Nella 319esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Talebani dell’accoglienza. Vittime e mercanti del business dell’immigrazione” insieme a Fausto Biloslavo (Giornalista), Ferdinando Lolli (Ammiraglio, già Comandante Generale della Guardia Costiera) e Bianca Leonardi (Giornalista).
Il Presidente dell’associazione Lodi Liberale ha ricordato dell’evento che a Trento mise in crisi l’Ateneo, al punto da dover rimandare la data per proteste; molti studenti impedirono a Biloslavo di parlare, ma egli tornò a Trento.
Argomenti che sono molto delicati e che in molti momenti è difficile capire, in quanto non tutti hanno effettuato delle ricerche approfondite di persona, per cui la visione di Biloslavo non può corrispondere per forza di cose con il mainstream.
Ad ogni modo: il fenomeno dell’accoglienza si presenta con pochi volti, in Italia, ma Biloslavo anche in questo caso è andato ad analizzare il problema e le strategie con il suo stile di cronista e di inviato, preciso, meticoloso e puntuale nelle sue inchieste. Questo libro è molto importante da leggere.
L’Ufficiale in pensione Ferdinando Lolli ha raccontato la sua esperienza da ammiraglio che a partire dal 1991 è stata accentrata sempre di più sulle migrazioni. La prima nave che toccò le coste italiane era Flora, che dall’Albania arrivava con 25 mila persone a bordo, principalmente persone difficili: in quel momento lo Stato italiano si è trovato in crisi. Questo era un primo fatto. Tali persone sbarcarono e la nave entrando in porto perse delle persone che, a nuoto, si lanciavano per non essere rispedite a casa. Le persone furono ospitate nello Stadio comunale e tutti si adoperarono per aiutare queste persone. Vi fu tuttavia un grosso rimpatrio.
“Io venni preso e spedito in Albania per attivare una sorta di blocco navale, sulla scorta di due risoluzioni delle Nazioni unite. Da quel momento la mia esperienza iniziò e io vidi in Albania un paese allo stremo delle forze, una larva politica, sociale e spirituale in seguito al comunismo russo, cinese, che si alternavano. Tutto questo fu un fenomeno che ogni giorno si ripeteva. Le autorità erano conniventi”.
“Da quel momento in poi abbiamo la data di inizio del fenomeno migratorio di massa in Italia. Dopo questo fenomeno la questione assunse una enorme consistenza fino ad oggi. Il Mediterraneo è lastricato di cadaveri.”
La giornalista Bianca Leonardi ha puntato il focus sugli interessi che ci sono dietro alle migrazioni, che sono studiati in modo che poi in Italia le persone possano essere distribuite e coinvolte tutte le strutture interessate, lo specchio delle ONG, che esistono anche a terra in sostanza, e tutto questo è nato da una politica da parte di Minniti nel 2017 che cercava di contingere i flussi migratori.
“In Italia ci sono 321 mila migranti irregolari che non potrebbero rimanere qui, ma che sono lasciate completamente abbandonate. Chi ci rimette di più in questo meccanismo è il migrante stesso, che vive in situazioni inumane. Il modello che è usato bada solamente a entrate, profitti, elezioni, clientele e utilità e non alla vera e propria accoglienza diffusa, modello della sinistra.”
“C’è stato un piccolo percorso per archiviare le personalità e le cooperative che per anni hanno lavorato in modo illecito, ma per fare un altro passo c’è il problema dei 16 mila minori non accompagnati, che vanno dall’età infantile ai 18/20 anni. Unicef ha fatto un appello in cui si chiede come mai questi ragazzi che sono protagonisti spesso di problematiche siano lasciati a loro stessi. Ora come mai questi ragazzi entrano nei centri per minori e poi permangono fino alla maggiore età o oltre. La normativa direbbe che i minori non accompagnati dovrebbero essere affidati a delle famiglie. Questo non avviene perché alle famiglie sono date 23 euro al giorno, per i centri invece conviene perché prendono molto di più. Questa accoglienza, accoglienza non è.”
Fausto Biloslavo nel 1982 ha iniziato il suo lavoro di inchieste giornalistiche ed è uno dei pochi giornalisti italiani di frontiera a realizzare servizi originali sui conflitti e sulle zone di guerra. Voleva una vita spericolata..
“Il titolo è specificatamente sinonimo di estremismo, ovvero il libro vuole puntare il dito contro gli estremisti delle porte aperte e dei paesi senza confini, personalmente io credo che serva avere leggi e rispettarle, anche se alcune ONG del mare (specialmente quelle tedesche e quelle di Casarini e soci) sono più aggressive di altre. Molti rimorchiatori sono in fermo e lavorano comunque. Non sono navi adatte al soccorso, è una nave del 1917 che viene usata continuamente.”
“Questi ferri vecchi non soccorrono i migranti, li recuperano e basta, spesso direttamente. Le ONG sono organizzazioni complesse che nel corso del tempo hanno anche ottenuto degli aerei, sorvolano il mare e corrono per recuperare i migranti, sono in contatto anche con il centralino dei migranti, francese.”
Queste organizzazioni hanno alla base importanti finanziatori insieme alle chiese. A loro volta costoro usano i soldi dei finanziamenti, quindi i Governi pagano indirettamente. Un documento da leggere.












