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Le star di Hollywood pazze per la cucina Made in Italy

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Le star di Hollywood pazze per la cucina Made in Italy

E’ caccia tra le star americane dei “giacimenti eno-gastronomici” e delle specialità gastronomiche del Belpaese. Lo riportano ben 7 testate internazionali su 10 secondo cui i divi sono pronti a spendere cifre folli in Italia per rilevare gloriose tenute ed aprire catene di ristoranti rigorosamente Made in Italy. E in cima alle preferenze spiccano mozzarella di bufala e parmigiano reggiano, preferite a ostriche e champagne

Basta cibi esotici, fast food e ristoranti etnici. Oggi le stelle di Hollywood sono affascinate dai prodotti italiani. I divi dello star system preferiscono mozzarella di bufala (40%) e parmigiano reggiano (44%) a ostriche e champagne. Non si tratta solo di preferenze culinarie o dell’assidua frequentazione di ristoranti italiani: sono sempre più i divi che da qualche anno scelgono di acquistare tenute agricole nel Belpaese, cercano di rilevare gloriose aziende produttrici locali e di aprirsi catene di ristoranti con chef e cuochi di origine italiana che cucinino le specialità del Belpaese. Lo sanno bene Sting, il quale ha deciso di comprarsi e gestire un agriturismo in Toscana, e Danny De Vito, produttore del Limoncello Premium, lavorato utilizzando i limoni di Sorrento. Altro che ville da sogno e yacht superaccessoriati. Numerosi divi dello star system, tra cui Lady Gaga, Francis Ford Coppola e Robert De Niro, decidono di mettere su catene di ristoranti italiani, trasformando la loro passione per l’italian food in un vero e proprio business.

La passione dei divi di Hollywood per i prodotti italiani è una tendenza internazionale individuata dal Polli Cooking Lab attraverso il monitoraggio e l’analisi di oltre 200 testate internazionali (quotidiani e periodici) e di 1200 siti Internet, per capire le caratteristiche dei prodotti “Italian Style†che vincono nel mondo, stregando i personaggi dello star system.

Quali sono le eccellenze italiane che danno oggi maggior prestigio e lustro al nostro paese? Ben 7 testate internazionali su 10 (69%) parlano esclusivamente delle produzioni alimentari qualificate e certificate “made in Italyâ€. Quali sono questi prodotti? Vini come l’Amarone (36%), formaggi come la Mozzarella di Bufala (40%) ed il Parmigiano Reggiano (44%), salumi come il San Daniele (34%) ed il Prosciutto di Parma (38%), trovano più spazio sulle testate internazionali rispetto a prodotti solitamente accostati al lusso come ostriche e champagne.

Quali sono i valori simbolo dell’eccellenza italiana? Le principali testate mondiali celebrano del Made in Italy il senso d’appartenenza (59%), l’innovazione (51%), l’estetica, ovvero l’amore e il gusto per il bello (46%). Quali sono le caratteristiche e le qualità che permettono ai prodotti nostrani di essere altamente apprezzati all’estero? Sono soprattutto gusto (56%), creatività (45%), artigianalità e cura per i dettagli (38%), varietà (34%) e capacità di fare relazione e socializzare (31%).

Dal Piemonte alla Sicilia, agriturismi, tenute e caseifici dove si producono eccellenze Made in Italy fanno gola ai vip internazionali. In un articolo pubblicato sul The Guardian dedicato ai 60 anni di Sting, la leggenda del rock ha parlato del suo agriturismo in Toscana. Il suo appezzamento occupa 300 ettari vicino a Figline Valdarno, 30 km a sud di Firenze, all’interno del quale si producono olio extravergine di oliva, miele d’acacia e di castagno, marmellate, frutta e verdura. L’ex cantante dei Police ha confessato di amare il suo agriturismo perché la natura offre spunti di riflessioni, animando la propria ispirazione artistica.

Quali sono le principali regioni italiane dove i divi di Hollywood hanno messo da tempo gli occhi? Al primo posto troviamo la Toscana (31%), seguita da Veneto (23%), Piemonte (19%), Emilia-Romagna (16%), Campania (11%) e Sicilia (9%). Cosa significa mangiare italiano per le star di Hollywood? Secondo i divi l’italian food è soprattutto sinonimo di buon gusto (32%), credibilità (27%) e positività (21%). Lo sa bene la simpaticissima star hollywoodiana Danny De Vito, citata dal Time all’interno della classifica dei 10 principali prodotti realizzati da celebrità. L’attore di celebri film, tra cui «Qualcuno volò sul nido del cuculo» e «La guerra dei Roses», è famoso in America per essere produttore del Limoncello Premium, il celebre liquore realizzato esclusivamente con limoni di Sorrento, lavorati in una distilleria nella Penisola Sorrentina per ottenere il miglior Limoncello del mondo.

Da passione a business, l’amore per la cucina italiana contagia numerose star americane, appartenenti al mondo della musica e del cinema. Come Lady Gaga, alla quale il New York Times ha dedicato paginoni e speciali per raccontare l’inaugurazione della trattoria “Joanneâ€, gestita dai suoi genitori. All’interno del locale, sito a New York nella zona dell’Upper West Side, su Columbus Avenue, è possibile gustare piatti tipici italiani, in un ambiente che cerca di ricreare l’atmosfera della Toscana, con paesaggi campestri alle pareti. Negli ultimi anni, i divi americani hanno abbandonato la gestione dei vari Planet Hollywood, preferendo catene di ristoranti che celebrano la cucina italiana. Ne è un esempio Sylvester Stallone; il celebre attore di origini italiane, assieme a due grandi attori come Danny DeVito e Charlie Sheen, ha di recente comprato il Buca di Beppo Restaurant, situato in California presso l’Universal City Location.

Investire sulla cucina made in Italy, dunque, rende per i divi di Hollywood molto di più rispetto ad altre attività. Cosa permette nei ristoranti di ricreare l’atmosfera italiana? Le star di Hollywood all’interno dei loro locali scelgono di mostrare quadri ispirati all’arte italiana (34%), mettono famosi brani italiani come sottofondo musicale (23%), ricreano sulle proprie pareti paesaggi suggestivi tipicamente italiani (20%) e arredano il proprio locale ispirandosi all’arte ed al design made in Italy (15%). Lo sanno bene il regista Ridley Scott e il premio oscar Robert De Niro, tra i proprietari del ristorante italiano Ago di Los Angeles. Diretto dallo chef Agostino Sciendri, le specialità della casa sono il risotto ai funghi e pollo alla toscana, preparati nella cucina con forno a legna aperta direttamente sulla sala.

La passione per la cucina italiana coinvolge anche artisti del calibro di Francis Ford Coppola; il regista italo-americano all’interno del suo ristorante Café Zoetrope di San Francisco è orgoglioso di offrire ai suoi ospiti specialità tipicamente italiane. Una passione che ha contagiato anche le star più eccentriche come l’ex campione di westling Hulk Hogan, il quale ha ideato Pastamania, una catena di ristoranti tipici italiani distribuita a Singapore, Malaysia, Indonesia, India e Medio Oriente. Ma quali sono i piatti e le pietanze più serviti all’interno di questi ristoranti? Spaghetti alle vongole (45%), penne al pomodoro e basilico (41%), risotto al parmigiano (35%), zuppa di verdure (29%), pollo alla toscana (21%) sono le pietanze preferite, senza dimenticare però minestrone, bocconcini di mozzarella, ravioli ripieni di scampi, peperoni dolci e pomodori secchi.

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I supermercati esteri a sostegno dell’export italiano

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I supermercati esteri a sostegno dell’export italiano

Per aumentare l’export dei prodotti alimentari è prioritario il coinvolgimento della grande distribuzione estera. Il messaggio arriva dalla seconda giornata di Cibus dove si è tenuto il convegno “Cibus Global Awardâ€, che ha presentato il primo studio quali-quantitativo mai realizzato sulla presenza del food made in Italy sugli scaffali dei supermercati di Europa, Stati Uniti ed Asia. Una squadra di “osservatori†ha lavorato per mesi per studiare e classificare l’esposizione dell’alimentare italiano nella Gdo estera; in sintesi pur essendo penalizzati dall’assenza di insegne italiane cresce esponenzialmente l’interesse da parte delle catene internazionali per l’offerta dell’industria italiana.

“Cibus Global Awardâ€, organizzato dal Gruppo Food e Fiere di Parma, ha anche premiato le catene distributive estere che si sono distinte per parametri di valutazione vanno dall’ampiezza dell’assortimento al numero di referenze a scaffale, dalle promozioni alle attività informative instore. Per effettuare le rilevazioni, il Gruppo Food si è avvalso della collaborazione dei migliori esperti nei rispettivi mercati di riferimento: Retail Watch per il mercato europeo, Mra per quello americano, BTG group per quello asiatico.

Per la Gdo in Europa il primo classificato è la catena tedesca Edeka, per il vasto assortimento, per l’eccellente ordine e visibilità del prodotto italiano in scaffale, specie nelle merceologie dei salumi e dei formaggi (secondo e terzo classificato l’inglese Waitrose e la francese Carrefour).

Per la Gdo statunitense il primo classificato è la catena Central Market, premiata per il grande coinvolgimento del consumatore nell’esperienza di acquisto del food italiano, con assaggi e corsi (secondo Whole Foods e terzo Kings/Balducci’s).

Per la Gdo asiatica (Cina, Corea e Giappone) il primo premio è andato alla catena giapponese Isetan, per la gran cura messa nelle promozioni del prodotto italiano come le settimane delle Italian Fairs, seguita dalla cinese City Super e dalla giapponese Kinokunya.

Le osservazioni sulla Gdo europea hanno evidenziato che le industrie italiane dovrebbero privilegiare l’investimento sui prodotti a marchio commerciale delle varie catene, che stanno aumentando molto il livello qualitativo tanto da competere con i prodotti di marca, cercando però di evidenziare al massimo sulla confezione la tipicità italiana, accompagnandola possibilmente con informazioni sul prodotto.

Negli Stati Uniti il problema è rappresentato dalla vastità del prodotto imitativo, tanto che sugli scaffali spesso convivono prodotti autentici italiani e prodotti falsi. La domanda di prodotto italiano è crescente in tutto il Paese, non limitandosi a New York ed alle grandi città, con una grande richiesta di pasta, sughi e formaggi. Ma il popolo dei “foodies”, il cui numero sale costantemente, reclama anche l’arrivo di insaccati, il prosciutto fresco in primis, penalizzato da una legislazione particolarmente protezionista. Le migliori catene puntano su assaggi, informazione e servizio particolare in corsia, cioè personale in grado di spiegare il prodotto ed aiutare il consumatore ad orientarsi.

Più complesso il discorso sulla Gdo asiatica, dove il prodotto italiano se non viene spiegato rischia di non essere venduto, con l’eccezione della pasta che è un prodotto dove l’italianità trionfa. Si vende bene anche l’olio, cui fa concorrenza l’olio spagnolo, e stanno conquistando spazi anche i formaggi ed i salumi. Esemplare l’esempio della Cina dove la presenza radicata di catene francesi ed inglesi favorisce il consumo dei prodotti di quei Paesi. Anche in Asia la chiave è la formazione, quindi la illustrazione del prodotto, attraverso assaggi, degustazioni, corsi e personale qualificato in grado di spiegare. Per quanto riguarda Cina (l’analisi si è limitata alle catene di Shangai) e la Corea il cibo italiano è acquistato solo dalle fasce alte della popolazione, attratte dal lifestyle italiano, mentre in Giappone, dove la cucina europea è molto conosciuta da anni, tutti i prodotti italiani hanno grandi potenzialità di penetrazione, anche i prodotti bio.

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Chiude CIBUS tra la soddisfazione delle aziende alimentari

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Chiude CIBUS tra la soddisfazione delle aziende alimentari

L’appuntamento è a Parma con il nuovo evento “Cibus Global Forum†dal 16 al 18 maggio 2013 e con la 17° edizione di Cibus nel maggio del 2014

(Parma, 10 maggio 2012) – Se è vero che il successo di una fiera si misura nella quantità di business che essa sviluppa, allora il successo della 16° edizione di Cibus si può riassumere nella presenza di 12 mila buyers ed operatori commerciali esteri, di cui 1300 direttamente selezionati, ospitati e gestiti da Fiere di Parma. I visitatori sono stati 63 mila e i giornalisti accreditati circa mille. Molto alta la soddisfazione delle 2300 aziende espositrici: secondo un primo sondaggio svolto da Federalimentare, l’80% degli intervistati si è detto molto soddisfatto e il 10% soddisfatto.

Prima della 17° edizione di Cibus che si terrà nel maggio del 2014, Fiere di Parma ha annunciato due novità per il 2013: il Cibus Global Forum e la co-organizzazione del Thaifex a Bangkok con Fiera di Colonia.

Il “Cibus Global Forum: Food for the Future†si terrà a Parma dal 16 al 18 maggio del 2013 e tratterà della correlazione virtuosa tra l’alimentazione e lo stile di vita italiani e lo sviluppo sostenibile. Avrà la forma di un Forum internazionale, un format leggero e relazionale con convegni sulle tematiche dell’alimentare italiano, completato da una sezione espositiva ridotta ma in grado di rappresentare l’intera filiera alimentare, dalle materie prime al prodotto finito, passando per le tecnologie di trasformazione e confezionamento.

L’obiettivo del Forum è quello di attirare l’attenzione della business community, coinvolgendo le grandi aziende alimentari italiane e i principali retailers del mondo, le associazione di categoria e le istituzioni internazionali che si occupano di alimentazione e sostenibilità. Coordinato dal presidente dei Giovani industriali italiani, Annalisa Sacchi, e dal Direttore Generale della CIAA, Confederation of the Food and Drink Industries dell’Europa Unita, il Forum si avvarrà della collaborazione di un comitato scientifico composto da economisti, antropologi, ambientalisti, tecnologi, agronomi, chef, che lavorerà per mesi in Italia sul campo per capire e vivere le specificità nazionali e codificare le best practice che rendono unico il cibo e lo stile alimentare made in Italy. La loro indagine sarà poi condivisa con i protagonisti del made in Italy lungo tutta la filiera e trasformata in un manifesto per la “virtuosa condivisione” poi discusso con i key players (Ceo del settore retail e ristorazione, industria del largo consumo) dei principali Paesi.

L’altro grande appuntamento di Cibus per il 2013 è la collettiva firmata Anuga&Cibus al Thaifex, la fiera alimentare in Thailandia evento leader dell’area, che si terrà nel maggio 2013, tanto più importante nella prospettiva del nuovo grande mercato unico del Sud Est Asiatico (ASEAN). La partecipazione al Thaifex rappresenta la prima tappa di un’ampia collaborazione tra Fiere di Parma e Fiere di Colonia per aiutare le imprese alimentari italiane a selezionare e gestire le proprie partecipazioni fieristiche anche nei Paesi emergenti.

Per quanto riguarda la 17° edizione di Cibus, nel maggio 2014, verrà confermato ed evoluto il lay out espositivo che vede le aziende dolciarie esporre in un continuum con quelle di categorie affini (snack, prodotti per la prima colazione, bevande, caffè, ecc.) e della drogheria in generale (pasta, conserve vegetali, oli e condimenti ecc.) per una grande area unificata confectionery&grocery e un incoming program ad-hoc.

Tornando a Cibus 2012, il suo successo è stato confermato anche dai numerosi buyers esteri, molti dei quali hanno partecipato alla cena di gala dei buyers alla Certosa di Parma, che hanno gradito l’ampiezza dell’esposizione dei prodotti alimentari italiani.

«Credo che la capacità di Fiere di Parma di proporsi come soggetto aggregante – commenta l’ad Antonio Cellie – sia l’elemento chiave per capire il lavoro che stiamo svolgendo da 3 anni e culminato con questo CIBUS dei record. Un ruolo collaborativo e federante per dialogare con tutti i soggetti virtuosi: da Federalimentare ad Anuga, dai Consorzi di Promozione (alcuni dei quali hanno addirittura la sede nel quartiere) a Slow Food, dall’ICE alle Camere di Commercio. Ne è nato un lavoro di squadra vincente. Come è stato quello fra gli azionisti, amministratori e management. Ora il made in Italy alimentare ha una fiera unica e vincente finalmente con un quartiere all’altezza.â€

Innumerevoli le novità di prodotto nei settori dei salumi e delle carni, del lattiero-caseario, del pomodoro e della gastronomia in genere, caratterizzate da una accentuata ricerca della qualità, nei segni distintivi dell’italianità del prodotto (importanti anche per l’export), nella creazione di linee più salubri, quindi con meno grassi, meno sale etc, fino a quelli di rapida cottura o già pronti.

Positivo anche il bilancio delle nuove aree che hanno debuttato a Cibus: il surgelato, la distribuzione automatica, i microbirrifici artigianali.

Circa 30 aziende del surgelato hanno partecipato a “Frozen Food†per esporre i propri prodotti che sono commercializzati in un mercato domestico non ancora del tutto maturo di fronte a una scelta, quella del consumatore di acquistare cibi surgelati, che in altre nazioni è invece stata assimilata tempo fa. Non a caso, l’export del surgelato italiano viaggia a gonfie vele».

Hanno destato grande interesse le “macchinette†della distribuzione automatizzata nell’area del “Vendingâ€, – a Cibus ribattezzate le I-MACHINES – che hanno ormai oltrepassato la fase della distribuzione di caffè e acqua minerale per proporre anche panini e cibi freddi, ma anche caldi, ed ogni tipo di merceologia. A Cibus le aziende del vending hanno lanciato il messaggio di una sempre maggiore collaborazione di questo settore con la grande distribuzione.

I microbirrifici, una realtà crescente in Italia con quasi 500 produttori, hanno destato grande interesse presso gli operatori per un’offerta qualificata dal gusto, dall’immagine accattivante, specie per i giovani, e dal contenuto artigianale associato ad una idea di genuinità e salubrità.

La presenza di 350 aziende del biologico ha garantito il successo di Cibus relativamente a questo comparto che cresce a ritmi vertiginosi, portando la manifestazione fieristica ai vertici delle fiere bio, seconda solo a quella di Norimberga.

La ristorazione fuori casa, dai pubblici esercizi alla ristorazione collettiva passando per quella delle stazioni del trasporto stradale, aereo e navale, si è schierata con 30 aziende del comparto nel Food Service Lounge, visitata dai più importanti operatori commerciali.

Soddisfazione anche tra le 258 aziende espositrici del dolciario che hanno testimoniato la vitalità di un comparto che mantiene le proprie vendite sul mercato interno ed è al primo posto nell’export dei prodotti alimentari italiani, facendo registrare +4,6% in volume e + 8,2% in valore, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro. Molte di queste aziende hanno già aderito con entusiasmo al nuovo progetto confectionery&grocery Cibus 2014 di Fiere di Parma.

L’interesse crescente degli italiani per una alimentazione che sia sana ed equilibrata si è riverberata su “Pianeta Nutrizione†che ha visto lo svolgersi di diversi convegni sul tema, cui hanno partecipato medici, dietisti, nutrizionisti ed esperti ed ha visto la partecipazione di circa 60 aziende che propongono prodotti salutisti e dietetici.

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Presentata la 16° edizione di CIBUS

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Presentata la 16° edizione di CIBUS

E’ il dato eclatante del 2011: la domanda di food made in Italy proveniente da tutto il mondo cresce ancora, nonostante la crisi economica. Non solo nei Paesi tradizionali importatori di cibo italiano, come la Germania o gli Usa, ma anche nei Paesi emergenti: 300 milioni di indiani benestanti consumano pasta, olio e formaggi italiani; in Brasile proliferano i ristoranti italiani e nei negozi crescono i consumi di pasta, salumi, formaggi, pizza e gelato; la Russia, che importa il 40% del proprio fabbisogno alimentare compra fortemente italiano; l’occidentalizzazione delle abitudini alimentari tocca anche milioni di cinesi e vietnamiti.

L’export dell’industria alimentare non a caso è cresciuto del 10,3% nel 2011 e le previsioni per il 2012 sono buone. Inoltre le aziende Italiane tengono anche le quote sul difficile mercato interno e portano la bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in italy ad un saldo positivo di 7 miliardi di Euro.

Ma il mantenimento di questi tassi di crescita dipenderà da vari fattori: dalla coesione dell’intera filiera agroalimentare, dalla integrazione delle attività mirate all’internazionalizzazione di enti governativi e non, dalla capacità di veicolare i prodotti italiani nella grande distribuzione estera, dai risultati della lotta contro i prodotti imitativi, il cosiddetto “italian soundingâ€.

Di queste tematiche si è parlato oggi nella conferenza stampa di presentazione di Cibus 2012, 16° edizione del Salone Internazionale dell’alimentare italiano che si terrà dal 7 al 10 maggio a Parma, tenutasi oggi a Milano.

“Cibus è una fiera delle aziende e per le aziende – ha detto Franco Boni, presidente di Fiere di Parma – pertanto, dato che l’obiettivo principale dell’agroalimentare è la conquista dei mercati esteri, abbiamo raddoppiato i nostri sforzi per assicurare l’arrivo di buyers ed operatori dai Paesi maggiormente interessati. I visitatori troveranno 120 mila mq di quartiere fieristico, completamente ristrutturato e dotato di ampi parcheggi, circa 2.300 aziende espositrici e tante novitàâ€.

La manifestazione fieristica, che sarà inaugurata nella mattinata del 7 maggio dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, ospiterà anche la assemblea annuale di Federalimentare.

“L’industria alimentare italiana – ha dichiarato in conferenza stampa Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare – fatta di 6.500 medie e piccole imprese che impiegano 410.000 lavoratori e genera 130 miliardi di euro di fatturato, è la seconda realtà manifatturiera del Paese e produce l’8,1% del PIL. Cibus, frutto della collaborazione tra Federalimentare e Fiere di Parma, è da ventisette anni l’evento espositivo di eccellenza per il settore, una vetrina di assoluto prestigio sempre di più rilevante nel favorire l’export agroalimentare italiano. Grazie anche a Cibus, il nostro modello alimentare è sempre più popolare nel mondo, mentre in Italia soffre la costante contrazione dei consumi dell’ultimo quinquennio. “Tornare a crescere†sarà pertanto il titolo dell’assemblea annuale della nostra Federazione che si terrà a Parma nel contesto della giornata inaugurale di Cibus: un momento di confronto in cui imprese, istituzioni e opinionisti saranno chiamati a dibattere modi e tempi per ritrovare un percorso virtuoso di sviluppoâ€.

Sul fronte dell’export, Fiere di Parma conferma di aver triplicato le prenotazioni dei buyers provenienti dai Paesi emergenti (dalla cinese Shanghai City Supermarket alla brasiliana Grupo Pão de Açúcar), come dai mercati storici di sbocco con la partecipazione di tutti i retailer di riferimento (Delhaize, Rewe, Auchan, Metro e via dicendo).

Un focus dedicato quest’anno anche ai key player del “fuori casa†americano a cui verrà dedicato un incoming specifico per illustrare concretamente le differenze qualitative tra il vero made in italy e l’italian sounding.

Particolarmente attivo sarà il “Cibus Export Desk†dove le aziende espositrici potranno incontrare i buyers indiani, nipponici, cinesi, brasiliani, tedeschi, statunitensi ed altri ancora e seguire anche i workshop di approfondimento.

Il livello di competenza raggiunto dal CIBUS Export Desk potrà essere apprezzato in occasione del Cibus Global Award; tutta la business community l’8 pomeriggio potrà assistere al “primo viaggio tra gli scaffali dei principali retailers alla ricerca dei prodotti made in italyâ€. Negli ultimi 6 mesi, infatti, gli esperti cooptati da Fiere di Parma e Federalimentare hanno visitato, fotografato e filmato le catene della distribuzione Asiatica, Americana ed Europea per capire se e come viene esposta e valorizzata la nostra produzione; l’obiettivo è restituire alle aziende una fotografia aggiornata sui rischi e sulle opportunità che ci offrono i diversi mercati nonché premiare (appunto con i Cibus Global Award) quei retailers che meglio hanno saputo interpretare ruolo e posizionamento del made in italy all’interno dei loro assortimenti.

Per aiutare le imprese alimentari italiane a selezionare e gestire le proprie partecipazioni fieristiche anche nei Paesi emergenti, Fiere di Parma e Fiere di Colonia, hanno costituito una cabina di regia per gestire le relazioni con i buyers di Germania, Europa dell’Est, Giappone, USA e ASIA. Ne parlerà a Cibus 2012 il Ceo di Koeln Messe, Gerald Böse, che sarà presente all’inaugurazione della fiera, anche per illustrare il lavoro che si sta facendo per una grande collettiva firmata Anuga&Cibus al Thaifex,la fiera alimentare in Thailandia evento leader dell’Area, nel maggio 2013, tanto più importante nella prospettiva del nuovo grande mercato unico del Sud Est Asiatico (ASEAN).

La 16° edizione di Cibus dunque guarda molto all’estero, ma non dimentica naturalmente la contrazione dei consumi alimentari interni.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Elda Ghiretti, Cibus Brand Manager – è quello di unire il più possibile la filiera alimentare per arricchire la vetrina di Cibus, che è già senza dubbio la più importante in Italia e nel Mondo del food italiano. Questa completezza dell’offerta favorisce l’interesse e la presenza dei buyers sia italiani che esteri. Ecco dunque che avremo nuovi spazi come quello dedicato all’industria del surgelato (Frozen Food), quello dedicato alla realtà in crescita degli automated self shop (Venditalia Self Expo) e quello dedicato ai micro birrifici artigianali (Micro Malto). Anche il BIO diventa protagonista a CIBUS come offerta integrata al convenzionale da parte sia dagli specialisti sia delle grandi marche. Grazie a questa formula CibusBio – con 350 espositori – è già la seconda fiera al mondo del settore dopo Norimberga. Va inoltre segnalata la presenza a Cibus della Piazza dei Prodotti Dop, organizzata dalla Associazione dei Consorzi di Tutela AICIG, in collaborazione col Ministero dell’Agricoltura. I migliori formaggi italiani saranno premiati dalla nota Scuola di Cucina Alma, diretta da Gualtiero Marchesi, e si potranno trovare le specialità delle Regioni italiane nelle Collettive regionaliâ€.

Cibus 2012 ospita due “fiere nelle fiereâ€: Dolce Italia e Pianeta Nutrizione.

Dolce Italia, organizzato dalla Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi) è arrivato ormai alla sua quinta edizione ed è testimone di un comparto produttivo che mantiene le proprie vendite sul mercato interno e registra una grossa crescita nell’export: +4,6% in volume e + 8,2% in valore, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro (vedi cartella stampa).

Pianeta Nutrizione, organizzato da Akesios e giunto alla sua terza edizione, è un Forum multidisciplinare sulla sana e corretta nutrizione cui partecipano medici, nutrizionisti e società scientifiche, ma che ha anche una sua sezione espositiva, con circa 60 aziende espositrici. Tra i temi più importanti che verranno trattati nei convegni: la differente nutrizione per maschi e femmine; l’obesità infantile; come il cibo può prevenire malattie e invecchiamento; la celiachia; la etichettatura nutrizionale; la iodoprofilassi nella filiera alimentare. Tra le aziende espositrici si trovano diversi brand assai noti al grande pubblico come Amadori che propone una linea di prodotti a “iodio protettoâ€, Eridania, Grissin Bon, la linea Bene.Si della Coop, Equilibra che distribuisce i prodotti salutisti in molti supermercati, Dietetica, CIR Food, Pucci, Sojasun ed altri ancora. Sarà presente anche una “Isola Benessere†dove ogni giorno si terranno convegni scientifici, incontri stampa, presentazione di nuovi prodotti, degustazioni.

“Non si può più parlare di cibo senza parlare di corretta alimentazione – ha detto il Prof.Sergio Bernasconi, coordinatore scientifico di Pianeta Nutrizione e direttore della Clinica pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – non per moda ma perché è importante, specie per noi italiani, saper coniugare la buona tavola con una alimentazione salutare. E’ ormai stato dimostrato, infatti, che l’adozione di corretti stili di vita ed in particolare le scelte alimentari agiscono in modo incisivo sulla possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, provocarne l’insorgenzaâ€.

Cibus è conosciuta come la fiera della industria alimentare italiana, ma è anche la fiera della grande distribuzione, italiana ed estera, cioè il luogo “where food meets businessâ€, come recita il claim della manifestazione. E dal livello di collaborazione tra industria e distribuzione dipende molto del futuro del comparto alimentare.

Un altro momento che Cibus dedica alla Grande Distribuzione è la presentazione dello Studio sulla Store Brand (Marca Commerciale).

In continuità rispetto al 2010 verrà presentata la seconda edizione della ricerca dell’Università di Parma con Nielsen che analizza la trasformazione della marca commerciale in marca di qualità e potenziale ambasciatrice della qualità alimentare italiana.

“Il persistere di una congiuntura economica negativa e il peggioramento delle aspettative di medio lungo periodo – ha dichiarato il Prof. Giampiero Lugli, Facoltà Economia Università di Parma, coordinatore della ricerca – stanno cambiando il comportamento di acquisto dei consumatori. Per mantenere i volumi necessari, i clienti cambiano il mix delle marche acquistate: negli ultimi dieci anni, Nielsen ha registrato un impoverimento di dieci punti nel valore del carrello.Le aziende commerciali fronteggiano la necessità ed il desiderio di risparmio dei loro clienti anche e soprattutto investendo nel branding distributivo. Sarebbe però un errore pensare alla crescita della marca commerciale solo in termini quantitativi. Le insegne hanno infatti progressivamente esteso la copertura del branding distributivo oltre le categorie basiche ; sono entrate in contesti non presidiati dalle marche industriali ( freschi, gastronomia, prodotti tipici) ed hanno ampliato la gamma al premium price . Nel prossimo futuro la marca commerciale sarà sempre meno “privata†perché, per penetrare nuovi canali ed i mercati in cui il distributore non è presente con propri punti di vendita, occorre rompere la simbiosi con l’insegna. Si aprono così nuove opportunità di collaborazione con l’industria di marca in quanto il copacking per il branding distributivo sta diventando uno dei principali driver delle esportazioni. Nel prossimo futuro, la creazione di valore si baserà anche sulla condivisione del brandingâ€.

Per questa ragione CIBUS e Parma sono diventati da alcuni anni il luogo dove i Retailers più evoluti cercano non solo fornitori ma veri e propri partners per progetti di collaborazione di Lungo Periodo, spesso anche per le loro Premium Store Brands, per creare selezioni di Formaggi e Salumi, Conserve Vegetali italiane 100%, Ready Meals tipicamente italiani, specialità Regionali, ecc.. In sostanza i decisori dei grandi distributori internazionali riescono ad importare nei loro paesi (e nei loro punti vendita) le autentiche atmosfere – e i valori – che caratterizzano un prodotto alimentare unico come quello italiano solo vivendo il territorio.

Tanti i convegni, ufficiali e non, di Cibus 2012: tra quelli ufficiali spicca il 7 maggio quello dedicato al canale della ristorazione negli Usa e alla dicotomia tra prodotti autentici italiani e prodotti imitativi: verrà presentata una ricerca da parte del Management Resourses of America (Mra). L’8 maggio si parlerà dell’avanzata, anche nel nostro Paese, del “vending†cioè della distribuzione automatizzata di bevande e cibo. Il 9 maggio l’Istat e Cariparma offriranno una panorama dettagliato dell’industria alimentare, proponendo la valorizzazione delle filiere agroalimentari. E nella stessa giornata, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni geografiche farà il punto sui prodotti Dop e Igp, presentando una ricerca dell’Ismea sulla loro tutela legale internazionale. Il 10 maggio un convegno sui requisiti richiesti dalla Gdo per la omologazione dei fornitori, organizzato da Fiere di Parma e coordinato da Massimo Gelati (si veda l’elenco completo in cartella stampa).

Si segnala, infine, il “fuori salone†di Cibus, “CibusinCittàâ€, che propone degustazioni e lezioni volanti nelle strade di Parma ed un originale triangolare di calcio che si terrà alla Stadio Tardini di Parma, cui parteciperanno i personaggi dello spettacolo della squadra Mediaset Stars e le squadre della Industria Alimentare e della Grande Distribuzione, formate da dirigenti delle imprese (vedi cartella stampa).

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UNA MONTAGNA di GUSTO

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UNA MONTAGNA di GUSTO

Sapori locali, Storia, Cultura e Natura sono gli ingredienti fondamentali di UNA MONTAGNA DI GUSTO, percorso enogastronomico unico nel suo genere lungo la Via Mercatorum, l’antica strada medievale dei commerci tra i territori di Bergamo e la Valtellina che percorreva l’intera Valle Brembana.
Si percorrerà un tratto della storica Via Mercatorum dove, in una cornice naturalistica di raro splendore, scoprirete
antichi borghi ricchi di storia e cultura rimasti inalterati nel tempo: Valmoresca, Losc, Caprile Alto e Basso.
La camminata sarà intervallato da tappe culinarie dove si gusteranno i prodotti tipici che il territorio della Valle
Brembana offre, dalla colazione al dolce.
La partenza è prevista alle ore 10.30 dal paese di Averara (BG), con rientro circa alle ore 16.30.
Il percorso è ben segnalato e alla portata di tutti, dai bambini ai nonni, con un livello di difficoltà medio-basso.
Tappa dopo tappa, i nostri accompagnatori guideranno i partecipanti lungo il percorso.

Costi:
- adulti: € 20,00
- ragazzi dai 5 ai 10 anni: € 10
- bambini fino ai 5 anni (non compiuti): GRATIS
Info pratiche:
PER LA BUONA RIUSCITA DELLA MANIFESTAZIONE E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE
- si consiglia di indossare abbigliamento e calzature da montagna;
- in caso di maltempo, la manifestazione verrà rimandata a domenica 6 maggio.
Organizzatore: Kairòs Brembo E-Motion

E-mail kairos.emotion@gmail.com Tel. 3332858655
www.kairosemotion.it

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Un gustoso fine settimana con i Vignaioli Trentini

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Un gustoso fine settimana con i Vignaioli Trentini

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Sabato 21 e domenica 22 aprile apre la MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO, per incontrare i Vignaioli Trentini gustando i loro vini

e altre “chicche†del territorio cucinate da tre grandi Chef.

 

SABATO 21 E DOMENICA 22 APRILE si inaugura a TrentoFiere (via Briamasco, 2) la prima edizione della MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO organizzata dall’Associazione Vignaioli del Trentino.

Oltre 250 vini saranno proposti in degustazione dai piccoli produttori associati, che presenzieranno ai banchi d’assaggio per dialogare con i visitatori e raccontare le loro cantine e i loro prodotti, sabato 21 dalle 14 alle 19.30 e domenica dalle 10 alle 19.30.

Non mancherà un gruppo di Vignaioli “ospitiâ€, provenienti da altre regioni italiane e, come i Trentini, appartenenti alla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).
Il pubblico potrà anche acquistare le etichette preferite e in più una selezione di prodotti gastronomici del territorio, dall’olio ai formaggi, dal miele ai salumi, dalla pasta alle trote, al caffè.

Tutto questo al costo di 10,00 €

Per accontentare i palati più esigenti e dare un saggio della creatività culinaria trentina vi saranno ben tre showcooking nel corso dei quali Paolo Donei, Stefano Ghetta e Alessandro Gilmozzi, affermati Chef della Val di Fiemme e di Fassa, prepareranno in diretta tre ricette ideate appositamente per questa occasione utilizzando i prodotti degli espositori presenti:

Paolo Donei, Malga Panna di Moena – Riso affumicato con pancia di maialino e aria di latte al pino mugo. <

Stefano Ghetta, L Chimpl di Vigo di Fassa – Crema di patate della Val di Gresta, sandwich di Pasta Felicetti e trota affumicata

Alessandro Gilmozzi, El Molin di Cavalese – Spaghetto di farro ai profumi di sottobosco e bottarga di trota.

Appuntamenti con gli showcooking sabato ore 17 – 19, domenica ore 12 – 14 e 17 – 19.

Una versione “casalinga†delle ricette sarà a disposizione del pubblico, così chiunque potrà sperimentare nella propria cucina idee e prodotti della terra trentina. E, grazie ad un esperto sommelier, si potranno provare gli abbinamenti possibili fra ricette e vini Trentini.

Al costo di 15,00 €: banchi d’assaggio + 1 piatto degli chef + calice per la degustazione incluso.

Paolo Donei, in rappresentanza dei due colleghi, sottolinea che la collaborazione con i Vignaioli è nata spontaneamente da un obiettivo comune, ovvero quello di dare visibilità al territorio Trentino e alle sue vallate, la Val di Fiemme e la Val di Fassa in primis, offrendo al pubblico un menu invitante nato dal matrimonio fra cibo e vino di qualità e di provenienza “sinceraâ€. E, sorridendo, racconta del piacere e della soddisfazione di lavorare con due amici, oltre che colleghi, come dice scherzosamente “a sei mani e tre testeâ€.

 

Nicola Balter, Vignaiolo di Rovereto e Presidente dell’Associazione Vignaioli, ribadisce dal canto suo come i produttori associati siano ben decisi a proseguire sulla strada tracciata, ancora una volta “quella del fare†non solo del parlare: – Questa Mostra Mercato ci aiuterà a farci conoscere, a far capire a chi compra i nostri vini che dietro le bottiglie ci sono persone, braccia e mani, che lavorano i vigneti direttamente e secondo natura; perché “fare vino†per noi significa dare vita ad una passione, all’amore per la terra. Per queste ragioni non temiamo mai di “mettere la faccia†in qualsiasi iniziativa promuoviamo -.

Questi i prodotti gastronomici che si potranno gustare e acquistare:
Caffè La Casa del Caffè di Trento .
Formaggi Caseificio Turnario di Pejo
Mieli Thun della Val di Non
Olio Frantoio Madonna delle Vittorie di Arco
Pasta Pastificio Felicetti di Predazzo
Prodotti ittici Trota Oro di Preore
Salumi e carne salada della macelleria “Dal Massimo Goloso†di Coredo
Gelato al Teroldego di Michele Bonato di Mori

Ai quali si aggiungono nell’area ristorazione l’Acqua Levico Casara di Levico Terme e le Mele Bio

dell’Az. Agr. Maso del Gusto di Nave San Rocco

La Mostra Mercato potrà contare sulla presenza di un partner prestigioso quale INOXPIÙ S.r.l. di Trento, che metterà a disposizione il monoblocco cottura UNICA, autentico “palcoscenico†per le esibizioni degli Chef.

L’Associazione Vignaioli del Trentino, nata nel 1987, raccoglie i piccoli produttori che seguono personalmente ogni processo produttivo, dalla cura della vigna, alla vendemmia, alla vinificazione e infine alla commercializzazione. Caratteristiche prime dell’operare dei Vignaioli sono il rispetto per la terra e la massima attenzione alla qualità, per ottenere 
 vini che rappresentino il territorio, l’impegno e la passione di ogni singolo produttore per il suo lavoro.

 

Info al sito
www.vignaiolideltrentino.it
e su Facebook

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002551364331

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Cibus 2012: come entrare nel mercato indiano

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Cibus 2012: come entrare nel mercato indiano

L’Indian Desk ed un workshop per le aziende alimentari che progettano di entrare nel mercato dell’India

Cibus 2012, a Parma dal 7 al 10 maggio, ha accentuato il suo profilo di fiera delle aziende per le aziende. Lo spazio del “Cibus Export Desk†sarà tutto dedicato agli incontri tra gli operatori stranieri e quelle aziende alimentari che progettano di aumentare la propria quota di export ed, eventualmente, avvicinarsi a nuovi mercati.

Quello indiano è uno dei più interessanti, ma non sono poche le aziende che si interrogano su modalità e vantaggi di entrata in quella realtà commerciale. Per questo una delegazione di operatori indiani (provenienti dal retail e dall’Horeca) sarà presente all’Indian Desk, uno spazio dedicato situato nei pressi della Buyers’ Lounge, pronta a dialogare con le aziende italiane interessate. E’ stato anche organizzato un workshop con la presenza degli operatori indiani nella mattina di mercoledì 9 maggio.

“I prodotti italiani più richiesti in India sono: pasta, olio d’oliva e formaggi – spiega Enrico Perego della società di consulenza “Octagona†che ha collaborato con Fiere di Parma per l’Indian Desk – ma il mercato si sta aprendo ulteriormente a nuovi gusti e nuove tipologie di prodotti, non dimentichiamo che esiste in India una classe media di almeno 300 milioni di persone attratte dal cibo internazionale ed italiano in particolareâ€.

Una fascia piuttosto giovane, con molti individui sotto i 40 anni, aperta agli stili di vita occidentali, ma ancorata alla tradizione vegetariana dell’India (il 65% della popolazione indiana è vegetariana).

Il settore food and beverage indiano sta cambiando rapidamente con un forte impulso alla realizzazione di impianti di food processing che possano ridurre la piaga dello spreco dei prodotti vegetali (il 30% di essi si deteriorano per cattiva conservazione e carenze dell’industria di trasformazione). L’altra novità è rappresentata da una forte espansione della rete del retail che può fungere da ‘ambasciatrice’ dei prodotti del food made in Italy (in allegato la foto del reparto formaggi al supermercato Le Marché di New Delhi).

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L’agroalimentare italiano programma il suo futuro a CIBUS 2012

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L’agroalimentare italiano programma il suo futuro a CIBUS 2012

Mentre tutti i settori manifatturieri cercano faticosamente di recuperare l’export del 2008, l’industria alimentare italiana cresce ancora: + 10,3% nel 2011 su un + 10,5% del 2010, venendo da un triennio di crescita sempre a doppia cifra, e si posiziona sui 4 miliardi, ovvero del + 20% al di sopra dell’ultimo anno prima della grande recessione (dati Federalimentare). Un crescita che si sta confermando anche a gennaio e sembra senza soluzione di continuità.

Questo sviluppo qualitativo del nostro export agroalimentare è stato ottenuto anche grazie a fiere come Cibus, prossima edizione a Parma dal 7 al 10 maggio 2012 (dove si terrà anche l’assemblea annuale di Federalimentare), che si confermano appuntamenti fondamentali per sostenere questo sviluppo, vendendo un “territorioâ€, ovvero l’Italia del Made in Italy alimentare.

La buona notizia è che il margine di crescita è ancora elevato, non solo perché le quote export di altri Paesi come la Francia sono storicamente più elevate, ma anche perché il goodwill per il nostro modo di vivere (e mangiare) cresce a ritmi vertiginosi in tutto il mondo e, sorprendentemente, anche nei paesi BRIC. Basti pensare che il booking effettuato dai buyers overseas per Cibus 2012 ha già raggiunto numeriche triple rispetto al 2010 anticipando la presenza di tutte le insegne leader nei Paesi emergenti (dalla cinese A-Best Supermarket al Gruppo Russo X5). Si registra anche un incremento del 30% nelle prenotazioni da parte di mercati storici di sbocco (USA, Germania, GB, ecc) con la partecipazione di tutti i retailer di riferimento (Costco, Delhaize, Rewe, MaxValu Japan, e vi dicendo).

Partecipazione di massa resa possibile dal servizio “incoming†di Fiere di parma (“Cibus Export Deskâ€) che si prende in carico, anche economicamente, i buyers e i category selezionati per consentire loro una visita piacevole e proficua non solo agli stand, ma anche al territorio o, nel caso venga richiesto, agli stabilimenti di tipologie produttive di loro particolare interesse.

Parte del crescente interesse è dovuto anche all’alleanza con la fiera alimentare Anuga, ovvero la fiera Koln Messe, che ha condiviso con Fiere di Parma un progetto strategico di sviluppo volto a fare di Parma e Colonia gli appuntamenti di riferimento – rispettivamente negli anni pari e dispari – per la business community mondiale del Food.

Sempre nel “Cibus Export Desk†sarà presente uno ‘Sportello India’ per dialogare con gli operatori indiani ed informarsi sulle opportunità e le modalità per entrare in quel mercato. Uno focus particolare sarà dedicato ai key player del “fuori casa†americano a cui verrà dedicato un incoming specifico per illustrare concretamente le differenze qualitative tra il vero made in italy e l’italian sounding.

Grazie a Federalimentare, Cibus si conferma una delle poche fiere al mondo organizzata “per le aziende dalle aziendeâ€, tanto che il Cibus Export Desk sta diventando un istituto permanente dove le aziende alimentari sviluppano relazioni con i retailers esteri.

Cibus 2012 sarà teatro dell“International Cibus Award†(un premio ai retailers che meglio hanno saputo esprimere gli assortimenti più efficaci con le eccellenze del made in italy agroalimentare) e della presentazione di una approfondita ricerca di Nielsen e del prof. Giampiero Lugli dell’Università di Parma sulla evoluzione internazionale delle “store brandâ€, la marca commerciale, come driver di crescita dell’alimentare italiano sui mercati esteri.

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IL PROGRAMMA DI CIBUS 2012

I visitatori della 16° edizione di Cibus, a Parma da lunedi 7 a giovedì 10 maggio 2012, troveranno un quartiere fieristico completamente rinnovato, con maggiori servizi,  nuovi parcheggi, un’area espositiva di 120 mila metri quadrati, alimentata da un grande impianto fotovoltaico. Cresce il numero di espositori che rappresentano le realtà più dinamiche della produzione italiana, come i prodotti biologici (“Cibus Organicâ€), i prodotti freschi di 4° e 5°gamma, i piatti pronti freschi, con tante novità espositive, dallo spazio per i surgelati a quello del vending. L’esposizione è organizzata seguendo la logica di un continuum coerente con le merceologie fresche (salumi, formaggi, gastronomia, pasta fresca e via dicendo) più il nuovo polo dei surgelati nei grandi padiglioni 2 e 3, mentre il grocery (pasta, olii, condimenti, dolciario e altro) sarà riunito nei padiglioni 5,6 e 7.

Tra le novità, oltre al già citato Cibus Frozen, uno spazio di 4.000 mq per le aziende del settore dei cibi surgelati, MicroMalto con i birrifici artigianali, e “Venditalia Self Expoâ€, dove il negozio automatizzato verrà presentato come partner ideale e complementare del canale retail.

“Il nostro impegno è stato quello di riunire tutta la filiera – ha spiegato Elda Ghiretti, Cibus brand manager – dagli agricoltori di Confagricoltura ai Consorzi produttori di prodotti Dop e Igp, dai produttori industriali di salumi, formaggi e pomodoro a quelli del surgelato, dai produttori di prodotti tipici delle varie Regioni alla Grande Distribuzione. L’obiettivo è quello di ragionare assieme, anche grazie ad una sezione convegnistica ancor più ricca, su come affrontare uniti la difficile situazione economica e la conquista dei mercati esteriâ€.

Rilevante come sempre la presenza delle tipiche produzioni italiane di carne, salumi, prodotti lattiero-caseari e pomodoro. Grande risalto sarà dedicato alla “Piazza dei prodotti Dop e Igpâ€, realizzato in collaborazione col Ministero dell’Agricoltura in cui esporranno i Consorzi di tutela Italiani. Sul fonte del lattiero-caseario, la “Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma†ha organizzato il concorso “Alma Caseus†che premia i migliori formaggi italiani. Un’area dedicata alla ristorazione fuori casa (bar, ristoranti, mense, etc.) sarà organizzata in collaborazione con Fipe/Confcommercio.

Anche in questa edizione sarà organizzato “Cibus in cittàâ€, un “fuori salone” nelle strade e nelle piazze di Parma cui parteciperanno alcune aziende espositrici.

Complementari a Cibus 2012 la 5°edizione del Salone del Dolciario ed il forum scientifico “Pianeta Nutrizioneâ€.

Per quanto riguarda il Salone del Dolce, realizzato  in collaborazione con Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane,  Fiere di Parma ha iniziato a lavorare ad un rilancio strategico di questo evento, favorendo l’attività di incoming dei buyer del settore.

Alla terza edizione di Pianeta Nutrizione (7/10 maggio), Forum multidisciplinare sulla sana e corretta nutrizione parteciperanno medici, nutrizionisti e società scientifiche, coordinati dai Presidenti del Comitato Scientifico, il Prof. Michele Carruba (Università di Milano) e Prof. Sergio Bernasconi (Università di Parma).

Tra i temi principali che verranno trattati: le  differenze tra maschi e femmine nel modo di alimentarsi e le possibili conseguenze sulla salute; l’obesità infantile; come una sana alimentazione possa  contribuire ad allungare sia le aspettative che la qualità della vita; l’etichettatura nutrizionale e i claims pubblicitari basati su corrette sperimentazioni scientifiche che possono contribuire a scelte alimentari più adeguate alla salute; la nutrizione e integrazione anti-aging.

Per quanto riguarda il calendario di tutti gli altri convegni di Cibus 2012, e per ogni aggiornamento, si rimanda al sito www.cibus.it, completamente rinnovato, ed ai canali social network:

Twitter (<http://twitter.com/CibusParma – nickname: @CibusParma),

Facebook (<http://www.facebook.com/CibusParma)

LinkedIn (<http://www.linkedin.com/groups?about=&gid=4271609), sulla cui piattaforma è stato  un gruppo, chiamato “inCibus†che utilizzerà la tecnica del passaparola virale per creare una community di utenti fidelizzati al fine di snodare dibattiti, discussioni e interazione intorno ai temi inerenti l’agroalimentare.

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Cibus 2012: una piazza virtuale sui social network

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Cibus 2012: una piazza virtuale sui social network

Nuova immagine e nuova comunicazione per l’edizione 2012 di Cibus che si terrà a Parma dal 7 al 10 maggio. Il claim della manifestazione “Where food meets business†conferma la focalizzazione della piattaforma fieristica di riferimento delle aziende alimentari italiane verso i mercati internazionali e rilancia il punto di incontro tra buyer e produttori. Il 16° Salone Internazionale dell’Alimentazione si rivolge in particolare al mercato trade e a tutti coloro che desiderano scoprire le tendenze del gusto tipico del made in Italy e delle eccellenze agroalimentari italiane famose nel mondo.

E’ stato quindi predisposto un nuovo sito per Cibus 2012, con un’immagine elegante, che fa da vera e propria guida a visitatori ed espositori all’evento cui saranno presenti le più grandi aziende del panorama nazionale e internazionale.

Ma la grande novità dal punto di vista della comunicazione sono i canali social network come Twitter, Facebook e, per la prima volta nel panorama fieristico, LinkedIn, sulla cui piattaforma è stato un gruppo, chiamato “inCibus†che utilizzerà la tecnica del passaparola virale per creare una community di utenti fidelizzati al fine di snodare dibattiti, discussioni e interazione intorno ai temi inerenti l’agroalimentare.

Queste azioni avverranno all’interno dei gruppi dove sarà possibile raggiungere un determinato numero di persone profilate, con gli stessi interessi e le stesse professionalità. La strategia di social media marketing, ideata dall’agenzia di comunicazione JacLeRoi a stretto contatto con il marketing di Fiere di Parma, si pone l’obiettivo di creare una vera e propria “piazza virtualeâ€, dove è possibile intrecciare rapporti professionali significativi. Grazie ai social network sarà possibile generare discussioni su tematiche relative al settore food e creare contatti personali con nuovi clienti intercettando persone di rilievo con le quali creare opportunità di business.

Una vera e propria business community online, che genera e promuove relazioni, contenuti e conoscenze incentrate sul food Made in Italy. Una bella novità per i visitatori professionali provenienti da tutto il mondo che potranno usufruire del mondo web per scoprire non solo i segreti dei prodotti alimentari italiani, ma anche i territori e le usanze culinarie del nostro Paese. Proprio a Cibus, nel cuore della Food Valley.

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