Nella 323esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “La politica, il tempo e l’incertezza”, pubblicato da Edizioni Cantagalli, insieme a Raimondo Cubeddu (Senior Fellow dell’Istituto Bruno Leoni), Pier Giuseppe Monateri (Professore di Diritto civile all’Università di Torino) e Fabio Pammolli (Professore di Finanza e Scienza dei dati al Politecnico di Milano).
Il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha introdotto la serata presentando il libro, che in questo caso è Raimondo Cubeddu, una raccolta di saggi che rende merito a una visione di insieme. Il professore è uno degli ospiti più presenti a Lodi Liberale.
“La Scuola Austriaca in Italia è stata diffusa in Italia anche dal professor Lorenzo Infantino.”
“Questo è un volume che si interroga su tantissime cose, con riflessioni su tutta una serie di strumenti relativi a fatti attuali. Insieme la riflessione coinvolge anche Rothbard e Ayn Rand, partendo da un punto aristotelico. La dimensione collettiva e politica dell’esistenza non può essere nella pratica eliminata, con questo quindi la presenza necessaria in qualche modo dello Stato perché fisiologicamente sarebbe impossibile da mantenere nel corso del tempo.”
Il libro cerca di applicare l’individualismo metodologico e i meccanismi spontanei all’attualità. La perenne distruzione creatrice e il suo rapporto con l’uomo, nello spaesamento. In questo caso nel libro si valuta se la limitazione e il rallentamento dell’innovazione siano un buon modo per evitare catastrofi o se no.
“Come mantenere il sistema liberal democratico dell’occidente rispetto alle democrature egemoniche che sono in giro per il mondo? Il mondo non ha ancora acquisito i valori liberali su cui si basa l’occidente.”
Il professor Cubeddu ha parlato della velocità di cambiamento tecnologico e di conoscenza di oggi: il filo conduttore è quello della crescente impossibilità della politica di affrontare i cambiamenti. Le novità non sono più prodotte dallo Stato e anche le situazioni che arrivano da fuori Europa, sono molto poco compatibili con il sistema europeo.
“Gli Stati occidentali peraltro dipendono da una tecnologia che non producono, nella sanità, nel sistema penale, nella difesa, insomma un continuo cambiamento che produce una trasformazione costante delle aspettative individuali che divengono sociali. Lo Stato non ha più gli strumenti per regolare le cose che sono indipendenti da lui. Quando la soluzione arriva, è diventata vecchia, obsoleta, inutile.”
“La scomparsa della religione e della pratica della religione, sia per motivi ideologici, ovvero la paura del giudizio universale, e le diverse comunità hanno molto influenzato e pesato sullo Stato”.
“La società attualmente si differenzia tra chi percepisce i vantaggi dell0iinnivazuinem chi no e chi si tira indietro. Lo Stato usa i suoi strumenti precisi, ma si trova in crisi. La soluzione epicurea e il bene comune collettivo: il libro ne contiene espresso in tempo, una proposta teorica.”
“Il libro parla di esempi pratici e confronta i dati e espressioni. Le società occidentali sono fragili perché non possono poggiare su esempi pre-conservatori. quando la religione come pratica sociale prende meno piede, le persone, senza aspettative individuali e sociali, non temendo il giudizio universale, allora diventano negative. Le persone hanno una serie di aspettative di cose di cui lo Stato non può fare nulla rispetto all’incertezza.”
“Nel saggio finale ripercorrendo la Scuola austriaca, si pensa alla gestione del progresso tecnologico e del futuro.
“Il professor Piergiuseppe Monatieri ha cercato di interpretare come l’autore veda questo sviluppo tecnologico, vedendoci una sorta di teologia. Il libro ha accenti heideggeriane. Il testo può essere letto anche senza pensare a una visione, ma solo cercando di dare alla Tékne il suo essere. Nessuno attualmente crede che possa esserci un destino legato all’ordine spontaneo di Hayek in quanto l’accorciarsi del tempo è un susseguirsi di emergenze, di eccezioni, insomma si impedisce che sia l’ordine spontaneo a prevalere. In un mondo di miracoli costanti una logica aristotelica viene meno, come viene meno il concetto epicureo.”
“Le decisioni improvvise politiche impediscono che si riordini un ordine spontaneo.” Il professor Piergiuseppe Monateri ha citato la concezione del prezzo di mercato come esatto risultato di una volontà superiore. Non riusciamo a stare dietro alle eccezioni e nemmeno alle ideologie, come sosteneva ancora Heidegger.”
“Tutto il sistema attuale è atto a combattere il liberalismo e la libertà. Contro qualsiasi volontà individuale.” Ha detto il professore.
Il professor Fabio Pammoli è partito da alcune considerazioni, che hanno a che fare con i parametri del fattore tempo e del fattore incertezza; il politico inizia ad oscillare se prendiamo questa chiave di lettura.
“Questo libro di teologia politica include alcuni elementi: se la secolarizzazione è un elemento superato e siamo condannati alla immanente permanenza, oppure siamo spinti alla funzione smithiana di Stato istituzione. Insomma gli elementi di dialettica e di tensione possono essere una risposta. Un secondo elemento da attenzionare è il lavoro: la scienza che si rivolge solo all’individuo, come nella biologia genetica e nella AI, ma rispetto alla tecnologia c’è una condanna per condizioni esistenziali, ovvero la visione del Prometeo che si libera dalle catene..
“Lo Stato non fa tecnologia, ma la tiene a mano, come si fa con i bambini. E questo non può essere mai superato, se si è credenti! Infine il ruolo della religione, quale religione alla base di questa categorizzazione? E con che dialettica ci concediamo se non sappiamo niente degli altri?”
Martina Cecco












