Lunedì 28 luglio nella 324esima serata di Lodi Liberale è stata presentata la “Trilogia della borghesia“, di Deirdre Nansen Mc Closkey pubblicato da Silvio Berlusconi Editore, insieme a Paolo Silvestri (Ricercatore di Filosofia del diritto presso l’Università di Catania), Guglielmo Piombini (Scrittore ed editore) e Alessandra Maglie (Dottore di ricerca in Mutamento sociale e politico all’Università degli Studi di Torino).
Il Presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha introdotto la serata presentando l’associazione, in questo ultimo incontro della stagione prima delle ferie estive. Ha decantato i pregi del pensiero liberale, un pensiero che ha costruito una società piena di valori e di dignità.
“Il sistema occidentale non è garantito, lo abbiamo visto durante la pandemia – ha detto – quando abbiamo riscoperto il grandissimo valore della libertà.”
“La trilogia di Deirdre Nansen McCloskey ha un totale di 2500 pagine circa, è un’opera densa scritta da una professoressa di economia che dopo la transizione da Donald a donna ha portato con sé un lavoro di diffonditrice di idee liberali, nonché presidente della Mont Pèlerin Society.”
La serata è stata occasione per la presentazione dell’intera trilogia sulla borghesia, dove l’autrice cerca di difendere il principio borghese a prescindere dal capitale e dal capitalismo. La situazione odierna è economicamente e socialmente il migliore dei mondi possibili da tutti i punti di vista.
Paolo Silvestri ha sottolineato come milioni di persone, grazie al libero mercato, al commercio e alla globalizzazione, siano usciti dalla povertà. Da uno stato di esistenza senza risorse economiche e alimentari, le popolazioni più misere del mondo, si sono lentamente innalzate, arricchendosi gradualmente dall’indispensabile del cibo e delle cure mediche, in su.
Conosciuto come uno dei massimi conoscitori di Deirdre Nansen McCloskey in Italia, ha introdotto le ragioni dell’opera: un libro ampiamente leggibile, con un contenuto impeccabile e meraviglioso. Le opere dell’autrice possono essere reperite on line.
In le virtù borghesi l’autrice cerca un capovolgimento intellettuale e culturale contro la demonizzazione del ceto borghese come qualcosa di intrinsecamente negativo. Nell’età del commercio è stata protagonista di un grande e forte innovismo che ha notevolmente migliorato la qualità della vita nel mondo.
Economista, pensatrice e filosofa, scrive queste opere per capire anche quale sia la causa del grande arricchimento delle nazioni che si è triplicato dall’800 ad oggi.
Le idee liberali e il grande arricchimento
Il liberalismo e l’uguaglianza competitiva compaiono proprio con la borghesia ramnpante che sprona la classe proletaria a liberarsi e così le classi via via meno agiate. Le cause della ricchezza sono le idee liberali, trapiantate nella casa.
L’argomentazione di Deirdre Nansen McCloskey ha una struttura e una retoriche che sono legate a questa struttura argomentativa.
Guglielmo Piombini ha dato una lettura dei fatti storici che hanno determinato l’enorme cambiamento del livello di qualità della vita dell’umanità, grazie alla produzione industriale, al commercio, all’economia dello scambio nella società. Nonostante ancora oggi ci sia una visione negativa del fenomeno di crescita industriale che all’improvviso aveva travolto l’Europa.
“Nel XVIII e XIX secolo è avvenuto un grande cambiamento per quanto concerne le opinioni delle persone rispetto alla borghesia, rispetto alla libertà individuale che è la forza motrice del mondo moderno. L’autrice in questo libro spiega tutto il percorso degli ultimi due secoli, che è frutto di un cambiamento nei confronti delle idee e della cultura.”
Essere orgogliosi della civiltà europea.
“E’ quindi la rivalutazione dei principi liberali e della democrazia ad aver dato il via al cambiamento recente che non è solamente dovuto alla Rivoluzione industriale, che però è stata unica e fondamentale, quasi come il momento in cui l’uomo ha deciso di cambiare il suo percorso passando dallo stato di raccoglitore allo stato di agricoltore. Dopo il Medioevo l’improvvisa curvatura della crescita, ha definito i nuovi obiettivi dell’uomo, l’economia non è in grado di spiegare questa crescita, che è singolare nella storia economica dell’umanità. Molti sono gli studiosi che si stanno rendendo conto di questo fatto.”
Il patto borghese: lasciateci liberi di produrre.
“Negli ultimi anni gli studiosi si sono rivelati come scopritori teorici dell’abbondanza, come se gli economisti classici non si fossero resi conto di quello che stava accadendo ai tempi della Rivoluzione industriale, mettendo in cattiva luce l’economia.”
“La globalizzazione in tutto il mondo dell’economia ha dato modo a tutti di usufruire dei suoi benefici effetti. Economie in crescita come India e Cina, dimostrano che tutto il mondo cerca di svilupparsi e tutto il mondo cerca di liberarsi dalla gabbia del proletariato. Solo gli anticapitalisti hanno dovuto cercare di tappare le falle nella loro teoria, prima rinunciando a definire il capitalismo come politica economica in calo, poi combattendo il globalismo denunciandone i danni specialmente nei paesi più poveri, adesso 6/8 della popolazione mondiale non ha più paura della povertà, un abitante della classe media, attualmente, vive in modo più sicuro e sano dei ricchi di 200 anni fa.”
Il cambio di paradigma della civiltà moderna.
Alessandra Maglie ha scritto una tesi di dottorato sulle idee di Deirdre Nansen McCloskey.
“L’autrice contesta l’attacco al capitalismo e alla crescita industriale additandolo come fattore di aggressione competitiva a titolo economico: infatti nella storia sono molti i momenti in cui la popolazione europea ha cercato dei cambiamenti radicali, ma solo con la nascita di questo modello economico vi è un cambio radicale di paradigma. In un contesto politico il capitalismo è stato un concetto abusato per cavalcarne gli aspetti spendibili, in realtà potrebbe trattarsi di migliorismo, se pensiamo alla tecnica, oppure un progresso certificato dal commercio, ovvero dal risultato; tutto questo per allontanare dal concetto della mera accumulazione del capitale.”
“Le persone comuni iniziano a farsi sentire come parte dignitosa della società, non solo per un fatto materiale, ma specialmente per una questione etica. Di questo in particolare parla il terzo volume della trilogia.”
Il suo tentativo è di dare una lettura un pochino diversa del contesto storico e culturale che caratterizzava l’epoca moderna.
Martina Cecco












