarle. Era l’11 aprile 1909 quando decine di famiglie sulla spiaggia a nord di Giaffa per fondare la “Vecchia città nuova” come si traduce Tel Aviv e dando inizio alla modernità israeliana.

“Lo Stato non è tanto la terra, ma la coscienza dello Stato, l’idea che lo Stato di Israele c’è già, si sogna ed esiste. Di fronte a questa certezza, dopo il secondo conflitto mondiale, si apre anche la concezione della sofferenza come base statutaria nicciana per la creazione di una nazione che ha un suo orgoglio.” Creare un bellissimo stato ebraico è la voglia anche di rivalutare il proprio dolore come riscatto della sofferenza.

Daniele Scalise ha cominciato a parlare della storia dell’autore, partendo dal 1896, l’epoca in cui il cosmopolitismo era apparentemente lontano dal sentire tradizionale. Herzl si sente di dover dare un forte cambiamento alla storia degli ebrei, che hanno bisogno di una patria, di una casa, di uno Stato. Questo è un programma politico scritto con la penna di un giornalista.

“Il libro si diffonde subito e la prima edizione si diffonde molto rapidamente, in inglese, francese, russo e ebraico. Qui inizia un primo snodo: il titolo Juden Stadt sarebbe stato ebreo, ma la resa è idiomatica e meno letterale, invece la traduzione sarebbe Stato degli ebrei in sostantivo collettivo e non aggettivo. Nel caso emblematico italiano, la prima traduzione del 1918, Lo Stato ebraico, tentativo di una soluzione moderna al problema ebraico. Gli ebrei decidono di riconoscersi come nazione tra le nazioni.”

“In questo contesto prezioso, dunque, troviamo un percorso che dal tedesco arriva all’ebraico, un percorso di rinascita nazionale, dove ogni passaggio diventa importante come presa di posizione. Lo stesso che possiamo dire dal momento in cui il 7 ottobre di due anni fa, Israele è stato colpito al cuore. Ci è sembrato giusto – ha detto Scalise – recuperare questo testo come tentativo di chiarezza per il pubblico di oggi, che ne ha molto bisogno.”

In finale di serata è intervenuto il professor David Elber che si è ricollegato al punto fondamentale toccato da Daniele Scalise, ovvero partendo dall’idea del titolo come parte fondamentale della condizione concettuale di sé dello Stato e del Popolo di Israele come una sola cosa, perché il mondo possa vedere la reazione al crollo delle dominazioni da tutte le parti dell’Impero ottomano.

“Il popolo ebraico ha merito di autodeterminazione, al pari degli altri popoli europei. Il Mandato per la Palestina è l’unico documento riconosciuto dalla comunità internazionale per creare uno stato in Palestina, da qui nasce l’idea di Israele come Stato e come Nazione. Gli inglesi tradirono gradualmente gli impegni che si erano presi, da questo possiamo desumere che l’errore grave sia aver fatto credere che l’ONU abbia creato Israele come riparatore dopo la seconda guerra mondiale.”

In seguito è intervenuto Adelindo Frulletti, presidente dell’associazione Apuana Italia Israele di Massa-Carrara, La Spezia e Versilia. Josef, Enrica Contartese Associazione Italia Israele di Savona che ha parlato dell’intervento contro Israele di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i Territori Palestinesi Occupati.

Permangono quindi tanti dubbi sulla questione legata all’antisemitismo in Italia: è intervenuto per ultimo Andrea Ciandri, avvocato, membro della Scuola di Liberalismo che è volontario nelle terre funestate dalla guerra, in Ucraina, in Israele, in contesti internazionali.

Martina Cecco

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