Come le nazioni possono sconfiggere la povertà di Rainer Zitelmann a Lodi Liberale

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Nella 316esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Come le nazioni possono sconfiggere la povertà” di Rainer Zitelmann insieme a: Marco Valerio Lo Prete (Caporedattore TG1 – Rai), Claudio Dordi (Professore di Diritto internazionale all’università Bocconi), Alessandro Vitale (Professore di Geografia economica-politica presso l’università degli studi di Milano).

In apertura di serata è stata fatta menzione della morte del Professor Giuseppe Parlato che è stato un grande esperto di storia e di fascismo e delle foibe. Un esperto di storia della destra. A darne la notizia via social Spartaco Pupo.

Il Presidente di Lodi Liberale ha ringraziato quanto si avvicinano all’associazione che è attiva dal 2013, che ogni settimana presenta dei libri per diffondere il pensiero liberale, passando dai classici ai contemporanei agli statisti liberali.

“Il liberalismo è alla base della civiltà occidentale e di tutte le conquiste fatte che noi diamo per assodate e irreversibili, mentre come possiamo quotidianamente vedere, non è vero. Per questo cerchiamo – ha detto Maggi – di mantenere un appuntamento settimanale costante.”

“Di questo autore abbiamo diverse pubblicazioni, tra cui questa che è l’ultima pubblicazione disponibile in italiano. Per fare questo abbiamo diverse personalità che sono qui convenute.” Lorenzo Maggi ha presentato i suoi ospiti che hanno collaborato con l’autore del libro e che hanno lavorato sui suoi temi.

“Chiunque si occupi di questi temi è a conoscenza che per primo l’aiuto allo sviluppo è un metodo che non risolve il problema della povertà perché tendenzialmente è un trasferimento di denaro che va dai poveri dei paesi ricchi, ai ricchi dei paesi poveri, quindi ha l’effetto economico opposto. I sistemi infatti non consentono un utilizzo buono dei soldi o ad ogni modo essendo pianificati centralmente non hanno capacità di investimento. Infine questa logica è sbagliata perché non dà la possibilità a imprenditori e persone di sviluppare la capacità imprenditoriale, lo scambio, la moneta privata, il profitto e il libero mercato e il libero scambio, che sono quelli che producono davvero risultati.”

“L’autore ci spiega che l’approccio verso la ricchezza è una delle risposte che sono più chiare. La Polonia e il Vietnam, che sono prese in considerazione, provengono da un passato comunista, per cui non hanno una mentalità economica. In compenso il Vietnam ha avuto una implementazione di riforme che lo aiuterebbe maggiormente a svilupparsi.”

“In Vietnam le riforme sono state promosse dal regime comunista, ma paradossalmente i cambiamenti sono stati molto radicali.”

Il professor Claudio Dordi, collegato da Hanoi, ha descritto il Vietnam come un paese all’avanguardia dal punto di vista del commercio digitale, poco più di vent’anni fa la regione era molto povera, ma dopo Singapore è uno dei paesi più importanti per il commercio virtuale e la produzione di tecnologia moderna, come elettronica e telefonia.”

“Il Vietnam politicamente parlando ha un’economia centralizzata, agli inizi degli anni ’80 pur essendo ricchissimo dal punto di vista agricolo, non riusciva a mantenere la sua stessa popolazione. In seguito il Governo ha cominciato a lasciare che ci fosse qualche spiraglio. Il punto fondamentale quindi è stato valutare come abbia fatto il paese a svilupparsi così bene: se da una parte si è accettata la situazione dei produttori vietnamiti, che sapevano della presenza di un mercato, di liquidità, di mercato nero, in seguito il paese ha preso una sorta di formalizzazione, per cui si sono iniziate ad applicare una serie di disposizioni normative che hanno introdotto una sorta di economia di mercato di stampo socialista.”

“Il Vietnam ha superato quasi del tutto la guerra con gli USA, i giovani viaggiano e studiano frequentando volentieri gli Stati Uniti e prendendo spesso spunto per molti punti di vista.”

“Tra Cina e Vietnam vi sono dei conflitti perché la seconda cerca di appropriarsi delle isole oceaniche che sono preziose per ampliare il mare di influenza per i transiti commerciali.”

“Non solo il Vietnam ma anche la Polonia – ha detto Maggi – è parte fondante degli esempi di questo libro: lo sviluppo di idee che siano oltre il comunismo, che puntino alla libertà, che siano oltre le idee storicizzate. Il libro parla di Leszek Henryk Balcerowicz.”

Alessandro Vitale è partito dalla questione storica della Polonia a partire dalla II Guerra mondiale, che la lasciò distrutta. Essa poteva sembrare destinata e deputata alla povertà.”

“Solo la libertà economica può sconfiggere la povertà, non ci sono altre teorie che arrivino a risultati. Le due nazioni sono state analizzate per far vedere come si può uscire dalla povertà con delle scelte politiche.”

“Occorre che la gente primariamente consideri la ricchezza un valore positivo e che la gente voglia fare soldi e stare meglio per aumentare la propria libertà.”

“L’economia moderna non è basata su risorse fisse limitate, ma su concetti di servizio post capitalistico, ha delle risorse potenzialmente illimitate.”

Il Presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha fatto una carrellata di esempi che ledono, in Italia, la libertà di commercio. Nonché ha messo in risalto il problema della mancata liberalizzazione delle aree balneari e dei taxi. Ad esempio.

Il professor Marco Valerio Lo Prete ha considerato come punto focale della forza del Vietnam il bassissimo coefficiente di invidia sociale, l’atteggiamento verso le tasse, verso la ricchezza in generale. La descrizione sociologica dei vietnamiti, rispetto ad esempio ad altre nazioni, descrive una realtà predisposta alla crescita.”

“Zitelmann sottolinea che Marx parla più spesso di capitalismo che non Smith, ad ogni modo emerge che i poveri sono coloro che maggiormente possono trarre vantaggio dalla libertà economica, nonché la politica crea le condizioni per la crescita e crea anche però condizioni che possono limitare la crescita.”

“Il libro lascia però inattesa la risposta tra libertà economica e libertà politica, un paese che non vede andare a braccetto la libertà politica e questo per i liberali è un tema che serve porsi. Questo stesso libro non è mai stato tradotto in Vietnam. In Polonia al contrario la libertà economica e politica dal 1989 sono andate avanti di pari passo.”

I capitali esteri entrano nei paesi, negli anni ’80 all’epoca dei panettoni di stato, si presentava solo un anticipo di quello che stiamo vedendo oggi, quando impresa, creatività e ideazione, sono al minimo perché non siamo in grado di liberarci dalla gabbia politica e ideologica che nasconde e uccide la fiducia nell’autonomia e nella libertà. Un libro come questo è fondamentale perché spiega che al netto delle idee liberali precise, di studiosi precisamente collocati, resta il valore controintuitivo del pensiero liberale che necessita di un argomento e ragionamento per arrivarci, ma la conoscenza di queste idee e la sua applicazione conducono a un effetto concreto, specialmente sulle persone povere o meno forti.

Martina Cecco

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