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    Randolfo Pacciardi: profilo politico dell’ultimo mazziniano

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    di LUCA BAGATIN Il clima di sfiducia endemica da parte dei cittadini nei confronti della politica italiana ci riporta alla mente un grande leader Repubblicano: Randolfo Pacciardi. Pacciardi fu forse il primo a denunciare la crisi dei partiti, trasformatisi, dopo il centrismo... leggi tutto

  • Michelina

    Michelina

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    Giro d’Italia del cortometraggio 2012/2013

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    Il 25 luglio 2012 parte il “Giro d’Italia del cortometraggio”, con la proiezione di una selezione dei migliori corti nazionali e internazionali in città di tutte e 20 le regioni d’Italia. Il giro, che inizierà a luglio 2012 e terminerà nell’estate del 2013, sarà... leggi tutto

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    La Bella Addormentata nel bosco

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    di AUSILIA GUERRERA La percezione delle percosse ricevute dalle donne vittime dello stalking non è mai data una volta per tutte, per certa: chi subisce solitamente non prova nulla; o, per meglio dire, non prova più nulla. È un paradosso difficilmente spiegabile e... leggi tutto

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    di AUSILIA GUERRERA Il viaggio a Medjugorje inizia solitamente all’alba. Punto di partenza sono i pullman gremiti di fedeli. Strano a dirsi ma non è un’umanità dolente; tutt’altro la gioia che si respira sin dalle prime luci dell’alba tra le fila delle poltrone, è... leggi tutto

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    E’ caccia tra le star americane dei “giacimenti eno-gastronomici” e delle specialità gastronomiche del Belpaese. Lo riportano ben 7 testate internazionali su 10 secondo cui i divi sono pronti a spendere cifre folli in Italia per rilevare gloriose tenute ed aprire... leggi tutto

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    Per aumentare l’export dei prodotti alimentari è prioritario il coinvolgimento della grande distribuzione estera. Il messaggio arriva dalla seconda giornata di Cibus dove si è tenuto il convegno “Cibus Global Awardâ€, che ha presentato il primo studio quali-quantitativo... leggi tutto

  • Un ritrovarsi amichevole e piacevole

    Un ritrovarsi amichevole e piacevole

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    La Galleria Il Ponte completa la stagione espositiva ospitando un’esposizione che raccoglie sei artisti, conosciuti al pubblico e operanti anche in ambito cittadino, dei quali viene presentata una selezione di opere recenti. Un ritrovarsi amichevole e piacevole é la trama... leggi tutto

Michelina

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Michelina

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Siamo nel 1948. In Vaticano hanno urgenza di proclamare santa suor Ercolina. Ma per fare un santo ci vogliono tre miracoli, e della suora se ne trovano a stento due. Il cardinal Dorigo un miracolo ce l’avrebbe: l’ha chiesto e ottenuto per il fratello una mondina lombarda. Sarebbe perfetto se non fosse per un dettaglio: benché compaesana di suor Ercolina, la donna non ha invocato lei ma un’altra santa. Pur di velocizzare il processo, Dorigo decide di andare di persona in Lomellina a vedere se è possibile ottenere un piccolo… ritocco a questa versione.
In Lomellina Arturo Bonavia, uno sgangherato cantante che gira le balere di terz’ordine, si ritrova senza soubrette, e viste le gambe di una bella mondina in mezzo alle risaie, la assume immediatamente. La donna si chiama Michelina, canta sguaiatamente, si muove male, ma ha il fisico giusto, e Arturo, con comico cinismo, le insegna a stare sul palcoscenico.

 “Sono partito dall’idea di scrivere una commedia musicale di tipo nuovo.†– dichiara Edoardo Erba –  Con una trama originale, che provasse a rinnovare un repertorio fermo dall’epoca di Garinei e Giovannini. Non avevo insomma nessuna intenzione di rispettare il genere scrivendo qualcosa di convenzionale, che desse solo buoni spunti alle canzoni. Volevo la musica dentro una cosa vera, pulsante, che si ispirasse alla miglior commedia all’italiana del cinema del dopoguerra. Non avendo mai scritto teatro musicale, ho pensato che per coerenza col mio tragitto fosse utile partire dalla musica come elemento tematico prima ancora che formale. Così è stato spontaneo ispirarsi al mondo del varietà, e a un personaggio che del varietà era l’emblema, la soubrette.

Se non sai cantare, se non sai ballare, sei perfetta per fare la soubrette si diceva all’epoca. Dunque Michelina arriva al palcoscenico per caso, non per vocazione. E’ una mondariso della Lomellina, che sta tutto il giorno coi piedi nell’acqua, non più giovanissima, ma con un bel fisico scattante e un carattere che nella sua ingenuità si impone e conquista. E l’Arturo, cantante sentimentale che batte i peggiori locali della zona, rimasto senza la sua soubrette, la vede nei campi e l’assume all’istante. Un po’ come fa Silver Boy nel bel film “Basta guardarla†di Luciano Salce, che però ambienta la storia negli anni Sessanta. “Michelina†invece si svolge quasi un ventennio prima, nel 1948. In quell’anno in Italia, con la vittoria di De Gasperi alle elezioni e la sua decisiva scelta atlantica, finisce il primo dopoguerra. Poi ci sono l’attentato a Togliatti e Bartali che vince al Giro di Francia. Se il quarantotto ottocentesco era diventato sinonimo di disordine, quello del Novecento è nel segno della stabilizzazione. Comunque un anno cruciale, di cui noi siamo figli.

L’altro polo della narrazione – nella commedia – è la vicenda del miracolo: il cardinal Dorigo è alla ricerca del terzo prodigio per beatificare suor Ercolina. Non è solo uno spunto narrativo, avevo voglia di indagare su “come si fa un santo†– questione sempre d’attualità – in modo non ideologico, sereno, con gli strumenti della commedia. Senza satira ma senza indulgenza. Mi è sembrato che questi due elementi, il varietà e il Vaticano, proprio perché apparentemente antitetici, potessero produrre buon carburante per la dinamica del racconto. Ne è scaturita una storia d’amore, un quadretto d’epoca, un melò che infine precipita su se stesso, in modo ricorsivo. Perché la sintesi fra i due mondi contrapposti per me avviene solo qui, in teatro, nella loro rappresentazione. 

Collaborando con Federico Odling ho poi scritto le parole alle bellissime canzoni, in perfetto stile anni Quaranta, che lui ha composto. Credo che le due parti, musicale e in prosa, grazie al suo lavoro siano diventate davvero inscindibili. Il risultato mi pare profondamente italiano. Pesca nelle nostre radici culturali e musicali, e credo che oggi, nel momento in cui l’identità collettiva vacilla, sia utile ricordare che le abbiamo.â€
  
Fino al 20 maggio 2012
 
MICHELINA
scritto e diretto da Edoardo Erba
con Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia, Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Annalisa Amodio
musiche di Federico Odling
costumi di Massimo Poli
 
Orario: mar./sab. h 21.00 – dom. h 17.30
Biglietti: intero € 24,00 ridotto € 12,00

Per Informazioni: 06 5740170

Ufficio Stampa
Marzia Spanu
+39 06 77591075
+39 335 6947068
spanumar@gmail.com

TEATRO VITTORIA
Piazza S. Maria Liberatrice, 10 – Roma
 

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La Bella Addormentata nel bosco

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La Bella Addormentata nel bosco

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Sabato 19 e domenica 20, per ripetersi sabato 26 e domenica 27 maggio, vedremo Pulcinella (interpretato da Caterina Vitiello) solo in scena con un grande dilemma: “ quale versione della Bella addormentata raccontare� Gli elementi in scena (un arcolaio dei tempi moderni e due ceste di lana) non lo aiutano a prendere un decisione, ma il maestro (interpretato da Maurizio Ponziani) intonando una celebre melodia di Peter Čajkovskij invita Pulcinella a fermarsi e pensare…da qui la soluzione.

Aiutato dai bambini Pulcinella porrà sull’arcolaio tutti gli elementi per scrivere una nuova versione della fiaba. Un cesto pieno di gomitoli di lana rappresenta metaforicamente le versioni della fiaba più conosciute, un altro cesto pieno di pezzetti di lana grezza, rappresenta la fiaba in divenire, con questo preambolo, la scena, nel teatro dei burattini, si apre con i festeggiamenti della piccola principessa appena nata. La lista degli invitati è molto lunga, anche le fate del regno (tre pupazze) sono tra gli ospiti, il Re e la Regina (burattini) sono convinti di non aver tralasciato nulla, ma mentre ognuna delle fate si appresta a regalare una virtù alla principessa, irrompe la fata cattiva, (interpretata da Francesca Villa) la più temuta di tutto il regno e che, offesa per non essere stata invitata alla festa, lancia una maledizione sulla vita della principessa. Niente e nessuno potrà mutare il destino, nemmeno Pulcinella che, durante la festa del 16° compleanno di Aurora, cercherà in ogni modo di allontanarla dal fuso; Aurora si punge il dito e la profezia si compie.

Fortunatamente per volere inconscio dei bambini nella nuova tessitura è stata messa una quarta fata, La fata Sisà che ha tramutato il sonno mortale di Aurora in un sonno centenario, non c’è da far altro che attendere il bacio d’amore che sveglierà la principessa per l’epilogo positivo dello spettacolo. Purtroppo però Pulcinella, nel mettere gli elementi sul fuso, ha omesso consapevolmente il principe e così ora, si trova costretto a cercare un principe d’urgenza. Lo troverà tra il pubblico volontario e coraggioso, deciso a sconfiggere la fata cattiva e a baciare la principessa addormentata. Per la celebrazione delle nozze bisognerà attendere qualche tempo perché Aurora, a dispetto di ciò che vuole la tradizione, vuole decidere da sola chi sarà il suo sposo, intanto balla con i suoi pretendenti.

LO SPETTACOLO
Lo spettacolo prende spunto dalle più celebri versioni della fiaba che la storia ricordi, primo fra tutti C. Perrault, ma anche Basile e i F.lli Grimm, per riscrivere insieme al pubblico un racconto nuovo e senza tempo. La Fiaba della bellissima principessa Aurora sarà raccontata dai burattini e dalle attrici Del Teatro San Carlino attraverso una messinscena divertente, emozionante e incantata. La musica di Tchaikovski saranno suonate dal vivo al pianoforte e sosterranno gli attori in tutte le loro avventure di scena accompagnando il pubblico in un’atmosfera sognante. Il prologo è affidato a Pulcinella che apparirà su palcoscenico all’inizio dello spettacolo per poi lasciare lo spazio alla bella principessa Aurora, alle fate Flora Fauna e Serena, alla Strega e al principe azzurro che non hanno ancora un nome perché saranno battezzati dal pubblico.

spettacolo teatrale con musica dal vivo ispirato alla favola
dei Fratelli Grimm con le musiche di Pjotr Iljitsch Tschaikowski
Regia: Caterina Vitiello

ATTORI E INTERPRETI
Manuela Ciofi – Aurora
Caterina Vitiello – Pulcinella; Paggio; una Fata; Maga; Regina
Giada Parlante – Re; due Fate; Carabosse;
Maurizio Ponziani – Maestro d’Orchestra
Pianoforte:Maurizio Ponziani
Luci e scenografia: Manuel Reimann
Costumi: Vera Zamuner
Tecnica: Attori, Danzatori, Pupazzi e Burattini

Tariffe
Intero € 12,00
Ridotto (persone con età inferiore a 14 anni e superiore a 65): €. 8,50
Intero Amici del S. Carlino: €. 10,00
Ridotto Amici del S. Carlino (età inferiore a 14 anni e superiore a 65): €. 7,50
Intero convenzionati
Sconto riservato esclusivamente ai convenzionati con il Teatro San Carlino e a un accompagnatore di possessore Abbonamento Trasversale: €. 11,00
Ridotto convenzionati
Sconto riservato esclusivamente ai convenzionati con il Teatro San Carlino e a un accompagnatore possessore Abbonamento Trasversale con età inferiore a 14 anni e superiore a 65 nonché titolari della Carta Più: €. 8,00

DAL 19 AL 27 MAGGIO 2012

Prenotazioni e informazioni
Telefono: 06.699.22.117

SPETTACOLI:
Sabato 19 Maggio: ore 16:30 – Domenica 20 Maggio: ore 11:30 e ore 17:30
Sabato 26 Maggio: ore 16:30 – Domenica 27 Maggio: ore 11:30 e ore 17:30

TEATRO SAN CARLINO
Viale dei Bambini Villa Borghese, Pincio (Orologio ad acqua)

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Amarsi perdutamente

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Amarsi perdutamente

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

“Quasi tutto ciò che è stato scritto sull’amore è vero”. Shakespeare ha detto: il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano…… che pensiero stupendo!

La maggioranza delle coppie non ha mai sperimentato nulla di vagamente simile a questo…ma sicuramente a Shakespeare è accaduto e non solo a lui…si pensa all’amore più di quanto in realtà si dovrebbe! E’ sempre stato Shakespeare a scrivere: l’amore è cieco! Ecco questo sappiamo che è vero. Per alcuni inspiegabilmente l’amore svanisce, per altri semplicemente l’amore è perduto, comunque può anche essere trovato, magari solo per una notte oppure per l’eternità!â€

Un divertente viaggio nella coppia e nelle sue strane dinamiche. Un vertiginoso susseguirsi di battute dal ritmo incalzante e di situazioni paradossali in un crescendo di comicità che sfiora l’assurdo.

Daniela Granata e Gabriele Tuccimei sono gli interpreti di un atto unico brillante, ironico, esilarante che parla di una storia d’amore e di passione, ma non solo. Al centro della pièce anche abitudini contrastanti e aspirazioni opposte, insicurezze sentimentali..

Che fare per impedire che il Grande Amore porti la parola fine?

TEATRO INSTABILE DELLO HUMOUR
IL SALOTTO ROSSO
“AMARSI PERDUTAMENTE…MA CAPACI DI TUTTO”
di Daniela Granata
con Daniela Granata e Gabriele Tuccimei

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Un’allegra fattoria

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Un’allegra fattoria

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Spettacolo sull’amicizia, per superare pregiudizi e scoprire il piacere del nuovo e delle diversità.
Nella fattoria di Corte Fiorita la mattina presto, gli animaletti si stanno preparando ad una splendida giornata, chiusi nelle loro casetta di paglia dormicchiano, si stiracchiano e mettono fuori il musetto.
Fata Meringa, come ogni mattina fa il giro delle casette, raccoglie le uova, prepara la colazione…e ne succedono delle belle, tra scherzetti favole e magie.
Ma quello che rende perplessi tutti e una nuova casetta tutta strana storta e nera… chi ci abiterà e da dove è venuta? Sarà un brutto tiro del lupo? Il porcellino si ricorda una vecchia storia del “ lupo e i tre porcelliniâ€, il capretto quella del lupo e i sette capretti e via via ognuno sa una storia un po’ paurosa intorno al pensiero di chi si può nascondere dentro alla strana casetta.
Toc toc… ad un certo punto qualcuno bussa… la paura è tanta…la porticina si apre… ed ecco davvero un lupo! Si… però un cucciolo di lupo, un po’ malmesso e affamato ma… con tante storie da raccontare prima fra tutte la sua avventura per raggiungere  Corte Fiorita e trovare tanti amici.
Si può adottare un lupetto in una fattoria? Queste e tante altre risposte e domande per conoscere e rispettare tutti quelli che sono diversi e scoprire che un po’ tutti lo siamo!
 
DAL 29 APRILE AL 13 MAGGIO 2012

Un’allegra fattoria
Compagnia Arte & Mestieri
Testo di Maria Toesca
Regia di Riccardo Diana

Biglietti: da 6 a 8 euro

dai 3 ai 6 anni

TEATRO LE MASCHERE
Via Aurelio Saliceti, 3 (Trastevere)

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Penelope in Groznyj

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Penelope in Groznyj

Con PENELOPE IN GROZNYJ il mito omerico di Penelope e della sua controversa solitudine si trasferisce nella Cecenia di oggi, un paese dove la tortura è la norma, le esecuzioni senza processo sono routine e le razzie e i saccheggi un luogo comune. Una terra battuta da un gelido inverno e dalla guerra, minacciata dal fuoco di sanguinarie milizie indipendentiste e messa ancor più in pericolo da un esercito corrotto, complice e profittatore di uno spietato disegno politico. Un paese in cui si è perso il diritto alla dignità.

Siamo a Groznyj, capitale fantasma di un paese fantasma. Siamo in una scuola abbandonata, distrutta dai bombardamenti, adesso occupata dai Russi/Proci, capitanati da Antinoo, che ne hanno fatto il loro quartier generale, covo di piani crudeli e tana di giochi perversi. Penelope è una donna sola. Il marito Ulisse è lontano da casa da qualche anno, da alcuni mesi non arrivano più sue notizie dall’occidente, nè i suoi soldi che dovrebbero servire a mandare avanti la baracca e a mantenere gli studi del figlio. Telemaco è un giovane uomo inquieto, che vive nel rancore e nell’odio. Pireo e Teoclimeno, i suoi unici amici. Euriclea, la vecchia nutrice. Laerte, il suocero ritiratosi nel silenzio. Melanto, una giovane amica. Elena, la bella cugina.

Con la riscrittura del mito greco e dei suoi personaggi epici, e con uno sguardo a Pasolini, si cerca di ricostruire la vita quotidiana in tempo di guerra, dando così vita a una metafora violenta di cosa il potere fa ai corpi e alla parola. Un’analisi feroce di una terra distrutta, di un olimpo senza dei, e di una popolazione inerme, ormai privata della speranza e della solidarietà.

PENELOPE IN GROZNYJ diventa così una parabola sprezzante di qualsiasi regime totalitario, sia esso lontano o vicino, storicamente superato o attualmente invisibile, dove il terrore e l’orrore sono all’ordine del giorno e dove la situazione di emergenza altera brutalmente le convenzioni formali, inverte e modifica ogni rapporto, intellettuale, affettivo, di potere, e stravolge il senso intimo di ogni gesto e di ogni abitudine.
Attori spagnoli, tedeschi, inglesi e italiani compongono il cast dello spettacolo.

MARCO CALVANI (1980), attore formatosi alla scuola del Teatro della Limonaia e al Duse Studio di Roma, debutta come drammaturgo nel 2002 con Quasi, commissionato dal Social Forum Europeo dei Teatri. Altri lavori includono: Teloleggonegliocchi! (2003), Prima che tu dorma, commissionato dal Todi Arte Festival 2004, La vita bassa/Low Life (2005) commissionato dal Phoenix Theatre di Londra, Le mani forti (2006), pièce liberamente isp irata alla tragedia di Novi Ligure e Olio (2008).

Nel 2009 su commissione della Grec Fundaciò di Barcellona scrive e dirige La città sotto/The city beneath presentato poi in anteprima mondiale al La MaMa Theatre di New York, e Penelope in Groznyj che debutta al Kunsthaus Tacheles di Berlino. È stato inoltre ospite dell’Ubud Writers and Readers International Festival di Bali. Nel 2010 scrive assieme a Marco Marra Unghie per la rassegna di teatro omosessuale Garofano Verde di Roma ed insegna all’Obrador Internacional d’Estiu presso la Sala Beckett di Barcellona.

E’ tra i giovani autori italiani più rappresentati in Francia con Les Mains Fortes.Nel giugno 2011 è invitato dal Théâtre de la Ville di Parigi a rappresentare l’Italia in un progetto di scrittura internazionale, il Bal Littéraire, sotto la direzione di Fabrice Melquiot, nell’ambito di Face à Face e Chantiers d’Europe. Nello stesso anno riceve il Premio Siae come migliore autore teatrale nell’ambito del 54° Festival di Spoleto e vince una residenza alla Cité Internationale des Arts di Parigi. Al 55° Festival dei 2 Mondi di Spoleto, il prossimo giugno, Neil LaBute dirigerà in anteprima mondiale il suo nuovo lavoro Roba di questo mondo con Andréa Ferréol. E’ fondatore e direttore artistico di Mixò, centro culturale internazionale che riunisce attori e autori nella promozione di opere originali di teatro e di cinema. I suoi testi sono tradotti e rappresentati in sei lingue.

Lo spettacolo ha debuttato in anteprima mondiale al Kunsthaus Tachleles di Berlino il 5 dicembre 2009 ed è stato presentato nel giugno 2010 al Napoli Teatro Festival, sezione Fringe.

Direttore artistico Manuela Kustermann
Stagione Teatrale 2011-2012

3-13 MAGGIO 2012
Mixò / Kunsthaus Tacheles / Titania Produzioni
in collaborazione con MTM / RT Studio
Maria Mendizabal in
PENELOPE IN GROZNYJ
scritto e diretto da Marco Calvani
orari: dal martedì al sabato ore 21 – domenica ore 18.00
Prezzi: € 20,00 intero e ridotto € 15,00

con
Alberto Alemanno (Anfinomo), Elisa Alessandro (Attoride), Luca Celso (Telemaco), Karen Di Porto (Elena), Filippo Gattuso (Pireo), Giovanni Izzo (Antinoo), Letizia Letza (Ippodamia), Nicola Mancini (Leocrito), Roberta Mastromichele (Afrosine), Marta Pilato (Animone), Gianluca Soli (Teoclimeno), Emilia Verginelli (Melanto)
e con
Francesca De Sapio nel ruolo di Euriclea, Nicolà Hendrik nel ruolo di Cassandra, Bing Taylor nel ruolo di Laerte
luci Emiliano Pona
costumi Beatrice Zamponi
musiche originali Diego Buongiorno

FOYER DEL TEATRO VASCELLO
9 maggio 2012 ore 18
CONFERENZA: CECENIA. UNA TRAGEDIA INFINITA
intervengono:
VERA POLITKOVSKAJA, giornalista e figlia di Anna Politkovskaja
AMEDEO RICUCCI, storico e reporter
ASLAN DUDAEV, studente e nipote di Džokhar Dudaev
MASSIMO BONFATTI, Associazione Mondo in Cammino
MARCO CALVANI, autore e regista
FIAMMETTA CUCURNIA, giornalista La Repubblica
Proiezione Fotoreportage dal Caucaso di LIVIO SENIGALLIESI

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Alé Calais

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Alé Calais

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

La più incredibile impresa sportiva all’alba del nuovo secolo: una squadra di dilettanti del profondo Nord della Francia, che prende il nome da Calais, cittadina un tempo florida e famosa come passaggio obbligato per l’attraversamento della Manica ed ora saltata a piè pari da un famigerato tunnel, sfida il 7 maggio del 2000 il grande Nantes allo “Stade de France†per la finale di Coppa di Francia. I più sfigati, negletti e improbabili giocatori di Francia, commessi, operai, elettricisti, battono una dopo l’altra una decina di squadre, tra cui l’eccellenza del calcio mondiale: Strasburgo, Bordeaux, Cannes. Un miracolo: Davide contro Golia, Leonida alle Termopili.

“Calais, siamo nella provincia dimenticata della Francia, ma potrebbe essere una qualsiasi cittadina italiana, di quelle di cui si sente parlare solo per qualche efferato ma sporadico delitto passionale.
Non accade nulla, nulla sembra poter accadere. Un vento spietato spazza via desideri e sogni. Una squadra di calcio non professionista ma molto affiatata riesce poco a poco a conquistare punteggi in campionati prima locali poi provinciali fino ad arrivare alla finale, a Parigi. Tutti, dal sindaco, al prete, dalla pasticcera, alla maestra, dimenticando colori politici e vecchie antipatie si ritrovano uniti a fare il tifo, un tifo sempre più caldo, partecipe. Finalmente la gente si parla, unisce le forze, rinasce l’orgoglio d’appartenenza. Migliaia di calesiani invadono Parigi con pullman e treni speciali. Ragazzini, vecchi, famiglie intere, sotto la pioggia, il freddo, con il pranzo al sacco e un sogno nel cuore: vincere. Vincere la Coppa. Essere primi. Sbaragliare l’avversario famoso, forte, osannato dal pubblico e dalla stampa. Fino all’ultimo la vittoria sembra a portata di mano ma in finale un goal controverso fa vincere ancora una volta i più forti. Eppure qualcosa è successo, qualcosa che va ben oltre il calcio, ben oltre lo sport. Nessuno impreca, nessuno si sfoga sugli altri. Calais in fondo ha vinto, perché è arrivata fino in fondo, a testa alta, compatta.†(Osvaldo Guerrieri)

“In scena la protagonista. Ha seguito la storia, se n’è impossessata, l’ha amata, l’ha fatta sua e ora ce ne restituisce tutte le sfumature, le ragioni e i sentimenti, sostenendo con ironia e tenerezza il
“ vento†nuovo che anima Calais.
È il moderno Omero, il racconta storie, capace di dar vita a tutti i personaggi.
L’epopea di un luogo diventa metafora del nostro destino.
Nulla di più teatrale e universale. E anche divertente, che non guasta.
Un corpo e un’intelligenza femminile in scena aggiungono sale al racconto, abbattendo la anacronistica divisione tra “cose†di maschi e “ cose†di femmine per cui le donne raccontano di fatti personali e privati e gli uomini di guerre e di imprese.
Sarebbe questo, anche e finalmente, un vento nuovo.
In smoking, accompagnata da una piccola orchestra d’archi, affiatatissimi e collaudati, in una scena candida come una scatola luminosa, il racconto prende corpo come una ballata, un’opera musicale euforizzante e inedita.†(Emanuela Giordano)

Lo spettacolo è stato rappresentato in francese a Parigi al Théâtre Mouffetard dal 7 al 17 settembre 2011.
Il testo è stato tradotto in inglese e spagnolo per poter circuitare nella stagione 2012/2013.

ORARI SPETTACOLI
dal martedì al sabato ore 21.15
domenica ore 17.15

INFO
botteghino (Quirino) 06/6794585
info 0669924847
via Marco Minghetti, 5
mail info@teatroquirinetta.it
www.teatroquirinetta.it

PREZZI
intero €25.00
ridotto €20.00

in scena da martedì 8 maggio a domenica 13 maggio
prima stampa mercoledì 9 maggio
Teatro Stabile di Calabria
Marianella Bargilli
Alé Calais
l’irresistibile ascesa di una squadra di dilettanti fino alla Finale della Coppa di Francia

di Osvaldo Guerrieri
musiche Bubbez Orchestra
eseguite dal vivo da Francesca Taviani violoncello Massimo De Lorenzi chitarra
Ermanno Dodaro contrabbasso
scene Andrea Nelson Cecchini
costumi Adele Bargilli
regia Emanuela Giordano

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Itagliani

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Itagliani

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Frevella è il prototipo della matriarca feroce e picchiatrice di uomini, donna mascolina dell’utero dentato, terrore dei maschi meridionali, afflitta però da una debolezza che la rende involontaria profetessa: crisi mistiche e allucinazioni. Cinnicò è il tipico impiegato di concetto gogoliano, debole, disperato, frustrato ma antifascista. Cinnicò deve pur ribellarsi ad una moglie violenta e umiliante e concepisce così il suo grande piano, una subdola rivalsa che gli consentirà, in un sol colpo, di vendicarsi della moglie oppressiva e degli odiati stolidi dittatori: Frevella offrirà ai signori della Seconda Guerra una sua personale profezia, naturalmente a pagamento…
Di qui l’alternanza delle voci, del marito, della moglie, dei registri, del dialetto inventivo dell’una, il buon italiano dell’altro; l’azione rapida ed il trasformismo da un punto di vista all’altro; l’atmosfera degli anni della guerra e al tempo stesso il dramma familiare; la Storia e il paradosso.
Fra il 1938 e il dopoguerra le memorie monologanti, comiche e deliranti di due insoliti protagonisti, sullo sfondo dei rivolgimenti del Fascismo.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA
piazza Giovanni da Triora 15, Roma – tel. 06 81173900
mar/sab h 21.00 – dom h 17
BIGLIETTI: ridotto € 12,00 intero € 15,00
www.ambragarbatella.eu

dal 2 al 6 maggio

Madira e Razmataz s.r.l.

presentano

Margherita di Rauso
in
ITAGLIANI
ovvero
storia del delirio di Frevella Lavannara che profetizzò a Hitler e Mussolini la disfatta nella guerra a causa di suo marito Augusto Cinnicò, uomo di concetto

scritto da Antonella Cilento

regia di Eleonora Pippo

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Insieme A Te Non Ci Sto Più

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Insieme A Te Non Ci Sto Più

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Andrea è un architetto, passa le giornate a domandarsi perché i suoi clienti vogliano, a tutti i costi, un arco finto nel proprio salone.
Arianna è sua moglie e passa le notti con l’incubo di scongelare alimenti ittici.
A loro modo, sono una coppia solida, nella convinzione che la situazione sia sotto controllo. Salda. Immutevole. Colonne che sostengono archi, archi che sostengono soffitti. Finché un giorno…
Perché in amore, come in architettura, ci si mette un sacco per costruire, ma si demolisce in mezzo minuto?
Forse ce lo potrà spiegare Ernesto, un muratore psicologo rumeno…
Oppure ci potrà illuminare Aisha, una zingara affascinante e misteriosa, che nasconde chissà quali verità.
O la “cliente tipoâ€, quella che sembrava essere l’unica ossessione di Andrea, ma che alla fine si rivelerà il più innocuo dei problemi.
“Insieme a te non ci sto più†è la nuova divertente commedia di Adriano Bennicelli, diretta con brio da Michele La Ginestra ed interpretata da cinque splendidi attori… per ridere di un “terremoto di coppiaâ€, che potrebbe aver vissuto chiunque di noi!

dal 2 al 20 maggio 2012

“Insieme A Te Non Ci Sto Più”
(il terremoto dell’89)
di Adriano Bennicelli

con: Siddhartha Prestinari, Alessandro Tirocchi, Matteo Vacca, Barbara Russo, Morgana Giovannetti
scene: Opusincertum
disegno luci: Francesco Mischitelli
aiuto regia: Morgana Giovannetti
regia: Michele La Ginestra

Orari: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Giorno di riposo: lunedì

Biglietti: intero € 19,00; ridotto € 14,00 (compresa pren. e prev.)
Biglietteria: via Benevento 23; dal lunedì al sabato ore 10.30-21.00; domenica ore 16.00-18.00

Info e prenotazioni: tel. 06.442.36.382
teatro@teatro7.it

TEATRO 7
Via Benevento, 23

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Il gatto con gli stivali

Posted in Teatro | Posted by redazione
Il gatto con gli stivali

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Un giovane ragazzo sta per raccontare la fiaba del gatto con gli stivali quando all’improvviso viene interrotto da un gatto in persona, che dice di essere il protagonista della storia. Dapprima un po’ di diffidenza tiene il giovane ancorato al suo posto di narratore, ma bastano poche parole del gatto per rassicurarlo che qualunque storia racconti questo personaggio deve essere di sicuro una bella storia. Tramite ricordi immaginati e narrati il gatto racconta al pubblico di quando è stato donato in eredità a Cagliuso, il figlio del mugnaio e di come grazie alla sua furbizia è riuscito ad entrare nelle grazie del Re Fortunio. Rivive, divertendo tutti, l’avventura col terribile Orco che dopo varie trasformazioni verrà mangiato dal gatto per essersi erroneamente trasformato in un topo e finalmente si compiace quando Cagliuso grazie alle sue destrezze riesce a sposare la figlia del Re, la principessa Furturella. Insomma il gatto che ha interrotto la narrazione iniziale si rivela essere proprio il protagonista della storia sia passata che attuale, tant’è che ad un certo punto è il narratore ad interrompere il racconto quando sente dire che il gatto con gli stivali un giorno abbandonò il suo padrone. E allora ancora una volta il gatto dice la sua e racconta di quando fingendosi morto per fare uno scherzo a Cagliuso ormai divenuto principe, lo sente dire alla moglie di sbarazzarsi di lui gettandolo dalla finestra. E’ da quel momento – dice il gatto – che ho deciso di lasciarlo per punire la sua irriconoscenza diventando così un gatto libero di girovagare fermandomi di tanto in tanto a raccontare.

Spettacoli:
sabato 5 maggio, ore 16:30
domenica 6 maggio, ore 11:30 | ore 17:30

sabato 12 maggio, ore 16:30
domenica 13 maggio, ore 11:30 | ore 17:30

Favola musicale per attori, burattini e musica dal vivo ispirato al racconto dei Frattelli Grimm di Caterina Vitiello
REGIA: Francesco Picciotti
DRAMMATURGIA: Caterina Vitiello
ATTORI E INTERPRETI: Marco Ceccotti, Francesco Picciotti, Maurizio Ponziani
DIREZIONE MUSICALE: Maurizio Ponziani

TECNICA:Attori, burattini e pupazzi

Tariffe
Intero: €. 9,50
Ridotto (persone con età inferiore a 14 anni e superiore a 65): €. 7,50
Intero soci: Riservato agli amici del Teatro San Carlino: €. 8,50
Ridotto soci: Riservato agli amici del Teatro San Carlino con età inferiore a 14 anni e superiore a 60: €. 6,50
Intero convenzionati Feltrinelli Card: €. 9,00
Ridotto convenzionati Feltrinelli Card (Carta Più Ragazzi): €. 7,00

prenotazioni e informazioni:
tel. 06.699.22.117

TEATRO SAN CARLINO
Viale dei Bambini
Villa Borghese – Pincio – Orologio ad acqua

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